Festival internazionale del cinema a Locarno 2018

Dall’1 all’11 agosto la 71ª edizione della rassegna di cinematografia.


Festival internazionale del cinema a Locarno 2018

LOCARNO. Tra quattro giorni questa città ticinese sulla riva nord del lago Maggiore diventa capitale del film. Per dieci giorni eventi cinematografici di rilievo internazionale attraggono migliaia di appassionati provenienti da tutta Europa e non solo, accanto a centinaia di addetti ai lavori. La piazza Grande con lo schermo più grande d’Europa sarà tutte le sere gremita di gente. La rassegna locarnese si è ritagliata negli anni un importante spazio tra i festival e le mostre del cinema, al pari di Berlino, Cannes, Venezia. Tentiamo di introdurre alcuni eventi della manifestazione.

Intanto il Premio Raimondo Rezzonico 2018 va al produttore statunitense Ted Hope che ritira il premio che il Locarno Festival dedica ai protagonisti della produzione indipendente internazionale. Tra i premiati delle passate edizioni: Mike Medavoy, Christine Vachon, David Linde e Michel Merkt. Il Premio Rezzonico va quest’anno al produttore che è stato capace di segnare la storia del cinema indipendente, portando nuove e inaspettate voci sotto i riflettori con oltre 35 anni di carriera. Nel 1990 fonda a New York, insieme a James Schamus, la casa di produzione Good Machine. Sono gli anni in cui produce i primi film di Ang Lee. Nel 1998 produce “Happiness” diretto da Todd Solondz, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes e vincitore del Premio della critica internazionale. Nel 2003 “American Splendor”, basato sulla vita del fumettista Harvey Pekar, riceve numerosi riconoscimenti tra cui il Premio della critica internazionale al Festival di Cannes e viene candidato all’Oscar. Nel 2015 Hope è chiamato da Amazon per occuparsi della produzione di lungometraggi. I risultati di maggiore prestigio sono per “Manchester by the Sea” (2016) premiato con l’Oscar all’attore protagonista nel 2017.

Il “Leopard Club Award 2018” è assegnato a Meg Ryan e l’omaggio di Locarno all’attrice è accompagnato dalla proiezione del film “In the Cut”.

Nei prossimi giorni saranno presenti a Locarno, fra gli altri: Diego Abatantuono, Sean Baker, Nour Ballouk, Richard Billingham, Emilie Blichtfeldt, Fran Borgia, Júlio Bressane, Emmanuel Carrère, Mélanie Charbonneau, Laura Citarella e numerosi altri ospiti provenienti da tutto il mondo.

La rassegna internazionale è programmata con Sezioni competitive: in Piazza Grande 17 lungometraggi e 1 cortometraggio vengono proiettati per circa 8.000 spettatori chiamati a votare ogni sera.

Il Concorso internazionale con 15 lungometraggi, di cui 13 in prima mondiale, in competizione per il Pardo d'oro. Il Concorso Cineasti del presente, dedicato alla scoperta di nuovi talenti, comprende 16 fra opere prime e seconde, di cui 13 in prima mondiale. “Signs of Life” è la sezione che indaga i territori di frontiera del cinema, tra nuove forme narrative e innovazione del linguaggio, comprende 7 lungometraggi e 7 cortometraggi di cui 13 in prima mondiale. “Pardi di domani” sono due concorsi, il primo dedicato ai cortometraggi svizzeri e il secondo internazionale, si contano 36 prime mondiali.

Poi ci sono le Sezioni non competitive, come “Fuori Concorso”, spazio aperto alle opere di maestri del cinema e registi di rilievo internazionale, “Histoire(s) du cinéma”, la storia del cinema attraverso i protagonisti di Locarno71 e “Retrospettiva”, dedicata quest’anno a Leo McCarey (1898-1969).

Ancora: “Open Doors”, sezione volta a promuovere e valorizzare il cinema indipendente nel sud e nell’est del mondo, che conclude quest’anno il suo percorso di ricerca attraverso le cinematografie dell’Asia del Sud.

È in programma anche l’omaggio ai fratelli Taviani, alla straordinaria carriera dei due fratelli di cui il vivo ricordo per Vittorio, scomparso lo scorso aprile. L’omaggio viene accompagnato dalla proiezione della versione restaurata del film “Good morning Babilonia” del 1987, realizzata dalla Cineteca nazionale (CSC) e dall’Istituto Luce-Cinecittà. Occasione per approfondire il linguaggio dalle profonde sfumature poetiche e politiche dei fratelli Taviani che hanno scritto alcune delle pagine più significative del cinema italiano. Due maestri che dagli anni Sessanta hanno dato vita a un cinema impegnato e allo stesso tempo poetico, raccontando storie vere, intessute di contraddizioni, capaci di portare all’attenzione del pubblico temi fondamentali di impegno politico e civile. Un talento, quello dei fratelli Taviani, che Locarno ha conosciuto per la prima volta nel 1974 “San Michele aveva un gallo”, poi nel 1982 “La notte di San Lorenzo” , film hanno segnato profondamente la storia del Festival.

Si è appreso che Carlo Chatrian lascerà Locarno dopo la 71ª edizione del Festival. Il Consiglio di sorveglianza del Kulturveranstaltungen des Bundes in Berlin (GmbH), sotto la presidenza della ministra della Cultura e dei Media Monika Grütters, ha comunicato ufficialmente la nomina di Carlo Chatrian quale nuovo Direttore artistico della Berlinale dopo il 2019. Egli lascerà il Locarno Festival alla fine dell’attuale edizione. Prossimamente si riunirà, sotto la presidenza di Marco Solari, il Consiglio Direttivo del Locarno Festival per esaminare le candidature per la scelta della nuova Direzione artistica.

Intanto in questa 71ª edizione Locarno Festival omaggia Kyle Cooper con il “Vision Award Ticinomoda”, riconoscimento dedicato a coloro che con il proprio talento hanno saputo creare nuove prospettive nel mondo del cinema. Il regista e graphic designer statunitense presenzia alla proiezione del film “Se7en” (1995) diretto da David Fincher. Con il suo lavoro Cooper ha dato nuova vita all’arte della titolazione. In trent’anni di carriera ha diretto e prodotto oltre 350 titoli di testa, collaborando con alcuni dei più importanti autori del cinema internazionale.

28/07/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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