Brevi riflessioni sull’ennesima sconfitta della sinistra

I conservatori hanno un programma economicamente tragico per i lavoratori e la classe media e se ne accorgeranno a breve. Ma i conservatori si sono presentati come rispettosi del referendum sulla Brexit


Brevi riflessioni sull’ennesima sconfitta della sinistra

La sconfitta dei  laburisti nel Regno Unito ci deve far riflettere ancora una volta, e questa volta per alcuni aspetti in modo ancora più evidente su perchè la sinistra non riesce più ad attrarre le masse popolari. Corbyn si è presentato con un ottimo programma molto socialista, ottimo per coinvolgere i proletari e anche buona parte della classe media britannica che poteva vedere una migliore distribuzione delle ricchezze e un miglioramento sensibile dei servizi pubblici con un progetto ambizioso di nazionalizzazioni delle attività strategiche del paese.

Dunque, dov’è che non  ha funzionato elettoralmente questo ambizioso e formidabile, per i nostri tempi, programma socialista?

Non ha funzionato, a mio parere, per due ragioni fondamentali. La prima è che i cittadini si sono sentiti presi in giro dall’ipotesi di un referendum bis sulla Brexit, cioè si sono sentiti come considerati stupidi: forse la prima volta avete sbagliato a votare facciamo la seconda. Sarebbe stato molto più vantaggioso, invece, presentare un progetto diverso di Brexit. La seconda è che molti, probabilmente, hanno pensato: ma come si fa a svolgere un simile programma con i vincoli europei?

I britannici hanno scelto i conservatori con un programma economicamente tragico per i lavoratori e la classe media e se ne accorgeranno a breve. Ma i conservatori si sono presentati come rispettosi del voto, e di un voto a democrazia diretta come quello di un referendum. Poi i media, come al solito, hanno fatto la loro parte e lo sappiamo bene quale, ma proprio per questo bisogna imparare a parlare al popolo alla pari e non dare l’impressione di supponenza tipica di una certa sinistra in cui Corbyn, probabilmente nell’intento di tenersi buona la componente blairiana, è  in qualche modo caduto.

Per quanto ci riguarda, in Italia dobbiamo riprendere a  parlare alla gente nelle periferie, quella stessa gente che anni fa votava comunista e che ora vota Lega non perchè è diventata razzista ma per paura. La Lega con i suoi discorsi demagoghi e con proposte che i dirigenti leghisti sanno benissimo di non poter realizzare riescono comunque ad essere convincenti. Dobbiamo andare nei quartieri di periferia a parlare con la gente e spiegare che la paura del diverso, di chi ti ruba la casa o il lavoro, con un valido programma socialista svincolato dai diktat europei, non potrà più esistere e che al popolo, ai lavoratori servono più servizi, più welfare, più diritti sociali e non la flat-tax.

21/12/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Dario Bianzani

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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