Aspettando il festival del film di Locarno 2019

Settima edizione per l’evento primaverile del Locarno Film Festival “L’immagine e la parola” dal 29 al 31 marzo 2019.


Aspettando il festival del film di Locarno 2019

LOCARNO. Un appuntamento tra i più attesi nel panorama delle manifestazioni internazionali dedicate ai festival cinematografici è quello che si svolge a Locarno ad agosto 2019, dal 7 al 17. Le varie sezioni del Locarno Film Festival sono seguite da sempre più numerosi critici e appassionati di cinema. La piazza Grande della città svizzera diventa tutte le sere un frequentato salone con lo schermo più ampio d’Europa, alto come un vicino palazzo di sei piani. Il concorso internazionale, quello dedicato ai giovani cineasti, la sezione che si occupa degli incontri tra produzioni di Paesi emergenti e major internazionali, riempiono una quindicina di ore ogni giorno del festival che con Berlino, Cannes e Venezia rende onore all’arte cinematografica.

Da sette anni gli organizzatori di Locarno promuovono un evento primaverile, “L’immagine e la parola” , che quest’anno si terrà dal 29 al 31 marzo. Esplorando nello scambio tra maestri e discepoli, roteando attorno alla relazione che diventa fertile terreno per il processo creativo, il programma di questa settima edizione de L’immagine e la parola” si svolgerà nella sala del cinema Gran Rex, uno dei siti del successivo Festival di agosto.

In un momento in cui si assiste spesso insufficienti alla fragilità delle relazioni umane e cresce la sfiducia nel futuro, il Locarno Film Festival ha scelto di puntare sulla centralità dello scambio culturale che da sempre avviene tra diverse generazioni. In particolare, il rapporto tra maestri anticonformisti e discepoli curiosi è comune denominatore degli ospiti invitati quest’anno. Dal cineasta ungherese Béla Tarr, che ha abbandonato la regia per dedicarsi all’insegnamento e che terrà qui a Locarno uno dei suoi prestigiosi Workshop, all’omaggio a Bernardo Bertolucci, autore che ritornò con i suoi ultimi film proprio sulla riflessione dedicata all’adolescenza, fino alle “giovani parole” della drammaturga e poetessa Mariangela Gualtieri che si riflettono nel ritratto realizzato dalla Film-maker ventenne Ana Shametaj. Si tratta di tre esploratori della contemporaneità che non si sono stancati di sondare i confini dell’arte, tirandone fuori la forza per le future generazioni.

L’ospite principale di questa edizione è Béla Tarr che sarà a Locarno per inaugurare “L’immagine e la parola” presentando Werckmeister Hármoniák  (Le armonie di Werckmeister, 2000), il suo capolavoro che trasfigura il disorientamento della società post-comunista – a partire dal romanzo dello scrittore ungherese László Krasznahorkai – in una potente allegoria sull’ordine del mondo. Il regista, di cui sarà anche proiettato A torinói ló  (Il cavallo di Torino, 2011) una folgorante riflessione che parte dalle teorie di Nietzsche per trasfigurarle in una parabola visionaria scolpita nel tempo, resterà sul territorio locarnese nei giorni successivi alla manifestazione per svolgere il suo workshop Mountains–Loneliness–Desire, durante il quale girerà un film sulle montagne del territorio insieme a una decina di giovani cineasti internazionali. Il progetto è ideato e sostenuto da Locarno Film Festival e CISA (Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive) con il supporto della Ticino Film Commission.

Spazio di “L’immagine e la parola” a Bernardo Bertolucci, un maestro del cinema caro al Locarno Film Festival che lo premiò con il <Pardo d’onore> nel 1997: una serata sarà dedicata al suo ricordo con la proiezione dello struggente  Io e te (2012), in cui interverranno il pluripremiato montatore Jacopo Quadri e il critico cinematografico del <Corriere della Sera> Paolo Mereghetti, che nel pomeriggio alla Biblioteca Cantonale di Locarno presenterà l’ultima edizione del suo <Dizionario dei film> (Baldini Castoldi), un’opera colossale che unisce l’erudizione della materia (più di 30.000 film recensiti) con un versante ludico (le celebri stellette).

“L’immagine e la parola” si è contraddistinta già dal suo nascere per la ricerca di connessioni tra arti differenti. Quest’anno, per la prima volta, apre le porte alla poesia invitando Mariangela Gualtieri, fondatrice della compagnia Teatro Valdoca insieme a Cesare Ronconi. Domenica 31 marzo al pomeriggio sarà protagonista del rito sonoro Bello Mondo, in cui leggerà i testi tratti dalla raccolta Le giovani parole (Einaudi). Di seguito si terrà la prima internazionale del film Gli indocili di Ana Shametaj, racconto di formazione di una decina di attori ventenni che scopriranno il valore della poesia nella vita quotidiana grazie alla presenza silente e carismatica della Gualtieri. L’incontro sarà moderato da Laura Accerboni in collaborazione con Babel – Festival di Letteratura e traduzione - e il supporto di OSA (Organico scena artistica).

16/03/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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