Appello alla mobilitazione unitaria nelle scuole

Serve un vero fronte sindacale unitario in grado di coinvolgere la maggior parte dei lavoratori e degli studenti.


Appello alla mobilitazione unitaria nelle scuole

Si sono da poco conclusi gli scioperi della scuola dell’8 marzo e del 17 marzo, indetti per contrastare le deleghe alla legge 107. Scioperi il cui esito, non propriamente incoraggiante, è stato il segnale della preoccupante fase di passività in cui versano i lavoratori e le lavoratrici dell’istruzione nella lotta contro la sedicente “buona scuola”.

La scarsa adesione registrata (meno del 5% in entrambe le date di sciopero) però, mette anche in evidenza i limiti delle modalità di lotta sin qui messe in campo dalla CGIL e dal Sindacalismo di Base che, nonostante la gravità della situazione attuale, hanno deciso di scendere in piazza non solo in giornate differenti, ma a pochi giorni l'una dall'altra.

Come lavoratori autoconvocati della scuola pensiamo invece che ci sia un estremo bisogno di unità nella lotta.

Nelle scuole, nonostante le critiche severe che tutti i lavoratori e le lavoratrici fanno alla L.107, si registra un vero senso di impotenza, che può realisticamente essere superato solo attraverso la ricostruzione di un vero fronte sindacale unitario, in grado di coinvolgere e far scendere in piazza la maggior parte dei docenti, degli ATA, degli studenti.

Per questo motivo lanciamo un nuovo appello a tutti i lavoratori e le lavoratrici, alla CGIL, ai Sindacati di Base e a tutte le realtà di movimento per un nuovo confronto, teso alla costruzione di una manifestazione unitaria contro le deleghe, contro la "buona scuola" e per un adeguato rinnovo del CCNL, prima della definitiva approvazione delle deleghe (prevista per metà aprile).

Pensiamo che di questo rilancio orizzontale e unitario del movimento della scuola ci sia davvero bisogno.

L'unica lotta davvero persa è quella che non si combattei!

01/04/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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