Cultura

Nel post Trump assistiamo ad una radicalizzazione dello scontro politico negli USA e al crescente interesse verso il socialismo da parte delle nuove generazioni.
Fino al 3 dicembre il Castello Visconteo di Pavia ospita una mostra che poi andrà a Napoli al Museo Archeologico nazionale e in Russia all’Ermitage di San Pietroburgo.
Una riflessione poetica su un tema bioetico particolarmente delicato e sul quale sono stati emessi troppi giudizi trancianti.
Il libro di Philip Foner, storico del movimento operaio americano, ripubblicato in occasione del Centenario, testimonia di come il proletariato americano appoggiò gli eventi del 1917.
La Rivoluzione d’Ottobre tra dittatura di classe e lotta ideologica per l’egemonia di un nuovo blocco storico sociale proletario (operai e contadini).
L’interesse per l’evoluzione scientifica ed economica con nuovi strumenti coinvolge il futuro del lavoro e deve essere all’ordine del giorno delle scelte politiche.
Tentativi golpisti e insurrezione rivoluzionaria. Dal rovesciamento del Governo provvisorio allo scioglimento dell’Assemblea Costituente: nascita dello Stato operaio dei Soviet.
Se alcune donne usarono l’esperienza risorgimentale per affermare il loro diritto a una piena cittadinanza, di fatto lo Stato unitario venne a sanzionare la loro subordinazione nella famiglia e nella società.
Riappropriarsi degli strumenti per abbattere il potere e i suoi abusi è oggi, più che mai, un’emergenza.
Le tensioni politico-sociali: dalle ‘Tesi di aprile’ al tentativo di colpo di stato in agosto. Le aspettative tradite dal Governo provvisorio liberal-socialista.
La bandiera rossa, simbolo della libertà, dovrebbe essere onnipresente, tra la gente, nelle strade, a ricordare sempre al padrone che il suo nemico è ovunque e numeroso.
Prima parte. L’avvio del processo rivoluzionario in Russia: dalla guerra all’insubordinazione. Il crollo dello zarismo e la repubblica borghese.
Recensione al recente libro di Raffaele Alberto Ventura, “Teoria della classe disagiata”, uscito per Minimum fax.
Al Max Museo di Chiasso il “Visionario” Oliviero Toscani si racconta con le sue fotografie.
Il Che entra nella storia, si impantana nella melma. Accetta l’aleatorietà totale degli avvenimenti. Ma anche la storia entra in lui. La rivoluzione è una trasformazione bidirezionale: da una parte Cuba, la prima tappa di un orizzonte risolutamente internazionalista; dall’altra l’uomo in costante divenire.
Nel bombardamento delle news sui network e sulla stampa borghese stiamo assistendo all’atrofizzazione dell’etica dell’informazione.
Nel dicembre del 1964 il Che fu a New York per intervenire all’Assemblea Generale dell’ONU in rappresentanza di Cuba. Un viaggio ed un discorso che fecero epoca e che rappresentano un documento storico di fondamentale importanza.
Omaggio a Violeta e a tutte le donne che hanno lottato nella vita.
A 50 anni dalla morte di Ernesto Che Guevara, un omaggio poetico per ricordare e rivendicare alla nostra storia di comunisti il grande comandante, catturato e ucciso per mano della CIA durante la guerriglia in Bolivia.
La gioventù vissuta durante il socialismo della DDR vs il capitalismo della Germania contemporanea: testimonianze di vita di cittadini tedeschi a confronto a distanza di quasi 30 anni dalla caduta del muro di Berlino.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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