Articoli filtrati per data: Luglio 2026
VENERDI 21 marzo ore 17.30 circolo Arci Concetto Marchesi via del Frantoio 9C Roma --- BASTA ARMI---
Dopo la caduta di Assad, la Siria è finita sotto il controllo di Al Jolani e delle milizie di HTS, con il sostegno della Turchia. Gli alawiti, perseguitati, hanno chiesto aiuto a Israele, mentre i curdi del Rojava sono stati costretti a un accordo sfavorevole. La regione resta instabile, con nuovi conflitti all’orizzonte.
L’inizio della guerra che cambiò il medio oriente e le cui conseguenze ancora operano. Non tutto fu perfetto nell’esercito israeliano
Nel contesto della crescente corsa al riarmo e della prospettiva di una imminente guerra contro la Russia, i comunisti tedeschi denunciano il progetto di Friedrich Merz, reo di tradire i principi di pace e solidarietà a favore del profitto bellico.
Trattative segrete tra Russia e USA per la pace in Ucraina, ma l’Europa e Kiev remano contro. Il riarmo europeo è un’illusione pericolosa e la dottrina russa cambia gli equilibri globali.
Il 15 Ottobre a piazza Barberini si manifesta per la pace mentre a piazza del popolo per la guerra. In che piazza stai?
A parole tutti sono contrari alle mutilazioni genitali femminili. Si riporta l’analisi del fenomeno, i dati disponibili e le attività di contrasto messe in atto. L’ONU dovrebbe impegnarsi maggiormente per contrastare il fenomeno.
Invitiamo il Sindacato a non prestarsi a quest’ambigua manipolazione che andrebbe a totale svantaggio dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresenta.
ReArm Europe. Un piano da 800 miliardi per riarmare l'Europa è questa la ragione per cui scendere in piazza?
L'appello di Michele Serra a sostegno di questa UE equivale ad un appello per sostenere il riarmo e la guerra.
E’ opinione diffusa che esista il solo imperialismo statunitense e che l’Italia sia un’appendice coloniale degli Stati Uniti. Tale tesi, trascurando i fondamenti economici dell’imperialismo e il compromesso politico tra le classi dirigenti, conduce a ipotesi politiche nefaste contrarie a una prospettiva rivoluzionaria.
Ordini esecutivi a raffica, nomine di persone discutibili, decisioni affrettate e incoerenti, interventi a gamba tesa su media, economia, politica interna ed estera. Ma il presidente Trump sta davvero demolendo la democrazia americana?
Dopo cinque mesi di intense contrattazioni post-elettorali, l’Austria accoglie un nuovo governo di centro-sinistra, figlio di un accordo che esclude l’estrema destra. Tra continuità neoliberista e proposte di riarmo, il nuovo governo è oggetto della dura critica del Partito Comunista.
L’appello per l’Europa di Michele Serra equivale dunque esattamente al tentativo di formare un consenso di massa intorno al piano di guerra elaborato da Draghi. Non è altro se non questo. Va boicottato e, se possibile, qualora ci fossero le forze, contrastato con un contro-presidio, sventolando le bandiere della pace.
Le elezioni federali del 23 febbraio hanno assestato un duro colpo al panorama politico tedesco, nonostante la tenuta della CDU. In un contesto di crisi economica e stagnazione istituzionale, il BSW di Sahra Wagenknecht emerge come unica alternativa autentica e innovativa.
Giovedì 27 febbraio i magistrati hanno incrociato le braccia a difesa della Costituzione e contro la separazione delle carriere voluta dalla maggioranza di centrodestra in Parlamento. Ma la riforma è solo un modo per mettere il bavaglio ai magistrati o un giusto intervento contro privilegi e potere?
Analisi del documento politico di “Prospettiva Unitaria” con osservazioni su alcuni punti. In evidenza i fallimenti del “Centralismo democratico” e la necessità di un’alternativa per dare risposte a tanti comunisti in diaspora da decenni.
Trump ha spazzato via, con un solo discorso, tutta la retorica guerrafondaia sull’Ucraina che ha dominato gli ultimi tre anni. La classe dominante in Germania però sembra intenzionata a non seguire su questo piano l'imperialismo nordamericano. Ma a quale scopo? Proprio da qui vogliamo partire, visto che le vicende sono sempre molto intrecciate, per analizzare le recenti elezioni in Germania, ringraziando per la disponibilità l’ingegnere e attivista berlinese Nicola Carella, che segue da vicino le dinamiche della Repubblica Federale.