Petizione online contro il caro bollette

Una petizione contro il drammatico rialzo delle bollette della luce e del gas, a fianco delle famiglie e dell’intero mondo del lavoro italiano, contro le sanzioni economiche alla Russia imposte dagli Usa che determinano la crisi energetica.


Petizione online contro il caro bollette

PETIZIONE ON LINE

CONTRO IL DRAMMATICO RIALZO DELLE BOLLETTE, A FIANCO DELLE FAMIGLIE E DELL’INTERO MONDO DEL LAVORO ITALIANO, CONTRO LE SANZIONI ECONOMICHE ALLA RUSSIA CHE DETERMINANO LA CRISI ENERGETICA

Dopo la fase durissima del lockdown ora è la “crisi energetica”, in Italia con ben più violenza che altrove, ad abbattersi sui lavoratori e le lavoratrici, sulle famiglie, sui consumatori, sulle aziende artigiane, sui bar, i ristoranti, i negozi, sugli alberghi e sui bed&breakfast, sulle piccole, medie e anche grandi imprese.

Dopo le lunghe chiusure decise dai governi per la pandemia, che hanno portato alla crisi e alla conseguente cessazione di circa 300mila attività commerciali in Italia (senza che mai si sia concretizzato un adeguato e serio aiuto dallo Stato, sia per il riavvio delle attività che per una soluzione occupazionale ai lavoratori del commercio finiti sul lastrico), ora sono le altissime tariffe della luce e del gas a mettere di nuovo in ginocchio le famiglie, il mondo del lavoro complessivo, i consumatori, le imprese, innanzitutto quelle più piccole che non possono reggere l’urto pesantissimo della crisi.

Anche nel caso della crisi energetica, lo Stato non è certo venuto incontro alle famiglie, alle attività commerciali e ai lavoratori del trasporto e neppure una misura relativamente semplice come la riduzione dell’aliquota Iva sulle bollette elettriche e del peso di accise ed Iva sui carburanti è stata portata a termine.

È stato lo stesso governo Draghi ad affermare che il costo delle bollette luce e gas, nella crisi ucraina, sarebbe cresciuto mediamente del 40%. Ed è stata la Confcommercio, in collaborazione con Nomisma, non solo a ribadire che il 40% sarebbe stato l’aumento medio delle bollette, ma ad aggiungere che la bolletta italiana sarebbe stata quasi doppia rispetto alla Francia e di circa il 20% più alta di quella della Germania.

I lavoratori e le lavoratrici, le famiglie, i consumatori, le attività commerciali e le piccole e medie imprese – soprattutto – ora attendono con terrore l’arrivo delle bollette del prossimo autunno 2022.

Il problema delle nuove bollette si assommerà a quello dei salari e degli stipendi, che in Italia sono i più bassi di tutta l’Ue; si assommerà, nelle famiglie, al tasso altissimo di disoccupazione e precarizzazione e al livello miserabile di tante pensioni; si assommerà, nel mondo delle attività commerciali, alla crisi durissima del lockdown e alla grande restrizione delle vendite in virtù dell’espansione della povertà.

Una delle cause conclamate dell’aumento delle bollette luce e gas - oltre a quella, in Italia, della speculazione finanziaria dei titoli energertici a seguito delle grandi privatizzazioni - è sicuramente relativa alle sanzioni economiche contro la Russia che gli Stati Uniti d’America hanno fortemente voluto e imposto all’Ue (nel doppio obiettivo di mettere in crisi sia l’economia russa che quella dell’Ue).

Le sanzioni economiche contro la Russia sono state di mese in mese più dure raggiungendo, peraltro, un solo risultato: un grande taglio di fornitura energetica da parte della Russia ai Paesi dell’Ue. 

Oltre al risultato strategico, perseguito dagli Usa, di sostituire nei mercati europei il gas russo con quello nordamericano.

Il taglio delle forniture gas da parte della Russia, come unica risposta possibile da parte di Mosca alle pesantissime sanzioni economiche Usa-Ue, è tra le cause decisive del grande aumento del costo del gas e delle bollette luce e gas in Europa e in Italia.

Non entriamo in questa sede nell’analisi del conflitto in Ucraina: ricordiamo solo che la Nato, ben prima dell’intervento militare russo, aveva accerchiato militarmente la Russia, dal Polo Artico sino alla Georgia e che l’Ucraina, sostenuta dalle forze nazifasciste, aveva schierato sui confini russi, come una grande minaccia militare, ben 250mila soldati, tra esercito e battaglioni nazifascisti. Come ha affermato Papa Francesco, “la Nato abbaiava sui confini russi”. 

La potente minaccia militare voluta dagli Usa e dalla Nato ora prosegue, attraverso le sanzioni contro Mosca, in forma di potente minaccia economica.

Le sanzioni economiche contro la Russia danneggiano inannzitutto l’economia europea, che priva della fornitura energetica russa entra in una crisi profonda, crisi economica dell’Ue che è peraltro uno degli obiettivi dell’economia nordamericana, che non vuole far crescere un possibile antagonista economico come l’Ue.

Tra le economie europee, la più colpita è quella italiana e dunque, tra tutti i popoli dell’Ue, è quello italiano il più colpito.

Occorre innanzitutto, sia per evitare un’ulteriore e drammatica crisi dell’intero mondo del lavoro italiano (dal lavoro salariato a quello del commercio), che l’Italia non partecipi più alla nefasta politica Usa delle sanzioni contro la Russia, per un superamento delle sanzioni che, peraltro, favorirebbe di molto una soluzione diplomatica della crisi ucraina.

Per tutte queste ragioni, la rivista on line “CUMPANIS” lancia una campagna popolare di raccolta firme 

PER LA DIFESA DEL LAVORO COMPLESSIVO IN ITALIA, CONTRO LE SANZIONI ECONOMICHE ALLA RUSSIA, PER RAGGIUNGERE PRESTO UNA VIA DIPLOMATICA PER LA RISOLUZIONE DELLA CRISI UCRAINA

PER ADERIRE

https://chng.it/t6vXNj7YGf

30/07/2022 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Cumpanis

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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