Esso sembra servire soprattutto a garantire la prosecuzione dei finanziamenti europei all’Ucraina, che cominciano a essere meno facili da ottenere. Nell’opinione pubblica dei Paesi europei che forniscono denaro e armamenti, infatti, aumentano i dubbi sull’opportunità di continuare a sostenere Kiev. Uno dei motivi dell’aumento del costo dei carburanti in Italia è la drastica riduzione delle esportazioni russe di petrolio e prodotti raffinati verso l’Europa, in particolare di benzina e gasolio. Gran parte di queste forniture viene ormai assorbita o intermediata dalla Cina. Ma i cieli italiani sarebbero adeguatamente protetti nel caso, per quanto improbabile, di un attacco iraniano? Probabilmente no: delle cinque batterie SAMP/T di cui disponevamo ne sarebbe rimasta operativa in Italia soltanto una, appena sufficiente a proteggere Roma.