Assemblea Pubblica sul progetto stadio Pietralata

Richiesta di incontro/confronto al fine di informare la pubblica opinione e coloro che hanno espresso preoccupazioni per gli evidenti e notevolissimi impatti di uno stadio a Pietralata-Roma


Assemblea Pubblica sul progetto stadio Pietralata

Lo scorso 26 Novembre si è svolta presso il Circolo Arci Concetto Marchesi in Via del Frantoio a Roma l’Assemblea Pubblica (molto partecipata) sullo Stadio di Pietralata, organizzata dal “Comitato Stadio Pietralata No Grazie”, che  ha invitato a partecipare oltre a tutti i cittadini residenti anche Paolo Berdini ex Assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, Emilio Giacomi Consigliere di Italia Nostra, Marco Cacciatore consigliere regionale verde, presidente commissione urbanistica, Vittorio Sartogo, coordinamento del Lazio per la Mobilità Alternativa. Si è innanzitutto rimarcata la mancanza ad oggi della documentazione ufficiale sul progetto  e  sono state elencate le ragioni del "no" allo stadio a Pietralata. Si è pertanto richiesto che l’Amministrazione organizzi al più presto incontri pubblici con gli abitanti per confrontarsi sul progetto, prima che si concluda la conferenza dei servizi preliminare, così come avvenne con l’Amministrazione Marino nel caso analogo dello stadio a Tor di Valle. Il 2 ottobre è stato presentato il progetto di fattibilità da parte della società, il 5 novembre è iniziata la conferenza dei servizi preliminare e si hanno ad oggi solo notizie da parte di fonti giornalistiche, peraltro estremamente preoccupanti, in considerazione soprattutto del fatto che l'area è oggetto di una serie di imponenti interventi urbanistici (su cui ci soffermeremo nel seguito) già deliberati e in via di realizzazione, come confermato in più occasioni dall’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, nelle immediate vicinanze dell’Ospedale e Pronto Soccorso Sandro Pertini.  L’Assemblea Pubblica è stata aperta da Emilio Giacomi, Consigliere di Italia Nostra, che ha lamentato la mancanza di trasparenza da parte dell'amministrazione, visto che non è stato pubblicato il progetto di fattibilità. L'ex assessore all'urbanistica e lavori pubblici Paolo Berdini, ha ribadito che qui non c'è nessun "signor no", ma soltanto persone che vogliono bene a una città che purtroppo sta crollando. Tutti i relatori hanno sottolineato i rischi della costruzione di uno Stadio a Pietralata e cioè l’eccessivo consumo di suolo con l’aggressione al verde pubblico e il rischio di un collasso della viabilità. L'area in questione infatti si trova in un settore della città fortemente urbanizzato ed abitato, proprio di fronte all'Ospedale e Pronto Soccorso Sandro Pertini,  il cui bacino di utenza (come si legge sul sito internet)  “è composto non solo dalla popolazione residente nel comprensorio, circa 500.000 persone, ma anche dai non residenti, circa 200.000 persone, e da quello indotto dall'elevata viabilità presente nella zona (Raccordo Anulare, via Tiburtina, via Nomentana, via Salaria, via Prenestina, Tangenziale Est). In particolare, il bacino di utenza per l'assistenza psichiatrica si estende a circa 720.000 persone”. Lo stadio verrebbe  realizzato su terreni in cui vige il Piano Particolareggiato di Pietralata SDO ed in particolare sull’area verde denominata “Parco di Pietralata” di circa 14 ettari, con ulteriore ed inaccettabile consumo di suolo, con gli evidenti rischi idrogeologici che ne conseguirebbero in caso di piogge torrenziali, come i recenti tragici fatti di cronaca ci ricordano quasi ogni giorno. Un progetto urbanistico richiederebbe che le aree verdi permeabili alle piogge siano proporzionate a quelle impermeabili cementificate e asfaltate, secondo le regole prioritarie del disciplinamento delle acque. Con piogge torrenziali di 100 millimetri/ora (che corrispondono a   100 litri per metro quadrato/ora) un ettaro di terreno impermeabilizzato produce un fiume di acqua pari  1.000 metri cubi/ora. Il Parco di Pietralata è di 14 ettari e se venisse impermeabilizzato produrrebbe 14.000 metri cubi/ora di acqua piovana! Se dovesse accadere un disastro idrogeologico in quell’area, non si potrà più parlare di fatalità o evento imprevisto, anche perché tutti gli altri imponenti progetti precedentemente descritti già di per sé andranno ad impermeabilizzare decine e decine di ettari di terreni attualmente permeabili alle piogge. Elenchiamo qui di seguito gli interventi urbanistici già approvati, finanziati ed in procinto di essere realizzati di fronte all’Ospedale e Pronto Soccorso Sandro Pertini, che smentiscono clamorosamente la falsa narrazione generale che solo lo stadio potrà riqualificare quell’area:

- nuova sede ISTAT di 190.000 mc, la cui progettazione esecutiva è in corso di ultimazione da parte dello studio di architettura ABDR (che ha tra l’altro progettato la Stazione Tiburtina). Come dichiarato dall’Architetto Paolo Desideri la nuova sede ISTAT sarà “uno degli edifici più grandi di Roma” ed anzi, considerando che ISTAT ospiterà la banca dati generale nazionale, è prevista una variante con ulteriore cubatura  necessaria. Come ordine di grandezza tale edificio sarà almeno equivalente alla Sede della banca BNL alla Stazione Tiburtina, nota a tutti;

- Vicino alla sede ISTAT, è in corso di completamento da parte dell’Università La Sapienza il  nuovo Studentato, a cui si affiancherà il Campus Biomedico di circa 230.000 mc (quindi più grande della citata Sede BNL) sempre ad opera dell’Università La Sapienza;

- Accanto al Campus Biomedico verrà realizzato il Technopole, progetto per il quale sono stati stanziati fondi PNRR e che pertanto dovrà essere completato entro il 2026;

- Lo studio ABDR ha avuto dalle Ferrovie dello Stato l’incarico di progettare il “master plan” del nuovo Centro Direzionale Tiburtina. Il progetto presentato prevede la realizzazione di edifici per un totale di 248.700 mq di Sul, corrispondenti a più di 750.000 mc, quindi circa 4 volte la più volte citata sede BNL.

Vediamo ora altri  progetti urbanistici già approvati sul retro dell’Ospedale e Pronto Soccorso Sandro Pertini:

- Progetto F555, con 555 nuovi appartamenti di social housing;

- Progetto PRINT Pietralata. Nel caso venissero realizzate le 29 proposte dei privati, sarebbero costruite nuove residenze per una SUL di 68.637 mq, corrispondenti a  più di 1.000 nuovi appartamenti, ipotizzando un taglio medio di 65 mq;

- la costruzione di 67.000 mc di abitazioni (circa 350 nuovi appartamenti, ipotizzando un taglio medio di 65 mq) che verranno realizzati al posto del “Parco delle Acacie”, tra via Flora e Via di Pietralata.

Ebbene già questi progetti, con le decine di migliaia di persone che si aggiungeranno, andranno a quasi paralizzare la mobilità intorno all’Ospedale e Pronto Soccorso Sandro Pertini, che come noto presenta fortissime criticità. E’ ben nota la criticità rappresentata da Ponte Lanciani, dove addirittura è impossibile realizzare il passaggio pedonale, come richiesto da anni dai Comitati di Quartiere e dagli abitanti. Non c’è bisogno di spendere molte parole sulla criticità rappresentata dalla Tangenziale Est, da via Rodolfo Lanciani e da tutte le vie circostanti. Le criticità legate alla realizzazione dello stadio a Pietralata appaiono evidenti non solo per quanto riguarda la mobilità, come precedentemente evidenziato,  ma anche per quanto concerne  la sicurezza delle persone, specie negli spazi angusti delle stazioni della metropolitana, dove si addenseranno flussi enormi di persone e dove basterebbero delle scaramucce tra tifosi per scatenare il panico e resse pericolose. A questo punto sorge spontanea la domanda: ma come si può solamente pensare di aggiungere a tutti i progetti in programma precedentemente descritti anche  uno stadio di 60.000 spettatori?Tra l’altro uno stadio che funzionerà 365 giorni all’anno, sul tipo “parco divertimenti”  per rimborsare i debiti verso le banche e garantire adeguati rendimenti agli azionisti. Sempre da fonti giornalistiche si apprende infatti che lo stadio comporterà investimenti per “582,1 milioni di euro”, di cui “16,7 verranno investiti in opere pubbliche. Infine, un pacchetto da 75 milioni che comprende tributi e consulenze”. Si nota che le opere pubbliche rappresentino appena il 2,9% del totale, a fronte di spese per “tributi e consulenze” molto ragguardevoli.Dei 582,1 milioni, “150,6 milioni verranno messi dai Friedkin, mentre altri 436 saranno finanziati dalle banche”. Si tratta della classica operazione di “Project Finance”, in cui sarà il progetto stesso a rimborsare le banche finanziatrici ed assicurare adeguati rendimenti ai Friedkin. Sempre dalle dette fonti giornalistiche però si legge anche che “Per rientrare della spesa ci vorranno diversi anni: nei primi dieci, esclusi i primi due a introiti zero, la Roma prevede di incassare 69,8 milioni di euro a fronte di 12,2 milioni di costi sostenuti per la gestione quotidiana dello stadio”.Considerando gli interessi bancari ed i rendimenti degli azionisti il progetto dovrà produrre flussi di cassa ben superiori ad un miliardo di euro. Le partite non basteranno e sarà pertanto necessario che il “parco divertimenti” sia frequentato tutti i giorni da migliaia e migliaia di persone.Nell’Assemblea Pubblica è stata quindi ribadita da tutti gli oratori la richiesta di incontro/confronto al fine di informare la pubblica opinione, recependo le legittime richieste dei cittadini che hanno espresso preoccupazioni per gli evidenti e notevolissimi impatti che i progetti sopra elencati avranno con riguardo alla vivibilità delle aree su cui verranno realizzati i citati imponenti progetti urbanistici, tutti concentrati intorno ad un ospedale importante quale il Sandro Pertini, con un Pronto Soccorso  al servizio di un intero quadrante della città di Roma. 

02/12/2022 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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