La transizione dalla società socialista alla società comunista è resa possibile dal compimento e conseguente superamento dialettico della democrazia.
Sabato, 09 Marzo 2019 21:05

I comunisti e la questione nazionale

La duplice lotta dei comunisti contro le posizioni dei social-sciovinisti, che nei fatti sostengono il proprio imperialismo, e dei critici del diritto all’autodeterminazione nazionale dei popoli da posizioni cosmopolite, oggi reazionarie.
Sabato, 02 Marzo 2019 14:17

Lenin e la rivoluzione culturale

Senza passare dalla rivoluzione politica e sociale alla altrettanto necessaria rivoluzione culturale, volta a creare l’uomo nuovo, non sarà possibile realizzare l’effettivo passaggio del potere al proletariato.
Sabato, 23 Febbraio 2019 22:09

Lenin e la lotta al centralismo burocratico

I mezzi necessari a contrastare la tendenza alla burocratizzazione delle funzioni direttive sono, in primo luogo, l’ispezione operaia e contadina, in secondo luogo la formazione costante di chiunque abbia ruoli dirigenziali.
Lenin pone l’accento sulla necessità che la nuova classe dirigente, nella fase della transizione al socialismo, contrarsi in ogni modo la tendenza a svolgere tale funzione in modo burocratico.
Il superamento della società capitalista e la costruzione di una società socialista si lega alla questione della formazione delle avanguardie e, più in generale, degli intellettuali.
L’esigenza di estendere la disciplina del lavoro all’intera società quale tappa necessaria per ripulire radicalmente la società dalle brutture e dalle ignominie dello sfruttamento capitalistico.
Le diverse fasi, in un paese arretrato e isolato, necessarie a realizzare la transizione alla società comunista.
L’attitudine estremistica di pretendere che la prassi si conformi in tutto e per tutto alla teoria porta i dottrinari a considerare ogni prassi un tradimento del marxismo.
L’imprevisto successo della rivoluzione in oriente e la sconfitta in occidente ha reso necessario ripensare a fondo la tattica per la transizione al socialismo in un paese solo e arretrato.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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