Il tema centrale dell’intervista a Domenico Moro, ricercatore dell’ISTAT, è il controllo delle risorse energetiche e, in particolare, di quelle petrolifere che ha determinato le dinamiche imperialistiche mondiali fin dalla Prima Guerra Mondiale. L'egemonia delle potenze imperialistiche si è consolidata strategicamente attorno all'accesso vitale agli idrocarburi, che fino a poco tempo fa potevano essere venduti e acquistati solo in dollari (petrodollari), garantendo così il dominio mondiale della valuta statunitense.
Il sistema statunitense si basava sulla finanziarizzazione estrema e sul primato del dollaro come valuta di scambio. Tale modello sta subendo una progressiva erosione a causa della diversificazione globale delle riserve. La delocalizzazione produttiva statunitense (anche europea) ha indebolito la capacità industriale interna rispetto alla concorrenza internazionale, i cui protagonisti sono la Cina e la Russia ed anche l’Iran per le sue importanti risorse energetiche. L’attuale quesito è: riusciranno gli Usa a mantenere il mantenimento dell'influenza globale dinanzi all’inarrestabile avanzata della Cina e a riuscire vincitori in tutti i fronti da essi aperti?