Il mondo in una strofa. Gramsci, il rap e le culture dei territori

C’è un aspetto della riflessione di Antonio Gramsci sulla musica che può apparire sorprendentemente attuale: la sua capacità di pensare insieme ciò che è universale e ciò che è particolare, ciò che attraversa i confini e ciò che nasce dentro un territorio preciso. Non si tratta, per Gramsci, di scegliere tra cultura nazionale e cultura internazionale. Una forma artistica può diventare universale proprio perché riesce a tradursi in esperienze storiche e culturali differenti. È una prospettiva che può essere utile per guardare a una delle forme musicali più globali del nostro tempo: l’hip hop. E, in particolare, al rap italiano e a quello romano.
Globalizzazione, localismi e il Festival “La Terra dei Briganti” a San Severino lucano.

Tra localismi e ricerca identitaria, si fa storia e si acquisisce consapevolezza per non perdersi nella liquidità di una globalizzazione ossessiva.