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Sabato, 13 Luglio 2024 01:50

Chi vuole uccidere il reato di tortura?

Un disegno di legge presentato in Senato vuole abrogare il reato di tortura. Possibili conseguenze e soluzioni costituzionalmente orientate a difesa dei cittadini e dello Stato repubblicano.  

La vicenda di Ilaria Salis antifascista e anarchica è al centro del dibattito nazionale ed europeo, ed è divenuta fortemente simbolica. Non è ammissibile che sia pubblicamente insultata e minacciata da un ministro come Salvini, imputato a Palermo per gravi reati connessi alla sua disumana politica di chiusura dei porti.

Un nuovo barlume di speranza spunta dalla Svizzera per Julian Assange, che rimane detenuto e torturato nelle carceri britanniche e con la minaccia che una sua eventuale scarcerazione finisca in un assassinio da parte dei servizi segreti americani.

La storia di Stefano Cucchi. Torture all’arresto, in carcere e morte all’ospedale “Sandro Pertini”.

“Ho assistito, in Parlamento, a dibattiti sconvolgenti. Ho sentito parlamentari dire che non può essere punita la sofferenza psichica prodotta dalla tortura. O che la tortura, per essere tale, deve essere ‘reiterata’. Abbiamo sentito il governo spiegare che in Italia manca un reato specifico, perché la tortura è ‘lontana dalla nostra mentalità’”.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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