Venerdì 13 marzo si è riunito il Consiglio Supremo di Difesa con alla Presidenza il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Sul sito del Quirinale è stato presentato un comunicato [1] sul quale in questo articolo si presentano alcune osservazioni. Il Consiglio Supremo di Difesa è un organo previsto dall’articolo 87 della Costituzione ed è disciplinato dalla legge del 28 luglio del 1950 che ne definisce composizione e funzioni: è una istituzione che non decide guerre e non firma trattati, ma orienta, coordina, mette ordine, e svolge una funzione di alta consultazione e soprattutto di raccordo politico-strategico tra le istituzioni civili e militari.
Nel comunicato si legge: “Il Consiglio Supremo di Difesa ha analizzato lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, manifestando grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo”. In seguito: “Nell’attuale contesto di instabilità - irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina – con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale, l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica”. Non si comprende perché, dopo la frase “nell’attuale contesto di instabilità”, in digressione, si è dichiarato: “irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina”. Quale relazione c’è tra il conflitto tra l’Ucraina e la Russia e gli scenari di guerra in Medioriente che hanno al centro l’Iran che è stato colpito il 28 febbraio da un attacco con missili dagli USA e da Israele che ha provocato migliaia di morti, tra cui la Guida Suprema Ali Khamenei e circa 150 bambine della scuola elementare Shajareh Tayyebeh di Minab nel sud dell’Iran?
Inoltre si legge: “Il Consiglio sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”. Premesso che nella fase in corso l’Iran sta cercando di difendersi, diamo per ipotesi che il terrorismo possa incrementarsi -cosa che rappresenta un pericolo molto serio: ciò andrebbe contrastato efficacemente se, rispettando la Costituzione, si dichiarasse che l’Italia non si assume alcuna scelta di partecipazione al conflitto aperto dagli USA e dall’Israele. In tal modo si potrebbe arrivare alla condivisione di quanto in seguito dichiarato ossia che “per l’insieme di queste ragioni l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento”: però il Consiglio Supremo di Difesa non può accettare acriticamente le dichiarazioni di Giorgia Meloni senza assumere che l’autonomia dell’Italia impone nel contempo che si rilancino serie trattative di pace che al momento non sono né in corso e né seriamente previste.
Su questo tratto successivo del comunicato ci sono invece molti dubbi: “Il Consiglio ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”. Attenzione. Le “infrastrutture militari” sono le basi Nato e USA e il “quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti” è in palese contrasto con l’esplosione del conflitto in Medioriente in quanto è stato un attacco militare unilaterale degli USA e di Israele contro l’Iran ed è stato deciso obiettivamente quasi in segreto e, quindi, si è trattato di un’operazione militare offensiva e per niente difensiva: è stata un’aggressione. Quindi, l’uso delle basi in Italia della Nato e degli USA non potrà essere concesso in funzione del “quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”.
In questo comunicato si rafforza una scelta che, in realtà, ratifica un dato di fatto, e cioè l'utilizzo delle basi Usa e Nato in Italia chiaramente nell'ambito dell'aggressione USA e Israele contro l'Iran e obiettivamente, come se fosse già stato possibile dal primo giorno della guerra: 28 febbraio.
Si condivide il riferimento alla Costituzione: “Il Consiglio, nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili”. Delle osservazioni sono necessarie. Ecco l’articolo 11:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;
promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Nel primo comma è utilizzato il verbo “ripudia” e significa che mai la guerra dovrà essere uno strumento per risolvere “controversie internazionali” ed è chiaro che le trattative di pace debbano essere continuamente rilanciate. Al riguardo del richiamo nel comunicato che si sta analizzando, l’Italia non sta svolgendo questo ruolo e non si sta adoperando per la fine di questo conflitto che sta avendo incidenza notevole sull’economia per l’aumento dei prodotti energetici che sono in continuo aumento: l’Italia non ha condannato l’attacco all’Iran del 28 febbraio degli USA e Israele, Giorgia Meloni al riguardo non ha speso una sola parola di condanna e soltanto dopo 12 giorni ha dichiarato che l’Italia non avrebbe preso parte a questo conflitto.
Con il comunicato che qui si è analizzato, il Consiglio Supremo di Difesa considera che la crisi dell'ordine internazionale c’è ed è reale, bisogna però osservare che è tale, perché l’ONU non esercita come dovrebbe il suo ruolo fondamentale di sicurezza, e obiettivamente a causa della moltiplicazione delle iniziative unilaterali da parte degli USA come l’attacco al Venezuela del 3 gennaio con il rapimento del presidente Maduro e di sua moglie, e con l’attacco unilaterale degli USA e Israele che nell’insieme hanno indebolito fortemente il sistema multilaterale di sicurezza che è sempre più vulnerabile soprattutto con il rischio dell’uso di armi nucleari. Per quanto riguarda l’uso delle basi in Italia, queste attività vengono fatte regolarmente con la base di Aviano che viene utilizzata per il rifornimento in volo dei caccia a lungo raggio per bombardare l’Iran [2].
Note:
[1] (Il Presidente Mattarella ha presieduto il Consiglio Supremo di Difesa).
[2] (https://pagineesteri.it/2026/03/25/mondo/dalla-base-di-aviano-il-rifornimento-per-i-raid-sulliran/).
