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Il populismo progressista, il giano bifronte del Presidente Conte

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Dopo il referendum, il confronto a sinistra sulle elezioni del 2027 si intreccia con le mobilitazioni sociali, il dissenso sulle politiche di guerra e la crescente insofferenza verso le disuguaglianze. Per i comunisti, la sfida è trasformare le contraddizioni del Campo Largo in un terreno di conflitto sociale, senza rinunciare alla propria autonomia politica e programmatica.

Solo un grande movimento sociale può salvarci da un governo ancora più reazionario dell’attuale

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Le politiche antipopolari del governo hanno ampliato ancora di più quella fascia potenzialmente maggioritaria della società che non può essere interessata alla sopravvivenza dell’attuale modo di produzione. D’altra parte, per cambiare realmente le cose ci vorrebbe una opposizione in grado di dare una direzione consapevole e politica alle spontanee esplosioni di rabbia sociale della plebe moderna.

Le elezioni come mezzo e non come fine

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Se si continua a credere che l’unico modo per liberarci del governo Meloni sia costruire una campo il più largo possibile, si farà inconsapevolmente il gioco dei poteri forti che vogliono un governo di larghe intese e una opposizione dominata dall’estrema destra. Al contrario, bisogna sfruttare la campagna elettorale per cercare di riportare al centro del dibattito i problemi reali delle masse popolari. Solo in questo modo si potranno finalmente separare il centro dalla sinistra rendendoli in grado di tenere testa alla destra.

Sindaco di Destra

Sindaco di Destra

Elezioni amministrative nelle Marche. Il voto a San Benedetto del Tronto e le prospettive in riferimento al governo di Giorgia Meloni.