Un nuovo movimento internazionale a metà strada fra il 68’ e i No global

Da alcuni anni a questa parte a fare da motore della storia è il conflitto sociale portato avanti, in primo luogo, dai più oppressi e sfruttati. Hanno cominciato le giovani masse arabe, bersaglio preferito dell’imperialismo occidentale e, oggi, ne riprendono il testimone i giovani subalterni di sempre più paesi del mondo. In tale movimento un ruolo fondamentale lo giocano i più oppressi fra gli oppressi: le immigrate e le figlie di immigrate.
Solo un grande movimento sociale può salvarci da un governo ancora più reazionario dell’attuale

Le politiche antipopolari del governo hanno ampliato ancora di più quella fascia potenzialmente maggioritaria della società che non può essere interessata alla sopravvivenza dell’attuale modo di produzione. D’altra parte, per cambiare realmente le cose ci vorrebbe una opposizione in grado di dare una direzione consapevole e politica alle spontanee esplosioni di rabbia sociale della plebe moderna.