Proclamato lo stato di agitazione del personale delle sedi centrali del MIT

Contro la riorganizzazione del lavoro in atto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti


Proclamato lo stato di agitazione del personale delle sedi centrali del MIT

La RSU Sedi Centrali del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ratifica lo stato di agitazione del personale proclamato nell’assemblea del 22 maggio tenutasi a Via Caraci. Si è giunti alla proclamazione dello stato di agitazione vista la reticenza dell’Amministrazione a fornire i dati richiesti con riferimento alla organizzazione del lavoro. A fronte di una continua riduzione del personale, la confusione regna sovrana tra i lavoratori: non si sa più chi fa cosa (trasparenza zero). I dirigenti non rispondono o non vogliono rispondere per non evidenziare le contraddizioni.

La RSU Sedi Centrali rimanda al mittente una riorganizzazione che non parta dal basso (lavoratori) ma si sviluppa solo sulle poltrone a fronte di una progressiva perdita di funzioni che si trasferiscono dallo Stato ad agenzie e “strutture” con aggravio di spesa pubblica e con forti perplessità sulla effettiva capacità di controllo e vigilanza delle direzioni generali (dpcm riorganizzazione), che continuano ad essere depauperate delle necessarie professionalità.

La RSU Sedi Centrali rifiuta inoltre l’impianto e la modalità con cui è stato modificato il sistema di valutazione del personale MIT, che ha visto fortemente contrario anche il CUG rispetto ad una valutazione correlata alla presenza in servizio.

ASSEMBLEA DI TUTTO IL PERSONALE DELLE SEDI Caraci, Arte, Nomentana, Policlinico, Ciampino GIOVEDI’ 20 GIUGNO 2019 DALLE ORE 10 - 13 VIA NOMENTANA PARLAMENTINO IV PIANO (l’assemblea è autorizzata dalle 9 alle ore 14 per permettere di raggiungere la sede)

PER DAR FORZA ALLE AZIONI DELLA RSU E DECIDERE LE INIZIATIVE DA METTERE IN CAMPO. PARTECIPATE!

15/06/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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