Intervista al compagno Kirill Vasilev, membro del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista Unito (OKP) russo.
Sabato, 23 Giugno 2018 21:11

Il ponte tra Russia e Crimea

Il ponte di Kerch, lungo 19 chilometri, che unisce la Crimea e la Russia, è realtà.
Sabato, 23 Dicembre 2017 19:12

Cosa sono il Bitcoin e le criptovalute

Cresce il numero delle persone allettate dagli enormi guadagni delle cripto-valute, ma quanti conoscono i Bitcoin?
Sabato, 24 Dicembre 2016 12:00

Come sta l'economia russa?

Gli analisti economici e di geopolitica a confronto sugli scenari di crescita per l’economia russa
Un parolaio rosa pallido e l’auspicabile eccesso di miele. Impazzita la maionese dei consensi: da Mattarella a Benigni, da Obama a Putin, da Scalfari a Netanyahu. L’Italia trema al centro, crolla all’estero.

Negli Stati Uniti il nuovo “pensiero collettivo” sottolinea che il presidente russo Putin non ha mantenuto la sua promessa di attaccare soltanto lo Stato Islamico, visto che i suoi aerei di guerra hanno colpito altri obiettivi dei ribelli in Siria.

 

I venti di guerra che nel corso delle settimane scorse avevano preso a soffiare impetuosi sulle nostre teste si sono apparentemente attenuati. La brace continua ad ardere sul fondo dei due più pericolosi focolai, ma l’incendio non è divampato. Sul fronte continentale c’è una fragile tregua, concordata con Putin nel summit di Minsk da Merkel e Hollande, in assenza di Obama

Putin non è un tenerello e sollecita sentimenti estremi: amore odio. Al potere dal 1999 da premier o come presidente, ha combattuto e vinto molte battaglie giocando duro. Ma “il delitto del ponte”, come lo chiama Gorbaciov, è altra cosa. “E’ un tentativo di spingere la situazione verso una complicazione, forse anche di destabilizzare il Paese, di rafforzare l’opposizione” afferma Gorbaciov, indicando una mano esterna al Cremlino e forse anche alla Russia stessa.

Domenica, 23 Novembre 2014 00:02

Le mani di UE e Nato sull’Ucraina

Torna la guerra fredda tra est ed ovest? Un paese diviso in tre e indebolito dalla dissoluzione dell'Urss è alle prese con il sottosviluppo, lo strapotere degli oligarchi, le ingerenze di UE e USA e la difesa da parte della Russia della propria sfera di influenza e di interessi.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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