Le idee non si possono uccidere. Intervista a Blandine Sankara

I paesi imperialisti proteggono Compaoré e i militari golpisti e foraggiano i gruppi jihadisti favorendo la destabilizzazione del paese che ancora trova nella figura di Thomas Sankara il simbolo del proprio riscatto


Il 12 giugno abbiamo partecipato ad una bella iniziativa organizzata da Nodo Sankara a Casale Garibaldi, un centro di prevenzione psicosociale che offre gratuitamente interventi specifici per persone migranti, fitto di testimonianze e preceduto dallo spettacolo teatrale “Faden Kele, guerra fratricida” con Abou Touré. L’iniziativa ha visto la partecipazione di Blandine Sankara, sorella del grande presidente rivoluzionario del Burkina Faso,Thomas Sankara, ucciso in circostanze ancora sconosciute nel 1987 dopo appena 4 anni di presidenza, da mandanti noti - i poteri imperialisti, con al primo posto la Francia - che resero possibile il colpo di stato dell’allora vice-presidente, Blaise Compaoré.

Abbiamo intervistato Blandine che ha raccontato come l'esperienza rivoluzionaria del popolo dell’Alto Volta metteva in pratica la promessa scritta sul nome con cui avevano appena battezzato il nuovo paese: Burkina Faso, che significa “paese degli uomini integri”. Attraverso la democrazia diretta ogni realtà sociale e lavorativa metteva in campo la sua esperienza e la sua capacità per pianificare insieme la costruzione del paese nuovo che di fatto usciva da una colonizzazione millenaria.

Blandine ci ha anche portato la testimonianza di come i 27 anni di dittatura del traditore Compaoré abbiano annientato, pezzo dopo pezzo, tutto ciò che si era riusciti a costruire ed ottenere con la rivoluzione. Senza riuscire però ad annientarne il ricordo: le rivolte spontanee del 2014 che costrinsero il dittatore all’esilio hanno avuto come simbolo inequivocabile la figura di Thomas Sankara.

Infine Blandine Sankara ci ha descritto la complessa realtà politica e sociale del Burkina Faso di oggi, e di come questo piccolo paese dell’Africa Sub-Sahariana sia ancora di estremo interesse degli Stati imperialisti che da un lato proteggono Compaoré e i militari golpisti, e dall’altro foraggiano i gruppi jihadisti, favorendo la destabilizzazione del paese.

A margine dell’iniziativa abbiamo intervistato brevemente Blandine Sankara.

Maggiori informazioni:

http://www.strisciarossa.it/lafrica-e-i-suoi-sogni-in-nome-di-sankara-parla-la-sorella-blandine/

https://www.lacittafutura.it/esteri/uno-sguardo-al-continente-africano-nel-ricordo-del-rivoluzionario-thomas-sankara-e-delle-sue-battaglie

https://www.lacittafutura.it/dibattito/rivoluzione-africana-e-lacrime-compassionevoli-il-diritto-di-non-emigrare

03/08/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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