È in pericolo la laicità dello Stato

La religione cattolica tornerà ad essere materia d'esame?


È in pericolo la laicità dello Stato Credits: https://www.flickr.com/photos/drs1ump/4515834209

C’è una questione che è esplosa quest’anno nelle scuole: riguarda la probabile presenza, a partire da quest’anno, dei docenti di Religione Cattolica come commissari nell’esame di Terza Media. Il decreto legislativo 62/2017 cambia, nei fatti ed in maniera radicale, quanto per anni disposto dal T.U. sulla scuola (d.l.gs. 297/1994, art. 185), ossia tra le materie d’esame non era compresa religione cattolica. Il 62/2017 abroga quelle norme del T.U. che specificavano le materie d’esame alle quali si riferivano i commissari esaminatori. Non vengono più specificate le materie d’esame e vengono indicati come commissari tutti i docenti della classe (e quindi anche il docente di r.c.).

Ciò in conseguenza della delega sulla valutazione prevista dalla Legge 107/15 (detta “buona scuola”) approvata poi autonomamente dal governo il 7/05/17.

Le associazioni che hanno promosso il documento allegato chiedono una Circolare Ministeriale che chiarisca se l’Irc è materia d’esame, e, se non lo è, a che titolo è presente il docente di r.c., e che tutela abbia chi non si avvale in sede d’esame, nel rispetto dei principi costituzionali di libertà di coscienza (Art. 19/Cost) e di libertà educativa dei genitori (Art. 30/Cost).

La norma suddetta crea inoltre diversi problemi di ordine organizzativo, a partire da un prevedibile rallentamento delle procedure d’esame, considerando il fatto che non di rado i docenti di Religione Cattolica hanno incarichi anche in 3 o 4 scuole, e che i docenti delle attività didattiche e formative, che sono state frequentate dai non avvalenti , sono impegnati anche come commissari nelle proprie discipline e che comunque ogni sottocommissione deve operare con la totalità dei suoi componenti.

È una strategia governativa per far tornare l’irc materia obbligatoria inserendo in modo surrettizio la r.c. come materia d’esame attraverso l’inclusione nella commissione d’esame del docente di R.C.??

Si tornerà ai tempi dell’”esonero” previsto dal Concordato del 1929?

Sono invitati associazioni, sindacati, partiti, cittadine e cittadini alla conferenza stampa che si terrà nella Sala Convegni CESV a Roma in via Liberiana 17 il 23 maggio 2018 alle ore 15:00 [Per contatti: - 349 7865685].

Com. Naz. Scuola e Costituzione-Com. Naz.“Per la Scuola della Repubblica”- Com. Bolognese Scuola e Costituzione- Manifesto dei 500- CRIDES (Centro di iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola)- Ass. Naz. Sostegno Attivo- Co.ge.de Liguria- Ass. Naz. Del Libero Pensiero “Giordano Bruno”- Com. Genovese Scuola e Costituzione- Coord. Genitori Democratici(CGD)- Movimento di cooperazione Educativa(MCE)-U.A.A.R.- FNISM- CIDI- Osservatorio Diritti Scuola Palermo-Fed. Chiese Evangeliche Italiane- Com. Insegnanti Evangelici Italiani- Com. Democrazia Costituzionale Roma

Docenti IRC commissari d’esame?

Il D.lgs 62/2017 stravolge tacitamente le disposizioni contenute nell’art. 185 comma 3 del D.l.vo 297/1994. Si tratta della sostituzione dell’elenco relativo alle materie d’esame all’Esame di Stato conclusivo della Scuola Secondaria di I°grado con la dicitura riferita a “tutti i docenti del Consiglio di Classe”. Tra le materie indicate nel D.lgs del 1994 non figurava l’Insegnamento della Religione Cattolica. E’ questa un’ultima trappola tesa dalla L. 107 /2015 che istituisce quella che è stata denominata “Buona Scuola”.

L’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media è l’ultimo atto di un processo sotterraneo – iniziato con il rinnovo del sistema concordatario – per recuperare all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche il ruolo di ”materia obbligatoria” con diritto all’esonero. Solo con difficoltà sono state introdotte norme e istituti per rendere effettiva la nuova facoltatività con la formulazione delle quattro alternative fra cui la frequenza di una reale materia alternativa. Nessuna promozione è stata fatta per informare le famiglie su tali alternative sulle quali, anche per la difficoltà a superare certe prassi e il timore di esporre i figli a discriminazioni, sono state esercitate, in particolare nella scuola primaria, ben poche opzioni.

A confermare il valore che la Scuola dello Stato attribuisce all’Irc si è introdotto il ruolo per i docenti chiamati ad impartirlo. Si sono dovute superare grandi difficoltà per l’anomalia di docenti assunti nei ruoli dello Stato ma designati da un’altra autorità che mantiene il diritto di revocarli dal loro servizio imponendo allo Stato l’obbligo di individuare una nuova sede in cui essi possano esercitarlo. È sembrato ovvio, senza esserlo, al MIUR che tali insegnanti, equiparati agli altri in ruolo per altre materie, possano essere chiamati a far parte delle Commissioni d’esame per gli esami di licenza media.

Le sottoscritte associazioni che si battono da anni per il rispetto della laicità della Scuola e dello Stato, si oppongono con forza a tale stravolgimento della Legge 121/1985, attuativa del Nuovo Concordato. Rivolgono pertanto al MIUR la richiesta urgente di chiarimenti indispensabili per insegnanti e famiglie di alunni e alunne in procinto di affrontare la prova del citato Esame:

  • L’IRC sarà materia d’esame? Se non lo sarà, a qual fine la presenza del docente? L’eventuale presenza di un docente di a. a. non si configura come discriminante nei confronti di coloro che hanno scelto attività di studio o di ricerca individuali o la non presenza a scuola durante l’Irc?
  • Nella prova d’esame, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di scrutinio, i voti sono soltanto numerici: è quindi prevedibile una valutazione numerica dell’IRC?
  • Il docente di R.C. nella votazione per promozione o bocciatura si comporta come previsto nel DPR 202/1990, ossia non vota se il suo voto fosse determinante?

Queste sono solo alcune delle ambiguità da chiarire. Il docente di R.C. non deve essere inserito nelle Commissioni d’Esame di III Media. Questa - lo ribadiamo - è la nostra posizione. Denunciare l’incongruenza di tale nuova norma diventa un’occasione per riproporre la necessità di rivedere l’intera normativa concernente l’Irc e di riproporne la collocazione fuori dell’orario ordinario delle lezioni.

Comitato Nazionale Scuola e Costituzione
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica
Manifesto dei 500
Ass.Naz. Sostegno Attivo
Cogedeliguria
Ass.Naz. del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Coordinamento Genitori Democratici (CGD)
Comitato Genovese Scuola e Costituzione
CRIDES (Centro di iniziativa per la difesa dei diritti nella scuola)
Movimento di Cooperazione Educativa (MCE)
U.A.A.R.
FNISM
CIDI
OSSERVATORIO DIRITTI SCUOLA
FCEI (Fed.Chiese Evangeliche It.)
Comitato Insegnanti Evangelici Italiani
Comitato Democrazia Costituzionale -Roma

19/05/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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