A Niscemi, in Sicilia, c’è un intero paese che ora dopo ora si sta sbriciolando, letteralmente scivolando giù lungo il costone creato da una vasta frana a causa delle piogge torrenziali. Una grave emergenza geologica con crolli e sfollati di fronte alla quale non mi pare di vedere un governo realmente preoccupato a garantire l’approvvigionamento immediato di risorse e una soluzione sicura e strutturale alla popolazione, ma leggo che la protezione civile è al lavoro per riaprire le scuole a Niscemi lunedì, come se nulla fosse, e per iniziare a predisporre indagini e monitoraggi ad un problema noto da oltre trent’anni. Leggo inoltre di come a certi pennivendoli piaccia, in questo frangente tragico per quella gente flagellata da eventi metereologici obiettivamente eccezionali, ricordare giustamente di dare la colpa di disgrazie di questo tipo all’abusivismo edilizio e alla mafia – quindi sostanzialmente fare la paternale ad una Sicilia stereotipata – ma, esclusivamente quando le alluvioni devastano le ricche regioni del nord, ricordare l’impatto del cambiamento climatico.
Le speculazioni e l’abusivismo, d’altra parte, sono effettivamente una piaga. Ne sapremo qualcosa quando verrà alla luce tutto lo schifo che si cela, e neanche tanto nascosto, dietro all’enorme giro di soldi delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina dove, lì sì, sono puntati gli occhi ingordi dei nostri governanti che hanno ben altre cose più importanti a cui dedicarsi. La tutela della gente di Niscemi e del suo patrimonio territoriale non merita senz’altro lo stesso sforzo, lo stesso dispiegamento e coordinamento di forze pubbliche che sono già pronte ad agire nella sede della protezione civile di Bolzano dove è allestita la Sala Operativa Interforze per garantire tempestivamente la tutela e la sicurezza pubblica dell’evento olimpico! In effetti mi sembra di capire che una seria minaccia all’ordine pubblico ci sia, dal momento che gli spettatori della cerimonia di apertura olimpica verranno derubati fino a 2000 euro per acquistare il biglietto per assistere all’evento e che i residenti del bellunese hanno dovuto subire rincari del trecento per cento per acquistare i soliti biglietti del bus che usano nella vita di tutti i giorni per andare a lavorare o a scuola e per i quali la regione Veneto ha introdotto la tariffa fissa a 10 euro per speculare - scusate, volevo dire “gestire” - i flussi dei visitatori delle olimpiadi. Un bambino di 11 anni ha camminato sotto la neve per 6 km per arrivare a casa sua a Vodo di Cadore perché sul bus che aveva sempre preso il solito biglietto da 2,5 euro non vale più, ora serve il ticket a tariffa olimpica da 10 euro e lui non ce l’aveva: giù dall’autobus e a casa a piedi con -3 gradi. Ah signori, le regole son regole. Ordine, sicurezza, così si campa!
L’umanità è un sentimento arcaico, antico, sopravvalutato, non ci fa fare passi in avanti, liberiamocene una volta per tutte! Pensateci bene, su: veramente dobbiamo mostrare interesse o tutele particolari per tutte quelle categorie di persone che rappresentano solo un peso, sono improduttive, impegnative o brutte da vedere? “Spazzatura”, dice senza peli sulla lingua Trump. Su dai. Anche su questo ci stanno fornendo ottime soluzioni, i giornali in questo periodo ne sono pieni, ed è tutto molto incoraggiante, futuristico direi.
I deboli, si diceva: bambini, anziani, poveri, senza tetto, immigrati. Grazie all’innalzamento perpetuo dell’età pensionabile, fortunatamente agli anziani ci penserà poi il Tristo Mietitore, togliendo l'incombenza di farcene carico, tanto, come diceva il frainteso Toti durante l’emergenza Covid, poco male visto che “non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”. Sui poveri e sugli immigrati non c’è discussione, fanno davvero schifo a tutti, a destra e a sinistra, altrimenti come avremmo potuto tollerare ben 6 “pacchetti sicurezza” in 18 anni che criminalizzano sempre più povertà e immigrazione? Il governo prima di Natale ha mostrato di avere realmente a cuore la sicurezza di noi bravi cittadini italiani e ha sgomberato lo storico centro sociale Askatasuna a Torino - colmo di facinorosi antagonisti che rappresentano il vero problema del Piemonte, non certo gli affari silenti e liquidi della ‘ndrangheta e dei colletti bianchi- mentre, a Roma, ha minacciato di sgomberare l’occupazione abitativa Spin Time che ospita oltre cento pericolosissimi bambini con le loro famiglie che, obiettivamente, con la loro sciatta presenza degradano il livello di eleganza del quartiere in cui si fregiano di vivere registi e attori di tutto il mondo. Forse è anche per tali eroici atti contro questi chiari sabotatori della cultura italica che Giorgia si è guadagnata il rango di angelo: in una basilica del centro di Roma, un anziano restauratore – che poi, per puro caso, è anche un ex militante del MSI – ha impresso su un angelo affrescato nella cappella della chiesa un viso che ricorda in maniera assai vivida quello della premier. Un omaggio financo ingeneroso se pensiamo che questo governo ha avuto anche il merito, con il prossimo decreto sicurezza in arrivo, di avere intuito un’altra profonda verità: i ragazzini non sono deboli, essi rappresentano per lo più una minaccia alla nostra fulgida democrazia, alla nostra sicurezza. Nella migliore delle ipotesi quelli che contestano sono solo dei poveri, inutili, comunisti – come ha ricordato agli universitari la ministra Bernini offesa perché gli studenti la contestavano ad Atreju. E poi, volete forse negare che la violenza giovanile sia in aumento? Che questi teppisti aggressivi, poi, trovano sfogo nelle loro stupide manifestazioni contro il governo, contro il cambiamento climatico, contro il genocidio dei palestinesi? Nulla ha a che fare, ovviamente, il degrado economico – causato dalle politiche lacrime e sangue del capitalismo - col degrado sociale e, quindi, con l’aumento della microcriminalità e lo sbandamento di giovani ragazzi che si ritrovano a scuola coi coltelli a “regolare i conti”. La colpa è solo la loro e delle loro famiglie, con un’aggravante in più se si tratta di famiglie di immigrati. Serve una risposta poliziesca, una stretta securitaria ulteriore, senz’altro, daspo, restrizione nello svolgimento di riunioni pubbliche, metal detector nelle scuole [1], uno scudo penale per le forze dell’ordine così che possano reprimere impunemente a pistolettate facinorosi e pericolosi immigrati come i coraggiosi agenti dell’ICE negli Stati Uniti che uccidono senza motivo o arrestano temibili bambini di 5 anni mentre vanno a scuola.
Il patrimonio, diciamocelo finalmente, vale più delle persone. Oltre alla promessa di Salvini di sgomberare tutti gli immobili occupati, il ddl sicurezza atteso a febbraio introduce la pena della reclusione fino a 10 anni per il furto in abitazione. Per la violenza sessuale, invece, visto che si consuma principalmente verso un’altra categoria universalmente disprezzabile ossia quelle delle donne, è sacrosanto discutere anche su un eventuale abbassamento della pena da 12 anni a 10, come aveva proposto qualche giorno fa la senatrice leghista Bongiorno al Senato: questa donna così tristemente intrisa di cultura incel e misoginia ha fatto anche saltare il parametro del “consenso libero e attuale” che era stato raggiunto quale sintesi tra maggioranza e opposizione sulle modifiche all’art. 609 bis del codice penale, per tornare al caro, vecchio, medioevo del “per stabilire se sia stato stupro o meno sta alla vittima dimostrare la sua volontà contraria”. Ah, casa dolce casa, ci era mancata. Per un attimo si era creduto di fare un pericoloso salto in avanti nel XXI secolo in cui la cultura incel veniva osteggiata per legge e gli uomini stessi avrebbero potuto iniziare a cancellarla, costretti a riflettere realmente su cosa significa essere uomini in un contesto di guerra secolare contro le donne, uccise e stuprate a centinaia ogni anno, incentivati a ragionare seriamente sulla rinuncia ai loro privilegi, e sul fatto che forse non è sufficiente semplicemente dichiararsi femministi solo perché non si compiono atti violenti se, poi, non sono gli uomini stessi a mettere all’ordine del giorno un profondo ripensamento dei rapporti di genere che non sia sempre indotto dalle donne, ma parta proprio da una loro esigenza di contribuire ad abbattere questa forma di oppressione.
Ma no, a noi invece piace assai questo ritorno alle brutalità del passato, questo clima frizzantino da polveriera pronta a esplodere in cui le nostre tradizioni e i capisaldi della nostra cultura misogina, suprematista, fascista e guerrafondaia ci illuminano il cammino mentre attorno imperversa la follia generale: capi di Stato che vengono rapiti da un giorno all’altro con scuse a caso, la calotta artica che si può (anzi, si deve) compravendere come fosse un box auto, una popolazione sterminata in diretta tv per poi proporre di costruire un resort turistico sulle macerie delle loro case, gente che faticava a usare la parola genocidio contro Israele quando i morti dopo due anni di bombardamenti a tappeto sionisti erano arrivati a essere oltre 70mila e poi, la stessa gente, che pretende di sostenere credibilmente che l’Iran è brutto e cattivo perché la polizia avrebbe ucciso in soli 2 giorni 30mila manifestanti. Le amenità sono tali e tante che ultimamente è davvero un’esperienza extrasensoriale sfogliare le notizie dal mondo ma, dall’Ucraina al Sudan, fortunatamente c’è un comune denominatore che mette tutti d’accordo: la guerra.
Abbiamo così tanti nemici, là fuori! Come i russi che stanno talmente stretti laggiù nella steppa, 9 abitanti per chilometro quadrato arrotondati per eccesso [2], che sicuramente stanno progettando di invadere il Vecchio continente, da Varsavia a Lisbona. Tocca difendersi dai russi malfidati. Innanzitutto, se possibile – ma sì, ormai tutto è possibile – vietare ciò che è russo, zittire chi parla di russofobia e di guerra della NATO alla Russia per interposta Ucraina [3]. Usare sempre e comunque il doppio standard: se Putin è un sanguinario dittatore, Netanyahu è Bibi, un amico, che dobbiamo ringraziare perché ci fa il lavoro sporco, come dice Merz, contro i terroristi (anche lui ha capito che anche i bambini sono pericolosi, se sono palestinesi) e contro gli iraniani. Poi dobbiamo armarci. Sì, è assolutamente necessario. I nostri paesi franano, i ponti e le opere pubbliche crollano, la sanità pubblica è collassata, viviamo per lavorare e non lavoriamo per vivere e, anche così, sempre più gente fatica ad arrivare a fine mese, le scuole sono fatiscenti e manca il personale, i mezzi pubblici sono un optional, ma è assolutamente necessario usare i soldi pubblici per investire in armi. E’ evidente, la minaccia è concreta, è assolutamente vitale.
Cari giovani che manifestate, che vi opponete, che strepitate, lasciate perdere. Non è un mondo per voi. Imitate invece quei vostri coetanei che, con grande senso di responsabilità, hanno già abbracciato la banalità del male, cullata in tutti questi decenni di barbarie, senza aspettare di abbrutirsi e disumanizzarsi da grandi, annichiliti dal più becero individualismo, da anni di prostrazione e rassegnazione, senza mai avere avuto la spina dorsale di fare la benché minima cosa fosse in loro potere, nel loro piccolo, per cambiare rotta. Fate come loro, quei virgulti fascisti di Azione Studentesca che hanno organizzato le liste di proscrizione dei professori di sinistra, qualsiasi cosa questo significhi, siate forti coi deboli e deboli coi forti, come da antica fulgida tradizione!
Guerra, oppressione, repressione, censura, ubbidienza al padronato. Se tutto va bene, veleggiamo verso una riforma costituzionale della magistratura che già tanti altri fascisti, prima, hanno cercato di ottenere, e grazie alla quale dopo il legislativo e l’esecutivo, finalmente, cercheranno di assoggettarsi anche il potere giudiziario. La scusa ufficiale per ottenere questo importante risultato è buttarla sulle “toghe rosse”, sugli errori giudiziari dei magistrati, prendere i cittadini per la pancia, come al solito, e convincerli della assoluta necessità di riformare il CSM votando SI al referendum. Ma forse non si sono accorti di avere già tirato giù la maschera anche su questo punto, ammettendo che “non basta la separazione delle carriere, non basta la riforma del CSM, serve completare. […] Aprire un dibattito se è giusto o meno continuare a conservare la polizia giudiziaria sotto l’autorità dei magistrati” [4]. Discutiamone, parliamone, ha detto nientepopodimeno che il ministro degli esteri Tajani, col plauso di Nordio e il benestare dei pregiudicati tutti dell’era Berlusconi. Insomma, il vero scopo è riformare la magistratura per arrivare, come prossimo step, ad avere magistrati requirenti comandati dal Viminale che deciderebbe come e chi deve indagare la polizia giudiziaria. Chapeau per l’onestà ma anche no, grazie, non mi sento ancora pronta per arrivare a questo.
Sarà che l’ultima volta che ho sentito parlare di un governo che ha voluto sovvertire il sistema giudiziario per sottometterlo alla volontà politica era in Israele all’inizio del 2023, da parte degli ultranazionalisti sionisti guidati da Netanyahu, gli stessi criminali che qualche mese dopo hanno cominciato il massacro senza fine dei palestinesi che ha segnato per sempre il superamento di un varco dal quale non torneremo mai più indietro.
Note
- Metal detector, firmata la circolare da Valditara e Piantedosi: "Già inviata alle scuole"
- 143,5 milioni di russi, secondo Worldometer basato su dati ONU, vivono su una superficie sterminata di 16 376 870 km²: popolazione fratto superficie rendono il dato, 8,76 persone/km².
- Angelo D'Orsi: "a Napoli abbiamo subito un agguato organizzato"
- Riforma giustizia, Tajani: togliere ai pm il controllo della polizia giudiziaria?