Solo l’analisi approfondita può farci comprendere a cosa veramente tende un’organizzazione politica, anche senza saperlo.
Analizziamo il periodo che va dal 1500 al 1640, dallo sbarco in Brasile alla pace che ristabilisce il controllo portoghese dopo la conquista olandese.
La svolta a destra in Brasile avviene in un continente scosso da sconvolgimenti economici e crisi sociali e politiche di dimensioni ed origine internazionali.
Il nuovo governo eletto in Brasile tira giù la maschera democratica e colloca quella fascista.
La vittoria di Bolsonaro si inserisce in un quadro di profonda crisi del PT provocata dal suo atteggiamento riformista. Solo l’alleanza strategica tra operai e contadini può far ripartire la sinistra brasiliana.
Una sconfitta politica e ideologica di dimensioni catastrofiche per la sinistra del paese e per il movimento popolare.
Sabato, 03 Novembre 2018 19:41

La resistibile ascesa della destra radicale

Solo rilanciando un programma e una prassi per un superamento in senso socialista della crisi del capitalismo sarà possibile arrestare la resistibile ascesa della destra radicale.

Bolsonaro espande ogni giorno la sua base di sostegno politico, nell’assenza dei partiti, nella direzione di un chiaro cesarismo regressivo.

A pochi giorni dalle elezioni intervistiamo il professore Marcos del Roio, importante intellettuale brasiliano.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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