Musica e film, passioni per pensare

Eventi nel Ticino svizzero richiamano anche migliaia di lombardi orfani di buona musica e bei film


Musica e film, passioni per pensare

CANTON TICINO. Un mix di eventi culturali con cinematografia e musica, un saluto all’estate che offre spettacoli di alto livello nel Canton Ticino, la Svizzera italiana. Migliaia di lombardi e piemontesi affiancano svizzeri tedeschi e pubblico internazionale per seguire appuntamenti che da anni consolidano scelte di accorti organizzatori.

Partiamo per questo viaggio tra note e immagini da Chiasso, appena varcato il confine tra Italia e Svizzera dalle parti di Como. Qui si svolge in questi giorni il 29° Festival di Culture e Musiche del mondo “L’Afrique c’est chic!”. Una tradizione ormai consolidata, un appuntamento immancabile da cui si avvia l’estate vissuta con gioia negli spazi urbani, pacificamente occupati da suoni, colori, profumi del mondo. “Festate”, questo è il logo dell’evento, ha portato a Chiasso alcuni fra i migliori interpreti e gruppi della World Music internazionale. “L’Afrique c’est chic!” esprime l’importanza della storia della musica africana, viene valorizzata la cultura del grande continente, si capovolge uno stereotipo di questi tempi difficili in cui l’Africa viene percepita principalmente come problema.

Qui non si camuffa la realtà della situazione socio-politica africana che rimane estremamente grave per molte nazioni e per molti popoli. Semplicemente per questi giorni a Chiasso si è voluto porre l’accento sulla positività e sull’energia creatrice di popoli, culture e persone che resistono nonostante le difficoltà. Un focus particolare sulla dimensione femminile, messa in rilievo dalla presenza di grandi interpreti strumentali e vocali come la straordinaria bassista e cantante ivoriana Manou Gallo e dall’ensemble de Les Amazones d’Afrique, artiste che usano la musica come mezzo non solo per raccontare e comunicare la cultura della loro terra, ma per costruire un futuro basato su idee nuove di convivenza, rispetto e uguaglianza. Qui si è vissuta la solidarietà tra le donne del mondo intero, forti della loro diversità, della loro creatività e delle loro risorse.

Andiamo adesso sulla sponda settentrionale del lago Maggiore, ad Ascona, dove si svolge un festival jazz che fa diventare questo centro rivierasco una capitale del genere afro-americano. Quella che si svolge dal 20 al 29 giugno si annuncia come grande edizione di JazzAscona. New Orleans si trasferisce infatti nuovamente sul Lago Maggiore per quella che è la più importante “New Orleans Experience” d’Europa. Già accolta trionfalmente nel 2015, l’acclamata New Orleans Jazz Orchestra (vincitrice di un Grammy Award nel 2010) sarà la colonna portante della 35ª edizione dell’evento. Due concerti esclusivi, il 28 giugno con il programma “Congo Square – The history of New Orleans Music” e il 29 giugno con un omaggio, presentato in prima europea, ad Allen Toussaint, mostro sacro del jazz e del R&B di New Orleans. Ospite speciale della formazione l’acclamato pianista e cantante Davell Crawford, sicuramente uno dei migliori eredi della tradizione pianistica della Città del Delta.

Una quindicina di giovani musicisti della stessa New Orleans Jazz Orchestra saranno inoltre ospiti di Ascona per tutti i 10 giorni e daranno vita a svariate formazioni e a inedite collaborazioni. Ashlin Parker riproporrà ad Ascona il suo progetto Trumpet Mafia, che tanto successo sta riscuotendo a New Orleans e che mette la tromba al centro dell’attenzione: una serie di esibizioni a sorpresa riunirà numerosi trombettisti (professionisti e no) per il puro piacere di suonare assieme senza barriere legate a questioni economiche o alla bravura del singolo. Sempre da New Orleans torneranno a furor di popolo i vincitori del Premio del pubblico 2018 Jt & the Kanection Band, The Masakowski Family Trio e due musicisti davvero molto amati ad Ascona: il trombettista Leroy Jones (con una band europea capitanata da Ulli Wunner) e il pianista e già fondatore del leggendario gruppo funk The Meters, David Torkanowsky (in un quartetto con David Blenkhorn).

Festival giovedì 20 giugno dalla scanzonata ironia di Sergio Caputo e Francesco Baccini, due big fra i più originali e anticonformisti della musica italiana che col loro progetto Swing Brothers ripartono dai fondamentali, swing e blues soprattutto, riproponendo anche i pezzi forti dei loro repertori, da Un sabato italiano a Il Garibaldi innamorato di Caputo fino a Le donne di Modena o Sotto questo sole di Baccini.

Il 4, 5, 6 luglio saremo a Lugano: EFG Lugano Estival Jazz, 41ª edizione. La musica di Estival riparte dalla sua piazza storica, la Piazza della Riforma. Superata con successo la boa della quarantesima edizione, lasciate alle spalle le 20 edizioni di apertura a Mendrisio, Estival ha ritrovato un nuovo e deciso rilancio grazie all’arrivo di un nuovo sponsor principale EFG International. Estival continua a offrire un cartellone artistico di grande richiamo. L’organizzatore Andreas Wyden e il direttore artistico Jacky Marti hanno lavorato a pieno ritmo per allestire il cartellone della edizione 2019 con immutate garanzie di qualità: le stesse a cui è ormai abituato il numeroso e fedele pubblico di Estival Jazz. Nove strepitosi concerti con i protagonisti del Gotha mondiale della musica contemporanea preceduti da tre appuntamenti in pre-serata organizzati nell’adiacente Villaggio Estival. Tre serate con un’appassionante scorribanda tra i generi, i ritmi e i colori della nostra contemporaneità musicale. Anche nel 2019 tutti i concerti di Estival Jazz Lugano saranno gratuiti.

Le prime note che scandiscono l’apertura ufficiale di Estival giovedì 4 luglio sono quelle affidate alla chitarra di Marcin Patrzalek, giovanissimo e straordinario chitarrista (e compositore) polacco che lo scorso anno ha vinto l’edizione di “Tu si que vales”. Grazie al suo virtuoso talento, Marcin si rivela un grande esecutore di musica Classica (dalla V Sinfonia di Beethoven ai Capricci di Paganini), ma anche di Flamenco e di Jazz. È il preludio per l’ingresso dell’Orchestra della Svizzera italiana (OSI) con il suo prestigioso ospite: diretta dal Maestro Mariano Chiacchiarini, quest’anno l’OSI accompagna il pianista, chitarrista e compositore congolese Ray Lema, un’icona della musica africana, forse fra gli artisti più eclettici che si sono esibiti con la prestigiosa orchestra. La sua musica è un insieme di Jazz, Afro-Beat e Classica, tutto ciò che ha accompagnato e rappresenta la sua vita. Nella formazione che l’accompagna spicca la presenza di Etienne Mbappè, il bassista camerunese famoso in tutto il mondo per il suo energico virtuosismo, ma anche per i guanti neri che indossa durante i concerti. Molti lo ricordano ospite di Estival nel 2010 con Bill Evans e Robben Ford. Per chiudere in bellezza la serata, sul grande palco cittadino è protagonista la voce calda, profonda e inconfondibile di Mario Biondi.

Venerdì 5 luglio, la seconda serata di Estival inizia con i ritmi e le atmosfere del grande Jazz con la batteria di Billy Cobham, grande amico di Estival e uno dei batteristi più apprezzati dalla fine degli anni ‘60. Dapprima accompagnando la tromba di Miles Davis poi con la Mahavishnu orchestra. Da allora Billy è stato uno dei più acclamati musicisti nell’ambito del Jazz, della Fusion e del Rock. La serata continua all’insegna del Jazz di qualità con la luminosa bravura di Zara McFarlane, una delle stelle più brillanti del Jazz contemporaneo. Voce calda, avvolgente e dotata di una tecnica straordinaria, Zara è una delle artiste più riconosciute e rispettate del nuovo Jazz inglese.

Per concludere in bellezza il secondo appuntamento, il palco è ancora al femminile per il ritorno della grande tradizione brasiliana, in particolare con il Samba di Mart’nália, musicista, percussionista, cantante e compositrice. Una delle artiste più complete che io conosca, sottolinea suo padre, il grande Martinho da Vila.

È una serata di assoluto prestigio quella di Sabato 6 luglio pensata per chiudere in bellezza la 41ª edizione di EFG Lugano Estival Jazz. Il programma inizia tra i profumi di casa nostra con la big band della Scuola di Musica Moderna (SMUM) schierata sul palco per festeggiare con la sua città i suoi primi 25 anni. Poi il gradito e atteso ritorno di Marcus Miller. Ai vertici da più di trent’anni, Marcus è fra gli artisti più influenti del nostro tempo. Vincitore di due Grammy Award, nel 2013 l’UNESCO l’ha nominato Artista per la Pace. Bassista straordinario, il suo personalissimo sound è una combinazione di stili fra Funk, Groove, Soul e pura abilità tecnica acquisita al fianco di artisti come Kenny Washington e Miles Davis, con cui ha realizzato incisioni entrate nella storia come “Tutu” e “Music From Siesta”.Per chiudere alla grande ci vuole un ritmo travolgente. Con un mix di Flamenco, Salsa e Jazz per siglare il finale della manifestazione Estival ha voluto chiamare i Patax, un gruppo eccezionale, una locomotiva di ritmo e colori per una valanga di vitalità. La band arriva dalla Spagna.

Dalla musica al cinema: dal 7 al 17 agosto l’edizione 2019 del Festival del cinema di Locarno, appuntamento decisamente importante nel panorama dei grandi festival mondiali di film. “Magari”, opera prima della regista e produttrice italiana Ginevra Elkann aprirà mercoledì 7 agosto la 72esima edizione del Locarno Film Festival, che si concluderà sabato 17 agosto dopo la cerimonia di premiazione con “Tabi no Owari Sekai no Hajimari” del regista, sceneggiatore e scrittore giapponese Kiyoshi Kurosawa.

La cerimonia di apertura in Piazza Grande il film di Ginevra Elkann accompagnata dai due straordinari interpreti del film, gli attori italiani Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio. Pellicola italo-francese, il film ripercorre l’infanzia di tre fratelli figli di genitori divorziati all’inizio degli anni Ottanta. Nel cast anche Céline Sallette, Brett Gelman, Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque e Benjamin Baroche. Il Festival si concluderà con la cerimonia di premiazione sabato 17 agosto, seguita dalla proiezione in prima internazionale del film del maestro del thriller giapponese Kiyoshi Kurosawa, uno dei più grandi registi contemporanei del suo Paese. Dopo i successi che l’hanno reso famoso e i suoi ultimi film presentati al Festival di Cannes Kurosawa torna a lavorare con la ex cantante J-pop Atsuko Maeda, che aveva già diretto in “Seventh Code” e in “Before We Vanish”  e con gli attori Ryo Kase, Shôta Sometani, Adiz Radjabov e Tokio Emoto. Girato in Uzbekistan il film che sarà presentato a Locarno segue tra sogno e burlesco le vicende di Yoko, presentatrice di un popolare show giapponese di viaggi, lungo i paesaggi dell’antica Via della Seta, nel tentativo di catturare con la sua piccola squadra un pesce mitologico. Lili Hinstin, Direttrice artistica del Locarno Film Festival ci ha detto: “Da un promettente primo film di una giovane regista europea (tra Francia, Italia e Inghilterra), all'ultimo film del più importante regista giapponese oggi in attività, il Locarno Film Festival traccia così la sua traiettoria distintiva tra l'apertura e la chiusura del Festival: quella di scoprire i talenti di domani e accompagnare gli autori affermati nelle loro ricerche o esperienze più inaspettate”.

15/06/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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