Le discariche della poesia sono stracolme

Le discariche della poesia sono piene di lirica intimistica. Aggrediamo piuttosto gli oppressori degli uomini e della natura. Non scendiamo a compromessi con le necessità culturali del potere editoriale e di quello più in alto. Come ha scritto Pablo Neruda, la poesia a cui è estranea la passione civile non solo è inutile ma addirittura è dannosa.


Le discariche della poesia sono stracolme Credits: http://piensachile.com/wp-content/uploads/2020/07/Neruda-y-Allende.jpg

 

le discariche della poesia sono stracolme

di lirica intimistica anche di quella d’amore

conta appena angusti orridi vuoti fra picchi di macerie

quella della divina consolazione

degli spasimi per la verità nascosta

dell’indagine introspettiva dell’esistere

dei languori della nostalgia che mai si estinguerà

in mille declinazioni e mille lingue pallida

la lirica si ripete vuota

e inutile è il lamento che ormai nessuno più l’ascolta

forza poeti coraggio

baldi invochiamo in coro delle figlie di mnemosine il soccorso

forti che dei rottami dell’ironia le cave sono ancora vuote

come di quelli della provocazione, della ricerca della verità

subito ai nemici della vita lanciamo la sfida eccitante

accaniamoci ringhiosi contro gli oppressori degli uomini

degli animali delle piante delle cose

di questa nostra Terra che ci è madre e padre

unico paradiso certo nell’universo

fino a quando accoglierci potrà

da più soddisfazione una timida solidarietà sentita

per una vita offesa per un pallido eroe della strada

per l’insozzamento d’un fiumiciattolo insignificante

che mille premi di giurie cieche di turbe di uomini violati

sorde all’assordante chiamata di dignità

19/08/2022 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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