Cuba sotto assedio

Unilateralmente e con i modi tipici del gangster gli USA chiudono completamente i rubinetti a Cuba, creando i presupposti per un suo collasso economico e sociale avendo essa la colpa di proporre una prospettiva socialista a pochi passi dal centro dell’impero finanziario.


Cuba sotto assedio Credits: https://www.lagenziadiviaggimag.it/

In questi giorni gli occhi di tutto il mondo sono comprensibilmente puntati sulla guerra scatenata illegalmente in Iran dal sodalizio criminale Trump-Netanyahu. Ancora una volta il maiale arancione e il genocida sionista uniti insieme per assassinare arbitrariamente persone a favore di telecamere. Ancora una volta assistiamo increduli alla perversione che porta questi pazzi invertebrati a compiere, con particolare predilezione, stragi di bambini, come testimonia il bombardamento della scuola elementare femminile di Minab, con 180 bimbe rimaste uccise. 

Declino e putrefazione del capitalismo

Sono purtroppo sicura che qualche strisciante pennivendolo avrà già scritto da qualche parte nel mondo che in questo modo quelle bambine non saranno costrette da grandi ad indossare il velo dal “terribile regime degli Ayatollah”, un po' come fece quella firma del Foglio quando, recensendo il film “The Voice of Hind Rajab” che raccontava le terribili vicende di una bambina di 5 anni mentre aspettava i soccorsi della Mezzaluna rossa durante l’invasione sionista di Gaza nel 2024, si lamentava che il film avesse destato nelle coscienze degli spettatori sentimenti di rivalsa per un popolo trucidato senza scrupolo e commozione per la morte della bambina – in effetti uccisa dall’IDF – senza pensare che “di lì a qualche anno le avrebbero imposto di non mostrare neppure una ciocca di capelli” (cit.). 

Purtroppo il livello umano a cui siamo giunti in questa fase storica è il più basso mai toccato: il “taycoon” preso dal delirio di onnipotenza alterna machiste dichiarazioni sull’andamento dei bombardamenti su Theran, “li stiamo massacrando”, ad altrettanto bullistiche minacce , tipiche del gangster, nei confronti di Cuba, sottoposta ad un regime sanzionatorio senza precedenti. Sull’isola caraibica, che ha la sfacciataggine di proporsi come paese socialista a pochi passi dal centro dell’imperialismo, pesa un embargo senza precedenti con il blocco quasi totale dei commerci comprese le risorse energetiche. Anche paesi come Russia, Cina,  Messico e lo stesso Venezuela, solidali con Cuba, non possono farci molto, pena lo scontro militare diretto con gli USA che proprio in quel quadrante di mare dettano legge alla stregua di un manipolo di corsari.

Dopo Il Venezuela tocca a Cuba

La dottrina Trump nella nuova fase dell’imperialismo, cioè la fase in cui è fatta piazza pulita di ogni retorica democratica, la fase in cui si parla come si mangia e si agisce in “purezza”, è quella di ristabilire i rapporti di forza politici a partire dal piano militare. Esce dal campo L’egemonia e al suo posto entra la coercizione. I primi della lista sono i paesi dell’america latina, considerato da sempre cortile di casa e in testa a tutti come peggiori nemici da combattere ci sono ovviamente i paesi antimperialisti come Cuba e Venezuela. 

Dopo il rapimento di Maduro siamo stati educati ad archiviare rapidamente l’argomento Sud America. Non solo, il genocidio sionista ai danni del popolo palestinese ha drammaticamente normalizzato la pratica del genocidio come mezzo di risoluzione delle controversie. Dove per controversie leggasi popoli la cui libertà di autodeterminazione rappresentano una spina nel fianco alla volontà di onnipotenza del capitale gestito dal sodalizio di criminali molto avvezzi, come si apprende dalla cronaca, a riunirsi in lussuosi bordelli per pedofili.


Dico questo perché a Cuba non c’è la “psicosi” o la “crisi” che portano “al collasso del turismo”, come amano titolare con poche varianti sul tema certi fogliacci che usiamo definire convenzionalmente giornali. A Cuba l’embargo totale imposto dagli Stati Uniti, inasprendo quello economico imposto e mantenuto già dai precedenti gruppi dirigenti statunitensi sta ponendo i presupposti per un vero e proprio nuovo genocidio: come altro definire, altrimenti, una situazione in cui a causa di una misura unilaterale che strozza gli approvvigionamenti, non possono essere più garantite cure salvavita, cibo, beni e servizi di prima necessità?

06/03/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Leila Cienfuegos

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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