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Rapporto INAIL 2025: un altro anno di lacrime e sangue

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Infortuni e malattie professionali tornano a crescere, mentre restano oltre mille ogni anno le vittime sul lavoro. Dietro i dati INAIL emergono ritmi sempre più intensi, precarietà e limiti nei meccanismi di prevenzione e tutela dei lavoratori.

Morire sul lavoro, oggi come 100 anni fa

Morire sul lavoro, oggi come 100 anni fa

Quattro operai morti avvelenati sul lavoro a Milano. Cosa è cambiato rispetto a dieci e 100 anni fa? Niente, nemmeno l’indignazione di facciata di fronte ad una strage che ogni anno conta più di 1000 lavoratori che non tornano a casa dal lavoro.

I carusi del XXI secolo. Il lavoro minorile in Italia

I carusi del XXI secolo. Il lavoro minorile in Italia

 

Il 9 luglio 2014 Massimo De Felice, Presidente dell’INAIL, legge in Parlamento – come atto dovuto – la relazione annuale relativa all’andamento della vita dell’Istituto nell’esercizio finanziario 2013. Vengono presentati tre aspetti: i dati sugli infortuni e le malattie professionali (open data), la sintesi di bilancio e le prospettive. Quanto a queste ultime, si precisa che la nuova vocazione dell’INAIL non è più solo assicurativa, ma dedicata all’evoluzione verso la consulenza e la prevenzione del controllo sulle aziende (87% in posizione irregolare), con una prospettiva di “premialità” per quelle virtuose, o per quelle che decidono di ordinare la propria posizione.