Elezioni 2018: dai potere al popolo!

La prima assemblea romana di potere al popolo si è tenuta il 28 novembre presso l’occupazione abitativa di viale delle Province.


Nel video gli interventi di Francesca Fornario (giornalista indipendente), Marina Boscaino (movimento per la LIP scuola), Francesco Della Croce (membro della giovanile del PCI) e Francesco Locantore (di Sinistra Anticapitalista). Alba Vastano ha letto l’intervento de la Città futura che qui riproponiamo.

Lo scorso 18 novembre al Teatro Italia abbiamo assistito a un evento importante. L’ampia partecipazione di lavoratori e lavoratrici, di organizzazioni politiche anche molto diverse tra loro, ma anche di singoli militanti e persone interessate, sta a testimoniare la consapevolezza di dovere affrontare con ogni mezzo possibile tutta la drammaticità di una fase in cui gli attacchi contro il mondo del lavoro e il welfare si moltiplicano a dismisura e si radicalizzano sempre di più, avvantaggiati dall’assenza di un movimento conflittuale organizzato dei subalterni e dalla frammentazione delle forze sindacali. I vertici di alcune delle quali si continuano a macchiare di complicità con le misure di macelleria sociale che sono state ampiamente denunciate dall’assemblea di Potere al Popolo.

Abbiamo inoltre ribadito in quella sede la totale assenza di forze politiche di carattere quantomeno socialdemocratico in grado di intercettare un blocco sociale e rivendicare riforme di tipo antiliberista. Ѐ evidente, infatti, che in questo Paese le forze comuniste sono disgregate e ininfluenti ma, allo stesso tempo, non esistono nemmeno forze autenticamente socialdemocratiche nel senso appena detto. MDP, ad esempio, è guidata da individui quali D’Alema e Bersani che, oltre ad aver sostenuto le peggiori politiche neoliberiste del governo Renzi e Gentiloni, hanno in passato sostenuto le più scellerate liberalizzazioni nei settori strategici e attaccato i diritti della classe operaia. Ѐ esattamente ciò che intendono riproporre nella fase attuale, contribuendo a portare i lavoratori di questo paese in un baratro ancora più profondo e i giovani verso la più completa e angosciante assenza di prospettive.

A proposito di “teatrini non si può che essere lieti del naufragio di quella ennesima farsa, pronta a porgere il braccetto ai signori di MDP eccetera, rappresentata dal Brancaccio. Questa cosa ha tolto alcuni di noi dall’imbarazzo di dover perdere tempo a spiegare a quei signori che il cambiamento non avviene nei salotti tv o sulle comode poltrone. Cambiamento che deve determinarsi in momenti conflittuali di piazza al fianco dei lavoratori e degli studenti in lotta. Negli scioperi, mediante chiare parole d’ordine non solamente contro il governo e i vari opportunisti che lo sostengono da sempre, ma soprattutto contro l’intero sistema capitalista che va sradicato, perché mentre cede sotto il peso delle proprie stesse storture e contraddizioni, colpisce tutti noi con più violenza per cercare di arrestare o lenire la propria agonia.

Per questo motivo riteniamo fondamentale l’intento di questa lista di ridare voce, potere e rappresentanza diretta alle lavoratrici e ai lavoratori di questo paese e sosteniamo e auspichiamo una prosecuzione del progetto in questa precisa direzione. La Città Futura saluta, quindi, con grande entusiasmo questo percorso. Ci auguriamo di dargli voce, nell’assenza tombale di un pensiero critico alternativo a quello dominante in questo paese. Ci auguriamo possa rivelarsi il più efficace possibile, perché saranno i lavoratori a costruirlo. Ci auguriamo possa essere il più unitario possibile, perché deve rappresentare un primo, fondamentale, passo per realizzare quella comunanza e quella organizzazione che possa portare, finalmente e il prima possibile, il popolo verso una rotta completamente nuova, completamente nostra.

09/12/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Beniamino Caputo

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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