Esteri

Il sedicente accordo del secolo si presenta come la soluzione finale architettata dall’imperialismo statunitense per la questione palestinese
Siamo davvero obbligati a pagare i debiti esteri contratti da governi antipopolari senza consultare i cittadini?
L’ascesa iraniana da potenza regionale a potenza sovraregionale.
La Libia ridotta a crocevia dell’incontro scontro fra i principali blocchi reazionari a livello internazionale
Il fondo salva-Stati rappresenta la solita medicina proposta delle autorità europee che invece di curare uccide il malato.
Le differenti risposte all’epidemia che caratterizzano un sistema socialista rispetto ad un sistema capitalista e i differenti obiettivi che guidano le rispettive classi dirigenti
Il movimento contro la guerra torna in piazza ma neanche questo importante appuntamento riesce ad essere vissuto come un’occasione unitaria dal variegato mondo della sinistra.
In questa seconda parte del nostro bilancio del 2019 offriremo un breve quadro d’insieme degli sviluppi nelle principali potenze a livello internazionale
Le circostanze oggettive per una vittoria di Corbyn sono state presenti negli ultimi quattro anni, ma gli errori politici si pagano, ed a volte sono molto costosi.

L’assassinio del generale Soleimani e il quadro geopolitico della transizione energetica

Se l’Europa vuole la pace, deve concretare nei fatti i suoi propositi e non ricorrere a formule retoriche per loro natura inconcludenti.
Cinque settimane di sciopero e nessuna prospettiva di porre fine alla crisi a breve termine. Descrizione dettagliata della riforma e delle posizioni delle diverse organizzazioni in lotta.
Il capitale e la guerra: un vecchio binomio che viene riconfermato dagli eventi di questi giorni. Azionisti e amministratori delle grandi aziende dell’apparato militar-industriale statunitense stanno già beneficiando della possibile guerra con l’Iran grazie all’aumento di valore dei loro titoli in borsa.
250 milioni in sciopero l’8 gennaio in tutti gli stati dell’India, per il più imponente sciopero generale che sia mai stato inscenato nella storia
L’esito del procedimento di impeachment a Piñera, l’iter della legge repressiva “anti encapuchados”, il referendum consultivo e la legge costituente infiammano il paese.
La protesta unisce ormai milioni di persone in tutto il Paese e non si tratta solo delle ‘minoranze’ di musulmani o di agitazioni studentesche, ma di chiunque creda ancora nel sogno di un’India inclusiva.
I conservatori hanno un programma economicamente tragico per i lavoratori e la classe media e se ne accorgeranno a breve. Ma i conservatori si sono presentati come rispettosi del referendum sulla Brexit

La deputata progressista del Minnesota vuole ridefinire le categorie del dibattito politico statunitense, a partire dalla politica estera.

In Inghilterra vince la grettezza, quel misto di incurabile insularità e anacronistica nostalgia per chissà quali passati fasti che nonostante tutto riesce a rassicurare gli inglesi.

Le forti manifestazioni dei lavoratori latinoamericani costituiscono per noi un cattivo esempio; meglio non parlarne o farne una narrazione mistificante

La convergenza delle lotte in atto in Francia per rovesciare Macron e la sua agenda reazionaria
Nonostante la repressione ed il muro di gomma delle istituzioni e dei media mainstream, in Cile la lotta continua. Tutti i giorni, senza sosta, e con rinnovata determinazione.
Un’assemblea popolare tenuta vicino Roma ha dato voce alle lotte dei popoli latinoamericani
Il futuro dell’Ucraina non è solo nelle mani dei decisori politici esteri. Il destino della popolazione ucraina dipende dal popolo ucraino che rischia di essere sacrificato agli interessi di un gruppo ristretto di oligarchi e capi d’azienda.
Il confronto interno al Partito Democratico è impantanato in una pletora di candidature dalle quali emerge una sempre più netta spaccatura tra la componente progressista e le componenti centrista e conservatrice.
Un viaggio tra i numeri e le storie delle sistematiche violazione dei diritti umani del popolo cileno, la responsabilità del governo di Piñera, ed il silenzio assordante delle istituzioni e dei media italiani ed europei.
I grandi media boliviani hanno accompagnato le manovre di Washington, che hanno tenuto nel mirino il “presidente indio” fin dal 2006
La crisi degli anni novanta, la finanziarizzazione e la dipendenza dal commercio internazionale
In Cile si continuano ad organizzare assemblee e conferenze per discutere dei principi di una nuova Costituzione, come precondizione per ottenere uno stato sociale degno di questo nome e condizioni di vita più dignitose.

L’accordo tra le forze parlamentari non è rappresentativo delle organizzazioni e delle istanze del movimento ed è viziato non solo da un quorum elevatissimo, ma anche da una genesi repressiva ed antidemocratica.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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