Dietro l’assurda criminalizzazione dei lavoratori come responsabili dei debiti e delle disfunzioni dell’ATAC, si nascondono le colpe di politici e amministratori delegati dell’ultimo quindicennio. Dal circolo vizioso dei prestiti bancari al clientelismo con cui è stata inzeppata l’azienda con centinaia di persone inutili, per di più appaltando le lavorazioni a costi esorbitanti. Ecco come si distrugge la più grande azienda di trasporto pubblico locale in Italia.
L’esito della vicenda greca ha scatenato anche in Italia un’importante discussione che sta dividendo la sinistra di alternativa e che allude a importanti discriminanti di linea politica sull’atteggiamento da tenere nei confronti di questa Europa a trazione tedesca. Non v’è dubbio che questo esito non lascia le cose com’erano ma crea le condizioni per uno di quei salti che in ambito politico mutano la quantità in qualità.
Ttip, aumentano le incertezze sulla sua approvazione
di Fabio SebastianiLa posizione del Governo italiano nella vicenda greca
di Carlo SeravalliLa verità è ancora rivoluzionaria? Lenin, Tsipras, la tragedia dell’azione e noi
di Renato CaputoAltro...
Interrogativi sulla transizione cubana (seconda parte di due)
di Alessandra CiattiniProsegue la riflessione, avviata nello scorso numero, nata dalla conferenza dell’antropologo Pablo Rodríguez Ruiz sulla società cubana e sulle trasformazioni in corso nell’isola caraibica che gettano luci e ombre sulla vicenda del recente “riavvicinamento” con il nemico numero uno a stelle e strisce.
Nei decenni seguiti all’89-91, mentre la sinistra ha fatto fin troppo per farsi del male, il dibattito sul pacifismo e la non-violenza è stato progressivamente egemonizzato ed identificato con altre correnti di pensiero, in particolare quelle teorizzate da Gandhi e da Capitini, nonostante le loro ambigue radici
La stretta di mano di Vienna potrebbe cambiare molte cose anche per la Siria. Da quattro anni nel piccolo Paese arabo si vive, e spesso si muore, a causa di una guerra civile che sempre più si sta trasformando in una spietata guerra di conquista da parte di milizie di predoni armati e addestrati da potenze straniere (oltre 191mila vittime fino all'agosto dello scorso anno, secondo dati delle Nazioni Unite, e 10 milioni e mezzo di siriani tra sfollati e fuggiti in altri paesi su 23 milioni 695mila abitanti complessivi).