Il 4 dicembre ha perso il potere bulimico dell’uomo solo al comando, stoppato dal voto plebiscitario di un Paese stanco di soprusi e inganni
Sul referendum Renzi usa lo spauracchio dello spread. Ma è lui ad avere paura, perché lo spread che sale indica il fallimento della sua politica e la sua prossima sconfitta il 4 dicembre
Comunque vada, il 4 dicembre nella sinistra nulla sarà come prima.
Dal “no” alla deforma Renzi, attraverso il voto del 4 dicembre, al no contro precarietà, disoccupazione e bassi salari, attraverso il conflitto sociale
Sabato, 12 Novembre 2016 10:04

Non basta votare NO!

Votare NO alla deforma costituzionale non cancella i cambiamenti socio-economici che l’hanno determinata, né può costituire un alibi per giustificare lo scarso attivismo nei luoghi di lavoro e nelle piazze
Un parolaio rosa pallido e l’auspicabile eccesso di miele. Impazzita la maionese dei consensi: da Mattarella a Benigni, da Obama a Putin, da Scalfari a Netanyahu. L’Italia trema al centro, crolla all’estero.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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