Economia e Lavoro

Colloquiando con analisti economici tedeschi si conferma la necessità di cambiamento
Il disastro Monte Paschi di Siena: combinazione perversa tra poteri forti, politica d’accatto, vigilanza latitante, elusione delle regole. Ma, soprattutto, il fallimentare bilancio del processo di privatizzazione del sistema bancario italiano.
La storia di Sandra, licenziata durante il congedo straordinario per assistenza a familiare disabile. Rifondazione apre la sede al comitato Almaviva per promuovere iniziative di lotta per il ricollocamento e per la Naspi
In declino i tradizionali settori di crescita economica della Turchia
Il ripudio del debito pubblico illegittimo come risposta delle collettività colpite dalle politiche di immiserimento sociale
Almaviva. É in atto un ricatto sui lavoratori in pieno stile Marchionne. Testimonianze delle Rsu e dei Clash city workers sui licenziamenti in corso
In tre Paesi fondatori dell’UE, che nel 2017 aprono le urne, banche sull’orlo del fallimento
Gli analisti economici e di geopolitica a confronto sugli scenari di crescita per l’economia russa
Il debito pubblico mondiale è arrivato a 60mila miliardi di dollari. Una formidabile arma politica nelle mani della classe dominante.
Il Capitalismo non è naturale come la montagna, il mare o il cielo e dunque è possibile superarlo. Iniziando dalla riduzione dell’orario di lavoro.
Una grande mobilitazione auto-convocata ed auto-organizzata dei lavoratori della TIM per contrastare la disdetta del contratto aziendale e restituire ai lavoratori la coscienza delle proprie possibilità
Dopo due contratti separati ora il gruppo dirigente della FIOM considera questo rinnovo una vittoria. Ma non è così e la parola ora passa ai lavoratori e alle lavoratrici.
Il sistema capitalistico non è più capace di riprodurre il lavoro e le politiche keynesiane tradizionali non sono in grado di mediare una nuova fase di sviluppo. Serve una rifondazione che non è mai iniziata
La CGIL a Pomezia spiega le ragioni del NO. Se vogliamo un vero “cambiamento” la Costituzione del 1948 va finalmente attuata
Dietro i tycoon dei colossi della Silicon Valley si nasconde un mondo sommerso e invisibile di lavoratori sfruttati
Una prima riflessione sul nesso fra scuola, lavoro, Carta Costituzionale
Il Sì al referendum serve alla redistribuzione di reddito e potere dal basso verso l’alto
Il Si alla deforma Renzi come suggello definitivo del processo di smantellamento delle conquiste sociali e lavorative del passato. Ma noi non ci stiamo.
La vittoria del NO è una premessa per tentare di riportare la Costituzione nei luoghi di lavoro. Da sola non sarà sufficiente: occorrerà lavorare per modificare i rapporti di forza nei posti di lavoro e per costruire le condizioni per una grande mobilitazione nel Paese
La deforma Costituzionale ha l’onere di seppellire il cadavere del SSN affinché riposi in pace al riparo da chi si ostina a volerlo irrazionalmente resuscitare
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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