La nostra “lettera aperta al presidente Mattarella ha convinto 922 elettrici ed elettori a firmare. Con il caldo mortale di questo agosto rovente e il profondo disamore per la politica, che cresce e diventa indifferenza, si tratta di un successo molto significativo. Il numero potrebbe bastare ma, se arrivassero, le firme che mancano per raggiungere la quota 1000 che chiedevamo sarebbero importanti, perché darebbero maggiore autorevolezza a quanti tra noi a settembre convocheranno assemblee su tutto il territorio nazionale e ragioneranno con elettrici ed elettori dei rischi che la legge truffa nasconde.
Molti non lo sanno, ma la legge elettorale proposta dal governo, che sarà molto probabilmente approvata, presenta importanti profili di criticità e d'incostituzionalità. E’ per questo motivo che ricordiamo il link che consente di firmare: https://www.change.org/p/appello-per-la-costituzione-fermiamo-lo-svuotamento-delle-istituzioni-democratiche .
Utilizzatelo, firmate e a settembre discuteremo assieme dei più gravi profili di incostituzionalità.
Quali?
Il premio di maggioranza eccessivo. L'attribuzione di un premio di seggi (più o meno 70 deputati su 400) viola due principi fondamentali della Costituzione: quello della rappresentatività e dell’uguaglianza del voto, ribaditi dalla Corte Consulta con una sentenza che può a buon diritto definirsi storica (la sentenza n. 1/2014); in nome di quella sentenza, infatti, non ci sono dubbi: la legge voluta dal Governo Meloni produce distorsioni sproporzionate tra i voti reali ottenuti dai partiti e i seggi assegnati in parlamento.
L'investitura diretta e il "premierato mascherato": Che sia un obbligo o una impostazione orientata a indicare inestricabilmente il candidato premier nel programma o nella scheda elettorale, è un violentissimo colpo d’ascia sulle prerogative del Presidente della Repubblica, previste dall'articolo 92 della Costituzione, al fine di ridurle e di storcere un ordinamento che è parlamentare, verso una forma di premierato non formalmente ratificata da una compiuta revisione costituzionale.
La comprimibilità della scelta effettiva dei candidati: meccanismi di sbarramento, liste bloccate (ed eventuali rimodulazioni delle preferenze) impediscono a chi vota di esercitare con effettiva libertà la sua scelta e incide pesantemente sul nesso di rappresentanza democratica.
La stabilità delle regole e i tempi di approvazione. Cambiare le regole della competizione elettorale mentre scade la legislatura significa calpestare lo spirito del principio democratico ed etico di lealtà istituzionale e le raccomandazioni internazionali sulla stabilità del diritto elettorale.
Mi direte che ormai non c’è più nulla da fare? E io risponderò che sbagliate. Mi chiederete perché e vi dirò che non esiste antidoto migliore della conoscenza e dell’informazione, per sfuggire ai rischi di una svolta autoritaria, che si nasconde dietro l’alibi della governabilità, sbandierato dal governo.
L’esito dell’ultimo referendum l’ha dimostrato con lampante chiarezza.