Esteri

Gli Stati Uniti hanno bisogno delle basi militari per mantenere il loro dominio imperialista sul mondo. L’occupazione dei paesi che ospitano le sue basi si fonda sulla Nato. Cosa sta alla base della smodata ambizione Usa?
Ogni giorno si respira aria di guerra, civile e internazionale. Troppi gli interessi in gioco.
Intervista a Sandra Scagliotti, Console onorario della Repubblica Socialista del Việt Nam.
Come al solito gli Stati Uniti accusano e gli fanno eco i mass media, ma sono sempre i primi a violare i trattati.
Il nostro reportage da New York sulla manifestazione “Hands Off Venezuela!” svoltasi nel pomeriggio di sabato 23 febbraio a Wall Street.
In Cile i diritti umani dei Mapuche e dei lavoratori non vengono rispettati. Colloquio con Eduardo Contreras, avvocato ed esperto di Diritti Umani, protagonista della prima denuncia legale a Pinochet nel Cile del dopo-dittatura.

Processo ai separatisti catalani

Un’offesa alla giustizia e alla democrazia, alla volontà popolare e ai diritti umani.
Per la borghesia internazionale non basta seguire le regole della democrazia formale.
I presunti insulti antisemiti al filosofo Alain Finkielkraut durante la settimanale protesta per le strade della capitale e di altre città francesi.
Non solo la storia ci insegna che i processi rivoluzionari sono più utili agli altri popoli, piuttosto che ai paesi che si trovano in essi impegnati in una condizione di isolamento, ma un minimo di buon senso dovrebbe portarci a riflettere in primis sulle nostre gravissime carenze, piuttosto che su quelle decisamente meno significative di chi si trova, proprio perciò, assediato dall’imperialismo transnazionale.
Tatticamente occorre appoggiare i governi progressisti latino-americani, implementando però la strategia di radicalizzare i tentativi di cambiamento intrapresi, come negli anni ’60 fece Cuba.

Venezuela: panoramica delle sanzioni statunitensi

Quali sono, quante sono, a cosa servono e chi ha deciso le sanzioni statunitensi nei confronti del Venezuela bolivariano?

Giù le mani dal Venezuela!

Oggi è la difesa del Venezuela, avanguardia dei paesi antimperialisti, a fare da discrimine fra le forze di destra e di sinistra a livello internazionale.
Dal 1975 il Paese è passato a lungo sotto silenzio, ma ora riacquista molta importanza.

Perché colpire il Venezuela e perché adesso?

Ad una settimana dal tentato colpo di Stato perpetrato dagli Stati Uniti in Venezuela indaghiamo i motivi di questa ennesima aggressione.

Le dittature e il fardello dell’uomo bianco

La propaganda contro il Venezuela bolivariano criminalizza i nemici da conquistare.

La destra all’attacco del Venezuela

Nella Repubblica Bolivariana è in corso un golpe istituzionale organizzato dagli USA ma osteggiato dai grandi concorrenti degli statunitensi, Russia e Cina su tutti.

Quante armi nelle case degli svizzeri! Adesso che Parlamento e Governo vorrebbero inasprire la normativa, le associazioni dei tiratori raccolgono firme per un referendum.

La scelta del ritiro da parte di Trump toglie l’ostacolo a un accordo tra Assad e i curdi.
Un decreto del presidente dei ricchi imporrà violente misure di controllo contro chi riceve il sussidio di disoccupazione aumentando così la pressione sui salari.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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