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La nascita del Pcd’I con la scissione di Livorno va collocata nel contesto dell’Ottobre russo e degli altri avvenimenti mondiali pregressi (Grande Guerra) e contemporanei (fatti di Ungheria e Germania), nonché con il biennio rosso, l’avvento del fascismo e l’inadeguatezza politica dimostrata dal Psi. L’evoluzione della linea politica del nuovo partito è condizionata dalle differenze tattiche di Bordiga e Gramsci e dal rapporto con la III Internazionale.

Domenica, 07 Luglio 2019 05:13

Il centenario dell’internazionale comunista

La travolgente crisi che ha attanagliato il movimento comunista richiede una conoscenza scientifica e critica di questa storia, al fine di ricomporre la classe antagonista al capitale e diventare partito.
Prioritario per i comunisti è ricostruire, a partire dai luoghi di lavoro, le cellule della futura internazionale.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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