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Il grande rifiuto

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Se sul piano internazionale l’imperialismo più aggressivo, la Nato, è sempre più incapace di mantenere l’egemonia, nella politica interna italiana la mancanza di una effettiva alternativa di sinistra credibile rischia di favorire un Meloni bis dagli esiti altrettanto devastanti della seconda presidenza di Trump.

Come far saltare il tappo del campo largo e bloccare la resistibile ascesa dell’estrema destra

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Senza una reale alternativa, a favore delle classi subalterne, la crisi strutturale del sistema non può che riprodurre una sedicente alternativa di estrema destra. Una alternativa reale e progressista, se non vuole ridursi all’ennesima rivoluzione passiva, deve prendere le mosse, innanzitutto, dal protagonismo dei subalterni. Occorre favorire un grande movimento spontaneo che veda ancora una volta una massiccia partecipazione delle giovani generazioni, le meno interessate a difendere lo status quo.

Recensione de “Genesi. Soldi, crimine, impunità. Storia dell’estrema destra israeliana” di Elena Testi

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Comprendere la sanguinosa deriva della società israeliana significa, in buona parte, entrare nella realtà di formazioni e figure che, storicamente, ne condizionano le sorti secondo logiche suprematiste e verso un esito genocida. La secca traduzione politica dell’ossessione messianica si salda poi a meschine pratiche di potere: potenziandosi reciprocamente esse contribuiscono a indirizzare le politiche dello Stato sionista verso una “soluzione finale” cieca e alla fine auto-distruttiva.

Le rivoluzioni scolorate

Le rivoluzioni scolorate

L’imperialismo occidentale capeggiato dagli Stati Uniti sostiene da sempre – e ancor di più dopo la dissoluzione dell’Urss – più o meno indirettamente dei colpi di Stato contro i governi non allineati, che l’informazione mainstream fa passare per “rivoluzioni” popolari contro regimi dipinti come totalitari.