Economia e Lavoro

“L’Italia deve tornare a competere”. Una affermazione che industriali e capi di governo in questi anni continuano a mettere un po’ ovunque.

Un pensiero divergente per non addormentarsi.

Una riforma dell’UEM per attribuire alla BCE gli stessi poteri di prestatore di ultima sostanza nei confronti degli stati membri, non può rappresentare la via d’uscita dal regime di austerità.

La lotta degli operai alla Marcegaglia Buildtech di Milano contro licenziamenti e deportazione. Bilancio di una prima battaglia vinta.

Della lotta dei lavoratori dell'Ikea ci siamo già occupati anche su questo giornale quando, il 6 giugno, è stato indetto uno sciopero nazionale che aveva portato la stragrande maggioranza dei lavoratori (circa l'80% del totale, su tutti i 21 punti vendita sparsi sul territorio nazionale) a mobilitarsi contro l'intenzione dell'azienda di disdire unilateralmente il contratto integrativo aziendale.

Le rassicurazioni e i dati diffusi un po’ a caso dal governo non arrestano la crescita della disoccupazione in Italia. L’ultimo rilevamento Istat, diffuso alla fine di luglio sottolinea che a giugno gli occupati sono diminuiti di 22 mila unità rispetto al mese precedente; rispetto a giugno 2014, l'occupazione è risultata essere in calo di ben 40 mila unità. 

Parte V.2 – Il modello cinese tra successi e contraddizioni. Siamo in un mondo globalizzato. L'attuale divisione internazionale del lavoro non permette più alla dimensione nazionale di svilupparsi sufficientemente.

I dati del Rapporto annuale dell’UNCTAD sui flussi di investimenti diretti esteri ci forniscono un quadro che conferma le attuali dinamiche dei sistema capitalistico, nella sua fase di globalizzazione.

I lavoratori dell’azienda di trasporti romana, Atac, protestano per un rinnovo contrattuale che non si vede da un decennio e per le difficili e precarie condizioni di lavoro a cui sono soggetti, e subito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio parla di «spregio verso il bene pubblico»; un gruppo di lavoratori di Pompei si riunisce in assemblea, il sito archeologico apre con un ritardo di un’ora e quarto e immediatamente il presidente del Consiglio, Matteo Renzi dice di aver provato «una rabbia incontenibile».

Un anno di Social Strike e opposizione al Programma Nazionale delle Riforme del governo Renzi: Legge Poletti, Jobs Act e Buona Scuola e all'austerity imposta dalla Troika. 

 Christian Rosso, dipendente dell’azienda dei trasporti romani, è stato da questa sospeso a tempo indeterminato dal servizio per aver diffuso un video di denuncia sulle inefficienze del sistema dei trasporti pubblici della Capitale.

I troppi incidenti causati dalle porte dei treni. La denuncia delle carenze costruttive che le rendono pericolose e inadeguate alle nuove esigenze dell’alta velocità. In una logica di sviluppo ferroviario che investe sulle innovazioni tecnologiche, soltanto per le linee ritenute privilegiate. E trascura la capillarità della rete e le fondamentali esigenze di sicurezza.

La crisi economica attuale è una crisi mondiale che nel contesto dell’Eurozona si è cronicizzata e amplificata, a causa sia della vulnerabilità che gli squilibri interni di quest’area avevano prodotto a danno dei paesi periferici, sia a causa delle politiche economiche successivamente attuate, completamente inadeguate per contrastare la crisi ma in gran parte coerenti con i vincoli e gli indirizzi politici incorporati nei trattati e fatti propri dalle istituzioni dell’UE. L’attualissima questione relativa alla compatibilità tra: da un lato la configurazione dell’Eurozona e (più in generale) dei trattati dell’UE, e dall’altro un modello sociale basato sui valori dello sviluppo e dell’occupazione come il nostro modello costituzionale, diviene così centrale per comprendere e orientare gli imminenti e incerti sviluppi economici e sociali.

Nonostante il clima di ricatti del modello Marchionne i primi risultati delle elezioni per il rinnovo di Rsu e Rls nelle fabbriche italiane dimostrano che il conflitto non è stato soffocato. I risultati fin qui ottenuti dalla Fiom dimostrano come, nonostante la situazione di crisi, il Jobs act, la riduzione dei diritti, la pressione padronale sui lavoratori e le politiche di austerità di Renzi, gli operai non sono rimasti passivi.

Il tema della precarietà e della solitudine del lavoratore precario andrebbe approfondito e tenuto in debita considerazione, affinché si possa adeguatamente organizzare la lotta. La lotta, sì, perché, per dirla con Gallino, è necessario “modificare il modello produttivo al presente dominante”. 

Il 5 Luglio scorso si è svolta l’assemblea nazionale annuale della Coalizione per lo sciopero sociale. Tanti i soggetti politici e sociali coinvolti, compresa la FIOM e il sindacalismo di base. Tutti gli attori presenti stanno lavorando a uno spazio pubblico di discussione capace di innescare un conflitto che possa coinvolgere tutti i settori sociali colpiti dalle politiche di austerity

L’attuale tracollo dell’Unione Europea dell’austerity è un fatto che poteva essere preveduto (ed, in effetti, lo è stato) da più parti già da qualche anno a questa parte. E la causa non consiste certo nel fatto che gli “spendaccioni” di periferia non riescono a rendersi virtuosi. Ancora una volta, è la lente della lotta di classe a spiegare compiutamente i fenomeni. E ad indicare la via d’uscita.

L’unico accordo possibile all’interno dell’Ue non può che riflettere i rapporti di forza tra le classi, che oggi significa compromettere le condizioni di vita della grande massa della popolazione greca, isolata e dunque incapace ad affrontare le sfide e le conseguenze derivanti dall’abbandono dell’Unione o anche solo della sua moneta.

Si è conclusa dopo una settimana di sit in sui tetti degli stabilimenti Marcegaglia di Milano la protesta dei sette operai contro il loro trasferimento coatto in uno stabilimento del Piemonte. Ma la mobilitazione continua.

“Il nemico marcia sempre alla tua testa”, questa la considerazione che viene in mente leggendo le grida di giubilo dei sindacati dopo l’accordo che hanno siglato il 2 luglio con la multinazionale d’oltreoceano per risolvere la vertenza che va avanti da oltre 5 mesi. I lavoratori e le lavoratrici hanno avviato con la lotta una trattativa che poteva portare risultati importanti. I sindacati, invece di portare la lotta fino in fondo, l’hanno deviata chiudendo un accordo su una mediazione estremamente al ribasso e senza prospettive. L'ultima parola adesso agli operai con il referendum.

Pagina 14 di 19

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

APPUNTAMENTI

Newsletter

Iscrivi alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle notizie.

Contattaci: