Film e serie mediocri 2023

Proseguiamo con le tradizionali classifiche dell’anno appena trascorso, occupandoci dei film e delle serie televisive mediocri viste in sala, in rete o su piattaforma nel 2023.


Film e serie mediocri 2023

Close di Lukas Dhont, drammatico, Belgio, Paesi Bassi e Francia 2022, gran premio della giuria a Cannes, nomination miglior straniero ai Golden Globe, nomination a miglior film europeo, regista europeo, sceneggiatore e attore europeo, nomination miglior film straniero ai Critics Choice Award 2023, voto 6-. Il film affronta un tema problematico, quale la ricerca dell’identità sessuale fra gli adolescenti e le problematiche sociali, anche tragiche, che porta la scoperta dell’omosessualità. Da questo punto di vista il film costituisce una significativa denuncia. Tuttavia, come generalmente avviene nella nostra epoca di restaurazione neoliberista, la lotta indispensabile per i diritti civili finisce per oscurare completamente il conflitto economico, sociale e politico e la contestualizzazione nel mondo storico, pertanto, dopo un po’, il film diviene noioso. Inoltre il film è carente anche dal punto di vista formale, essendo girato alla maniera dei fratelli Dardenne, i migliori cineasti viventi del paese del regista. Si tratta, peraltro, di una maniera postmoderna, con la telecamera che schiaccia tutto il film sui primi piani, abbandonando il campo largo, che potrebbe permettere di contestualizzare meglio l’azione dal punto di vista storico e sociale.

Stranizza d’amuri di Giuseppe Fiorello, drammatico, Italia 2023, miglior regista esordiente e nomination migliori costumi ai Nastri d’argento, voto: 6-. Il film potrebbe affrontare una questione importante, cioè lo spaventoso livello di omofobia che c’era in Italia, prima che si sviluppasse il movimento di emancipazione che ha la sua origine nella costituzione del primo Arci gay. Tale importante potenzialità è quasi completamente sprecata, resta esclusivamente la denuncia dei livelli spaventosi di omofobia nelle società italiana agli inizi degli anni ottanta.

L'ombra del giorno di Giuseppe Piccioni, con Riccardo Scamarcio, Valeria Bilello, drammatico, Italia 2022, nomination migliore attrice protagonista a Benedetta Porcaroli, miglior attore non protagonista a Lino Musella e miglior scenografia a Nastri d’argento 2022, voto: 6-. Il film fa acqua da tutte le parti, ma affronta comunque un tema sostanziale come le politiche razziali del fascismo e ciò lo rende tollerabile.

After Yang di Kogonada, drammatico, Usa 2021, premiato a Sundance, ha ottenuto 2 candidature a Spirit Awards, ha vinto un premio ai NSFC Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Super, voto: 6-. Il film formalmente è ben realizzato, ma il contenuto è molto discutibile, dal momento che prevede la possibilità che si possa acquisire una intelligenza artificiale per dare un fratello a un figlio unico. Siamo alla solita pessima ideologia per cui l’intelligenza artificiale potrebbe sostituire l’essere umano.

Bardo - La cronaca falsa di alcune verità di Alejandro G. Iñárritu, drammatico, Messico 2022. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Critics Choice Award, distribuito da netflix, voto: 6-. Il film porta fino alle estreme conseguenze il postmoderno, il che permette al regista di prenderne le distanze e di assumere una sana attitudine autoironica. Nel film sono presenti critiche significative alla politica imperialista degli Stati uniti e alla società capitalista messicana ultra corrotta, senza fare sconti nemmeno al ruolo di complici giocato dagli intellettuali tradizionali. Notevole dal punto di vista formale il montaggio che avrebbe forse meritato il premio Oscar.

Gli orsi non esistono di Jafar Panahi, drammatico, Iran 2022, premio speciale della giuria al Festival di Venezia, ha ottenuto 3 candidature a miglior film, miglior regia e miglior film straniero a NSFC Awards, nominato in 13 top ten dei critici de “Il manifesto”, voto 6-. Il film non è male, anche se è certamente sopravvalutato. Il contenuto è interessante nel mostrare le dinamiche della vita in un piccolo centro dell’Iran con i suoi aspetti positivi e negativi. Peccato che sia opera di un regista che, di fatto, contribuisce all’aggressione imperialista contro il suo paese.

Ms Marvel è una miniserie televisiva statunitense del 2022 ideata da Bisha K. Ali per Disney+, voto: 6-. Serie decisamente per bambini, ha il merito di utilizzare l’ideologia reazionaria dei supereroi, per integrare anche una donna musulmana di origine pakistana giovane e non bella. La serie, nonostante la noia prodotta dalle storie dei supereroi, ha un notevole ritmo, che la rende più digeribile. D’altra parte questi intelligenti strumenti servono anche a rendere appetibile una merce dell’industria culturale reazionaria.

Il primo giorno della mia vita di Paolo Genovese, con Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Margherita Buy, commedia, Italia 2023, nomination miglior soggetto, miglior attrice non protagonista a Sara Serraiocco, sonoro in presa diretta ai Nastri d’argento, voto: 6-. Il soggetto non è male, come l’idea di dare una seconda chance a chi, privo di speranza e di spirito dell’utopia, si lascia andare fino al suicidio. Peccato che nell’indagine e nel superamento dei motivi che provocano il suicidio e la sua rimessa in discussione manchino del tutto i motivi più significativi, come le dinamiche politiche ed economiche, il conflitto sociale, la situazione storico-politica, etc. Incomprensibile il premio ad attrice non protagonista a Sara Serraiocco e il premio per il miglior sonoro in presa diretta, in quanto nella prima parte del film non si capisce nulla di quanto dice l’attrice premiata, che avrebbe urgente bisogno di un corso di dizione o di essere doppiata.

Dampyr di Riccardo Chemello, drammatico, Italia 2022, nomination ai David di Donatello per i migliori effetti speciali, voto: 5,5. Fumettone avvincente e tutto sommato piacevole, anche se naturalmente lascia poco su cui riflettere allo spettatore. Per quanto realizzato con pochi mezzi, gli effetti speciali funzionano.

Utama – Le terre dimenticate di Alejandro Loayza Grisi, drammatico, Bolivia, Uruguay, Francia 2022, nomination miglior film ispanoamericano, voto 5,5. Il film denuncia i terribili danni che i cambiamenti climatici provocano ai più deboli della terra, costringendoli il più delle volte a emigrare. Peccato che il ritmo di Utama sia davvero troppo lento, appesantendo il film e rendendolo alla lunga noioso.

Watcher di Chloe Okuno thriller, Usa 2022, disponibile su Sky e su Now, voto: 5,5. Thriller godibile, anche se resta una discreta merce di evasione dell’industria culturale.

Faya Dayi di Jessica Beshir, documentario, Etiopia, Usa 2021, disponibile su Mubi, nomination miglior documentario, vincitore Truer Than Fiction Independent Spirit Awards 2022, voto: 5,5. Documento formalmente suggestivo, ma decisamente elitario e antipopolare, dopo poco annoia, a meno di essere un esteta cinefilo.

Ritorno a Seoul di Davy Chou, drammatico, Francia e Cambogia 2022, nomination Independent Spirit Awards 2023, disponibile su Mubi, voto 5,5. Film brillante, ma troppo minimal qualunquista tende perciò, dopo un po’, ad annoiare.

Plan 75 di Chie Hayakawa, drammatico, fantascienza, Giappone, Francia, Filippine 2022, voto: 5,5. Il film affronta un tema distopico di grande interesse: l’eutanasia indotta dal governo giapponese per risolvere il problema del sovrannumero di anziani a causa della denatalità. Peccato che la realizzazione lasci al quanto a desiderare, a causa del formalismo che finisce per rendere inutilmente complicato e noioso il film.

Tre colori – Film bianco di Krzysztof Kieslowski, commedia, Francia, Svizzera, Polonia 1994, disponibile su Prime, Orso d'Argento per la miglior regia al Festival di Berlino del 1994, voto: 5,5. Film intellettualistico e formalistico di un regista particolarmente sopravvalutato per le sue posizioni reazionarie e anticomuniste. In questo film critica, con un cinismo da cretino, i limiti della società capitalista, ma da una prospettiva di destra.

Disco Boy di Giacomo Abbruzzese, drammatico, Francia, Italia, Polonia e Belgio 2023, premio per il miglior contributo artistico al festival di Berlino e nomination miglior film d’esordio ai Nastri d’argento, voto: 5+. Il film è postmoderno, di fatto anti bielorusso e non mette minimamente in discussione il ruolo criminale della Legione straniera, in primo luogo in Africa.

Air - La storia del grande salto di Ben Affleck, con Matt Damon, Ben Affleck, biografico, drammatico, Usa 2023, disponibile su Prime, voto: 5+. Ciò che colpisce è la capacità che hanno gli Stati uniti di esercitare l’egemonia sulla società civile occidentale e, almeno in parte, anche internazionale. Questo film, pur essendo una merce dell’industria culturale di media qualità, pur affrontando un tema di nessun interesse sostanziale, pur essendo una apologia della società capitalista e di una multinazionale, riesce a essere abbastanza piacevole e avvincente, persino per uno spettatore che non condivide in nessun modo il contenuto del film.

Sick of Myself di Kristoffer Borgli, commedia, Norvegia 2022. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Amanda Awards, è stato premiato a Dublin Film Festival, a Broklyn Horror F.F. e a Valladolid I.F.F., voto 5+. Non si capisce proprio cosa ci sia di significativo in un film del tutto anonimo come questo.

Ray Donovan: The Movie di David Hollander, drammatico, Usa 2022, nomination miglior film tv Critics Choice Awards, voto: 5+. Conclusione di una serie, il film non ha nulla di significativo da comunicare. Si tratta di una merce abbastanza ben confezionata dell’industria culturale.

RRR di S. S. Rajamouli, azione, India 2022, nomination miglior film straniero ai Golden Globes, vince il premio di miglior film straniero a Critics Choice Award 2023, dove riceva la nomination anche per miglior film e migliore regia, distribuito da Netflix, voto: 5. Il film, vergognosamente sopravvalutato, è un polpettone del tutto irrealistico e completamente inverosimile, merce prodotta dall’industria culturale indiana, dal punto di vista formale davvero insostenibile, si salva in parte solo per un aspetto centrale del contenuto, cioè la lotta di liberazione coloniale contro il Regno unito. Peccato che un contenuto così sostanziale, che cancella il mito non violento gandhiano – non a caso tanto caro all’imperialismo –, sia improntato a un individualismo così estremo da far apparire moderata, in tal senso, persino la classica americanata stile Top Gun.

The Morning Show terza stagione della serie televisiva drammatica statunitense del 2023 distribuita da Apple tv, nomination miglior serie drammatica a Golden Globes 2024, miglior attore non protagonista in una serie tv a Billy Crudup e programma televisivo dell'anno American Film Institute Awards 2024, voto: 5. La serie cerca di stare al passo con i tempi ma perde di mordente, vi sono diversi aspetti inverosimili. Come spesso avviene in politica interna è decisamente avanzata per quanto riguarda i diritti individuali della tradizione liberale, mentre in politica estera sostiene in maniera incondizionata la più aggressiva potenza imperialista del globo.

Raghu, il piccolo elefante di Kartiki Gonsalves, India 2022, premio Oscar per il miglior cortometraggio documentario a Oscar 2023, distribuito da Netflix, voto 5; documentario noioso, molto ideologico, indubbiamente sopravvalutato e poco dialettico.

La donna del mistero – Decision to Leave di Park Chan-wook, drammatico, Corea del Sud 2022, il film è stato premiato per la miglior regia al Festival di Cannes, ha ottenuto una candidatura ai Golden Globes come miglior film straniero, ha ottenuto 2 candidature ai Bafta miglior regia e miglior film straniero, è stato premiato a National Board come miglior film, ha ottenuto una candidatura a Critics Choice Award come miglior film straniero, ha ottenuto 3 candidature a Nsfc Awards, voto: 5. Certamente fra i registi e i film maggiormente sopravvalutati dell’anno, punta tutto sulla forma e, così, il contenuto diviene soporifero. Magari il regista sarà anche abile tecnicamente, ma non è in grado né di lasciare qualcosa di significativo su cui riflettere allo spettatore, né di assicurare godimento estetico a un pubblico di non addetti ai lavori.

Scompartimento N.6 – In viaggio con il destino di Juho Kuosmanen, drammatico, Finlandia, Estonia, Germania, Russia 2021, gran premio della giuria al festival di Cannes, nomination miglior film straniero a Golden Globe, Cesar e Independent Spirit Awards, candidato a miglior film internazionale a European Film Awards e Satellite Awards, voto 5. Film piuttosto postmoderno e davvero troppo sopravvalutato, con un contenuto apparentemente progressista, ma piuttosto ambiguo. Fa impressione come nel giro di due anni dalla realizzazione del film la situazione sia precipitata. Il film è prodotto da Estonia, Finlandia e Russia, paesi di fatto oggi in guerra e narra di una storia d'amore e di amicizia fra una finlandese e due russi. Purtroppo oggi la crociata contro la Russia rende assolutamente impossibile questo scenario che ancora due anni fa appariva del tutto verosimile.

Bros di Nicholas Stoller, commedia, Usa 2022, nomination miglior film brillante a Critics Choice Award 2023, voto: 5. Il film è proprio quello che il protagonista in una scena del film si rifiuta decisamente di realizzare: la prima commedia romantica di una major su due uomini gay. Si tratta di una merce dell’industria culturale, di evasione e puramente culinaria, di sufficiente qualità. Ancora una volta i premi assegnati dai critici cinematografici risultano i più assurdamente sopravvalutati. Il film, privo di contenuto sostanziale, dopo un po’, nonostante il ritmo delle battute, inevitabilmente annoia.

Un bel mattino di Mia Hansen-Løve, drammatico, Francia 2022, nomination miglior attrice europea a Léa Seydoux, voto: 5. Il film è fatto alla maniera della Nouvelle Vogue inizialmente può anche affascinare ma, alla lunga, risulta piuttosto prevedibile e noioso.

Princess di Roberto De Paolis, drammatico, Italia 2022, presentato al festival di Venezia, nomination miglior produttore ai David di Donatello, nomination miglior soggetto, miglior montaggio e miglior attore non protagonista a Lino Musella ai Nastri d’argento, voto: 5+. Il film muove da un proposito a prima vista giusto e significativo: mostrare le terribili condizioni di vita di diverse nigeriane costrette a venire a farsi sfruttare, nel caso specifico sessualmente, in Italia. Peccato che una povera prostituta nigeriana non possa che fermarsi agli aspetti più immediati e squallidi delle terribili condizioni di vita cui va incontro nel nostro paese. Manca, dunque, uno sguardo in grado di cogliere in profondità la realtà e anche lo sforzo di rendere bella questa esperienza estetica. Il film spicca anche per la completa mancanza di una conclusione.

Babylon di Damien Chazelle, con Brad Pitt e Margot Robbie, drammatico, Usa 2022, nomination miglior film, miglior regia a Critics Choice Award 2023, miglior film brillante a Golden Globe, 4 nomination minori agli Oscar, voto: 5. Il film, decisamente sopravvalutato e giustamente ridimensionato agli Oscar, è opera di un regista insopportabilmente pretenzioso e reazionario. Il film tende a esaltare acriticamente le orge nei party hollywoodiani degli anni Venti, in cui giovanissime attrici erano più o meno costrette a prostituirsi e in cui capitava che alcune di loro fossero evacuate in gran segreto, in quanto vittime di overdose di droga e in cui la protagonista si afferma mercificando il proprio corpo e la propria sensualità. Il protagonista maschile si fa strada reprimendo con la violenza uno sciopero delle comparse, presentate come una pericolosa plebaglia. Tanto che vediamo più volte lavoratori umili che sul set vengono uccisi da condizioni di lavoro disumane, ma anche questo è presentato dal film come un danno collaterale necessario e naturale.

Passages di Ira Sachs, con Franz Rogowski e Adèle Exarchopoulos, Francia, Germania 2023, disponibile su Mubi, voto: 5. Il film è giragto alla maniera di Fassbinder, senza qualità particolari, dopo un po’ annoia.

Master Gardener di Paul Schrader, con Sigourney Weaver, thriller, Usa 2022, voto 5. In concorso a Venezia, il film è piuttosto deludente. Dovrebbe raccontare la storia della redenzione di un nazista assassino, ma in realtà non vi è una reale conversione. Per il resto il film, che vorrebbe essere un thriller d’autore, non è nell’uno nell’altro. Non è coinvolgente, né godibile e lascia veramente poco su cui riflettere.

The White Lotus, seconda stagione, serie televisiva statunitense creata, sceneggiata e diretta da Mike White, su Sky Atlantic, voto: 5. Dopo il grande ed esagerato successo della originaria miniserie, si è deciso di prolungarla con una seconda stagione. Rimane più o meno invariato il format, ma per il resto cambia quasi tutto, compresi i principali interpreti. La serie è meno thriller della prima e vira più sulla commedia. Anche le poche questioni sostanziali della prima serie, finiscono ancora di più in secondo piano nell’attuale serie. Gli stereotipi molto banali rendono la serie particolarmente indigesta al pubblico italiano. D’altra parte, The White Lotus mantiene un discreto ritmo e risulta, nonostante tutto, piacevole. La serie è tutta incentrata su rapporti sessuali un po’ in tutte le salse, configurandosi come un guilty pleasure.

Nella conclusione, cercando di recuperare qualche aspetto thriller della prima stagione, la serie si degrada con scene e personaggi inverosimili, conditi da una serie di pregiudizi e cattive generalizzazioni sugli italiani e i gay.

Margini di Niccolò Falsetti, commedia, Italia 2022, nomination miglior regista esordiente ai David di Donatello, voto: 5. Se gli autori si fossero contenuti e avessero realizzato un cortometraggio sarebbe stato gradevole, fornendo qualche spunto interessante, dal momento che si mette in scena un aspetto poco indagato e conosciuto, nel caso specifico un gruppo musicale della “sinistra alternativa” in una realtà di provincia. Al contrario, il lungometraggio realizzato diviene nella seconda parte noioso, dal momento che il film ha davvero troppo poco di sostanziale da comunicare. Inoltre, certe scelte decisamente irrazionali e di fatto ciniche sono presentate in modo sostanzialmente acritico, il che non è accettabile e mostra anche tutti i limiti di questi ambienti della sinistra “alternativa”.

Monica di Andrea Pallaoro, con Trace Lysette, drammatico, Usa e Italia 2022, in concorso al festival di Venezia, nomination miglior montaggio ai Nastri d’argento, voto: 5. Film piuttosto postmoderno, anche se alla fine diviene abbastanza commovente e melodrammatico. Per quanto possa essere importante il tema dell’inclusione e della non discriminazione sulla base della propria sessualità, d’altra parte questo importante diritto civile non può stravolgere tutto il resto. Così abbiamo un protagonista, con cui tendiamo inevitabilmente a identificarci, in quanto discriminato sessualmente, nonostante si tratti di un eroinomane che vende il proprio corpo, prostituendosi. Entrambi questi aspetti non vengono mostrati nella loro brutalità, ma divengono dei puri accessori aproblematici.

Bangla – La serie di Phaim Bhuiyan, Emanuele Scaring, commedia, Italia 2021, su Netflix e RayPlay, voto: 5. L’intuizione alla base della serie è anche significativa, mirando ad analizzare le problematiche dell’ambientazione di un giovane musulmano proveniente dal Bangladesh. In realtà, a tale proposito, era di fatto già sufficiente il film. Così la serie, dopo i primi due episodi, comincia ad annoiare non avendo nulla di significativo da raccontare, evitando naturalmente di rappresentare gli aspetti più significativi e divisivi del contesto politico, economico e sociale.

Chiara di Susanna Nicchiarelli, biografico, Italia, Belgio 2022, nomination a David di Donatello per la migliore sceneggiatura e i migliori costumi, in concorso al festival di Venezia, voto: 5. Il film è pesante, non riesce a scavare a sufficienza dal punto di vista dell’analisi storica e forza il contesto per rendere il soggetto più appetibile al modo di sentire contemporaneo, rendendo Chiara un’opera poco realista e inverosimile. Inoltre, il film pone al centro esclusivamente la questione di genere e tace, fondamentalmente, sulle ben più significative problematiche economiche e sociali. Infine, non prende sufficientemente le distanze da aspetti inaccettabili come la credenza superstiziosa nei miracoli.

Astolfo di Gianni Di Gregorio, commedia, Italia 2022, con Stefania Sandrelli e Gianni Di Gregorio, nomination miglior sceneggiatura a Gianni Di Gregorio ai David di Donatello 2023, voto: 5. Colpisce la nomination per la migliore sceneggiatura per un film con un plot debolissimo. Il solo aspetto positivo è la figura del protagonista, un intellettuale, un insegnante che rappresenta una figura positiva, rispetto al sindaco e al prete che rappresentano la corruzione del potere costituito. Per il resto la nomination per la migliore sceneggiatura non può che far riflettere sullo stato comatoso del cinema italiano.

Ninjababy di Yngvild Sve Flikke, commedia, Norvegia 2021, miglior commedia europea agli European Film Awards, voto: 5. Per quanto basso possa essere il livello delle commedie europee, NinJababy è un film decisamente sopravvalutato, di genere minimal-qualunquista, che fotografa in modo naturalistico l’esistente, senza un briciolo di spirito critico.

Lizzy e Red amici per sempre di Denisa Grimmová e Jan Bubeníček, animazione, avventura, commedia, Repubblica Ceca, Francia, Polonia, Slovacchia, nomination film di animazione European Film Awards 2021 e a Cesar 2022, voto: 5. Film di animazione molto modesto a ulteriore dimostrazione della crisi anche culturale dell’unione imperialista europea.

Prisma serie televisiva italiana del 2022 ideata da Alice Urciuolo e Ludovico Bessegato, in 8 episodi su Prime, voto: 5. Serie che sembra fatta sulla base dell’intelligenza artificiale su cui ironizzava a ragione Boris 4. Diviene prevedibile e al quanto noiosa anche perché, per inseguire il politically correct, finisce con il non avere nulla di significativo da comunicare.

Il talento di Mr. C. di Tom Gormican con Nicolas Cage, commedia, Usa 2021, disponibile in streaming, nomination miglior film brillante a Critics Choice Award 2022, voto: 5-; la commedia si conferma un genere tendenzialmente conservatore e i premi assegnati dai critici cinematografici si confermano i più ideologici, nel senso peggiore del termine. Del tutto fuori luogo la nomination a miglior film brillante, per una merce di mediocre qualità dell’industria culturale statunitense, con un contenuto osceno, in cui l’eroe è costretto e poi collabora spontaneamente con la Cia, che dovrebbe rappresentare il bene!?. Per il resto, in quanto merce, il film evita quantomeno le cadute più pesanti nel post moderno.

Marcel the Shell di Dean Fleischer-Camp, commedia, Usa 2021, diverse candidature a miglior film di animazione, fra cui quella ai premi Oscar, vincitore al National Board 2022, voto: 5-. L’ideologia postmoderna per cinefili finisce per imporsi anche nei film di animazione più premiati. In tal modo, il film diviene intollerabile tanto per un pubblico adulto che infantile.

Pam & Tommy miniserie televisiva del 2022, incentrata sulle star Pamela Anderson e Tommy Lee, nella serie interpretati da Lily James e Sebastian Stan, sulla piattaforma Disney+, in 8 episodi, nomination miglior miniserie Golden Globes e Choise Awards, voto 5-. Prodotto dell’industria culturale di mero intrattenimento, la serie è ben confezionata, ma troppo vuota di contenuti sostanziali.

La ragazza ha volato di Wilma Labate, drammatico, Italia e Slovenia 2021, voto: 5-. Il film è desolato e desolante come lo stile dei fratelli D'Innocenzo autori della sceneggiatura. Il film è troppo lento e anonimo e diviene insopportabile prima che ci sia una qualche forma di riscatto della ragazza oppressa e violentata da un pessimo coetaneo.

Piano piano di Nicola Prosatore, drammatico, Italia 2022, nomination miglior soggetto a Nicola Prosatore Nastri d’Argento, voto: 5-. Si tratta di un film minimal-qualunquista decisamente soporifero.

26/01/2024 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Renato Caputo

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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