Il Marxismo ci permette di comprendere la realtà e combattere il capitalismo

Intervento del compagno Laurent Nardi per il Polo di Rinascita Comunista in Francia (PRCF)


Il Marxismo ci permette di comprendere la realtà e combattere il capitalismo

Care compagne e cari compagni,

molti ci dicono, e in particolare i riformisti: “si sa che c'è la crisi, si sa che i padroni ci derubano, si sa che la rabbia aumenta. Si sa che c'è bisogno del socialismo. Allora ciò basta, non c'è bisogno di una teoria, non si c'è bisogno del vostro marxismo!

Ciò è falso. Il marxismo permette di comprendere la società nella quale viviamo, permette di comprendere le crisi economiche, perché c'è tanta povertà malgrado l'abbondanza, gli eventi internazionali, perché le innovazioni tecnologiche condannano milioni di persone alla disoccupazione e tante altre cose. Il marxismo è la teoria della realtà perché le idee di Karl Marx non cadevano dal cielo. Rispondevano alle questioni sollevate dal movimento dei lavoratori dell'epoca. È stupido affermare, come molti fanno, che esse devono essere superate perché Marx le formulò oltre 150 anni fa. Le idee che Marx ha sviluppato sono sempre d'attualità perché le problematiche politiche e sociali sono fondamentalmente le stesse.

Ad esempio, il dibattito “sulla via parlamentare” o “la via rivoluzionaria” fa decisamente parte del dibattito attuale. O ancora: perché il decadere dei valori umani aumenta, in proporzione diretta con l'aumento dei valori mercantili?

Marx ci fornisce la chiave per rispondere ad affermazioni idealiste come: “Per cambiare la società, occorre cominciare con il cambiare noi stessi”, o “se gli uomini guarissero individualmente dall'egoismo o dal materialismo”, allora la società andrebbe molto meglio. Marx ha combattuto queste posizioni perché queste posizioni affermano che le idee esistono indipendentemente dalle condizioni nelle quali la gente vive.

Prendiamo, ad esempio, l'egoismo. La società capitalista attuale alimenta l'egoismo. Un lavoratore che vuole il meglio per i suoi figli, che vuole per i suoi genitori le migliori condizioni di pensionamento, che vuole essere solidale con gli altri, si troverà, contro la sua volontà, obbligato a battersi contro gli altri - per avere un lavoro migliore, per non subire i rimproveri dei suoi superiori, per essere assunto, ecc.

E ancora, non siamo in un mondo neutrale. Le idee promosse dalla stampa, dalla televisione, dal sistema scolastico, eccetera, difendono la società esistente. Senza teoria alternativa, come combattere l'ideologia dominante? Senza teoria, come tradurre politicamente e ideologicamente la contraddizione tra il vissuto sociale reale di molti ed il modello promosso dall'ideologia capitalista? È ciò che Marx spiegava con la formula: “Non è la coscienza che determina l'essere, ma l’essere sociale che determina la coscienza”.

Le idee, da sole, non possono cambiare la società. I pensieri e i comportamenti umani sono determinati dalle forze materiali. È una delle prime conclusioni di Marx. È il materialismo. Marx vide nel materialismo un enorme progresso perché significava che si poteva discutere, scientificamente, del cambiamento delle condizioni sociali. Non si dipendeva più dalle preghiere a Dio o "da un cambiamento spirituale" della popolazione.

Altro grande progresso dovuto al marxismo: l'analisi dei rapporti di classe e della lotta di classe. In ogni stadio di sviluppo della società, ci fu una classe oppressa il cui lavoro fisico creava la ricchezza, e una classe dominante che controllava questa ricchezza. È per questo che Karl Marx aprì il Manifesto del partito comunista con: “La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi”. Come in ogni guerra, la vittoria non è acquisita in anticipo per nessuno degli schieramenti: tutto dipende dall'organizzazione, dalla coesione e dalla direzione di ogni classe in gioco. Ed è ciò che Marx ha saputo dimostrare. Se vuole avanzare, la classe operaia deve organizzarsi nel suo partito, il partito comunista. Purtroppo questa evidenza è stata dimenticata o rinnegata da tutti i liquidatori riformisti o anticomunisti che hanno fatto naufragare la maggior parte dei partiti comunisti, come quelli italiano e francese. Ed è questo compito decisivo che il PRCF si pone, pur cercando alleanze che permettano di fare avanzare le nostre idee.

Marx aveva ben compreso il fenomeno della globalizzazione capitalista che si è accelerato negli ultimi decenni, cosa che lo ha portato a spiegare che per impadronirsi del potere politico, i proletari devono organizzarsi a livello planetario, anche se la classe operaia deve inizialmente lottare contro la sua borghesia, poiché l'internazionalizzazione del capitale conduce necessariamente all'internalizzazione del lavoro. È in questo senso che occorre comprendere l'appello di Marx all'unione di tutti i lavoratori : “PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!”

Marx dedicò una parte importante della sua vita alla solidarietà internazionale dei lavoratori e oggi, qui a Milano, proseguiamo quella stessa battaglia internazionalista. Ed è questo anche il senso del nostro lavoro per ricostruire il movimento comunista internazionale, che non può assolutamente essere rappresentato dal Partito della Sinistra Europea assoggettato all'Europa di Bruxelles, e per rafforzare il sindacalismo internazionale di classe con la Federazione Sindacale Mondiale.

Marx ci permette semplicemente di comprendere il sistema capitalista mostrando ciò che si nasconde dietro il valore della merce, della valuta, del plusvalore, dell'accumulazione del capitale, ecc. La ricchezza nelle società capitalista, diceva Marx, si annuncia come “un’immane raccolta di merci”. È ovviamente ciò che avviene oggi in modo decuplicato.

La nozione di plusvalore ottenuto dai capitalisti sfruttando la forza-lavoro e la nozione di accumulazione del profitto ci permettono di comprendere l'insieme della politica e gli scopi dei capitalisti oggi in tutti i paesi. Si comprende il perché della disoccupazione, dello smantellamento dei servizi e del settore pubblico, delle privatizzazioni, della liquidazione dei diritti dei lavoratori, degli aumenti dei prezzi, della messa in concorrenza dei lavoratori a livello mondiale, della distruzione della sicurezza sociale, della compressione salariale, dei licenziamenti, delle chiusure delle aziende, della concorrenza selvaggia tra capitalisti, della miseria, delle guerre, dello sfruttamento e del saccheggio delle risorse del pianeta, del taglio dei contributi sociali delle imprese, dell'abolizione della tassazione sui patrimoni, degli enormi vantaggi per le imprese, dei regali fiscali ai più ricchi, dell'evasione fiscale.

L'avidità del capitalista è insaziabile al punto che si può ora affermare, come facciamo noi PRCF, che il sistema capitalista è un sistema sterminatore.

28/04/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Laurent Nardi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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