Sud-est di Milano: prima parziale vittoria nella lotta per il trasporto pubblico domenicale

Ripristinate "in via sperimentale" fino alla fine di ottobre le corse domenicali dei bus che collegano i centri della zona a Milano. La lotta paga, ma non deve fermarsi qui.


Sud-est di Milano: prima parziale vittoria nella lotta per il trasporto pubblico domenicale Credits: http://www.7giorni.info/search?k=autoguidovie

Con questo articolo vogliamo aggiornare i lettori sullo stato della lotta in corso nel sud-est milanese per riavere gli autobus la domenica nei nostri paesi (vedi il precedente pezzo pubblicato qui su LCF, dove si spiegavano le ragioni della vertenza , che a distanza di qualche mese sono più che mai attuali).

Oggi possiamo dire di avere ottenuto una prima vittoria: da metà agosto e fino a fine ottobre il servizio di trasporto domenicale nei nostri paesi è stato restituito. Tale risultato è figlio della costante mobilitazione sul territorio (una primavera fitta di cortei, presidi, petizioni) costruita dal “Comitato in difesa dei trasporti pubblici locali – Paullo”, di cui tanti compagni di Fronte Popolare fanno parte. Una vittoria parziale, è vero, in quanto queste corse sono (parola di gestore) “sperimentali”, quindi il gestore stesso e si riserva di prendere decisioni finali più in là.

Ma proprio perché il gestore ragiona in termini puramente imprenditoriali, pur ricevendo contributi pubblici, noi abbiamo tutti gli strumenti in mano per continuare a mobilitare cittadini e pendolari avendo sempre in bocca queste semplici parole: sui servizi pubblici non si deve far profitto, perché già paghiamo (e cari) i biglietti ed i vari abbonamenti.

Quindi, se la corriera oggi viaggerà tre mesi, noi proseguiremo tranquillamente e con maggiori energie la mobilitazione affinché tutti (a partire dalle istituzioni) si convincano che noi gli autobus la domenica li vogliamo tutte le domeniche dell’anno, festività comprese, perché la libertà di movimento in sicurezza sul territorio dello Stato è un diritto inalienabile di ogni cittadino.

Quali sono i motivi per cui siamo arrivati a questo primo risultato? Intanto siamo stati capaci di far funzionare e crescere il locale comitato di lotta per oltre un anno. E questo non è poco, in una fase storica e politica dove la società è quasi totalmente individualista, dove troppi, anche a sinistra si accontentano di far politica limitandosi ai facili proclami virtuali, trascurando il faticoso ma gratificante lavoro politico quotidiano sul territorio. Come comunisti abbiamo poi sempre tenuto conto dei “rapporti di forza”, ovvero evitando gli arrembaggi ma “dosando” costantemente nei mesi riunioni, ed azioni di lotta (cortei, presidi) e soprattutto programmando con largo anticipo in modo da arrivare alla data X ben preparati e con ampia diffusione. Pura organizzazione quindi.

Aggiungiamo poi che dentro a questa vertenza ci troviamo a dover ragionare in termini marxisti come non mai. Leggere documenti economici, confrontare le proprie azioni con quelle dei padroni e provare ad interpretare le loro scelte, studiare per elaborare l’evoluzione della lotta, queste sono le uniche strade per provare a vincere: quale migliore scuola della lotta pratica per accrescere le nostre capacità politiche?

Un altro aspetto curioso ed interessante di tutta la vertenza è la reazione dei media davanti ad essa. In un territorio dove oramai le lotte di piazza, i banchetti politici, i cortei sono eventi veramente rari (purtroppo questo triste scenario crediamo sia comune in gran parte d’Italia) la nostra vertenza guadagna una attenzione notevole. I giornali ci cercano costantemente, i titolisti per una semplice riunione di 10 persone in una saletta scrivono “Alta tensione a Paullo – si prepara l’autunno caldo”. Se da un lato ciò può portare a facili esaltazioni da parte di qualche militante dall’ altro la lotta ne guadagna tantissimo in termini di propaganda gratuita, considerando la cronica mancanza di risorse economiche per noi (ben comprendete quanto è dura a autofinanziarsi prima di stampare un manifesto volantino ecc).

In conclusione, sono sempre le cose semplici ma fondamentali quelle su cui si può costruire una vertenza che ottenga dei risultati: serietà, pazienza, capacità di interpretare la società dove ci si muove e, soprattutto, costanza, perché essa, alla fine, è ciò che attira le simpatie dei cittadini ed il rispetto delle controparti industriali, politiche ed istituzionali. Oggi possiamo ammettere che, in questo assurdo Bel Paese, c’è ancora la possibilità di lottare quotidianamente per gli interessi del popolo, e farlo seriamente alla faccia di quanto ci è stato inculcato negli ultimi 30 anni dal pensiero dominante: da un lato ci sono i “popolani della rete”, ed i “telefonatori di gabibbi”, dall’altro i comunisti, che la rete la usano per la propaganda ed il resto del tempo lo passano a riunirsi, studiare, scendere in piazza ed ogni tanto, come stavolta, ottenere qualche piccola vittoria.

Seguiteci ancora quindi! Ai lombardi chiediamo di darci una mano concreta, partecipando magari ai prossimi cortei… al resto del mondo chiediamo invece di aiutarci a diffondere le nostre ragioni: la pagina FB di riferimento è COMITATO PENDOLARI IN LOTTA – PAULLO, e la mail .


L’autore e Segretario della sezione di Milano di FRONTE POPOLARE

01/09/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: http://www.7giorni.info/search?k=autoguidovie

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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