Sindaco di Destra

Elezioni amministrative nelle Marche. Il voto a San Benedetto del Tronto e le prospettive in riferimento al governo di Giorgia Meloni.


Sindaco di Destra Credits: Felice

La città di San Benedetto del Tronto continuerà ad essere amministrata dalla destra, Nicola Mozzoni è stato eletto sindaco con 13.777 voti con il 57,30%. Giorgio Fede, candidato del centrosinistra ha ricevuto 8.551 voti, il 35.56%. Maria Elisa D’Andrea ha ricevuto 1.717 voti, il 7,14%. 

Esce sconfitta l’area cittadina del precariato nonostante i fuochi e le tensioni che si sono visti in campagna elettorale anche se erano deboli e non rumorose, ora la città è ripiombata nel buio, sociale e politico, e speriamo che non sarà assoluto, una cosa è certa la gestione del precariato, con i vari livelli di reddito e anche di non reddito, continuerà ad essere quella di sempre: niente è cambiato e non si colgono prospettive.  

Oltre al referendum costituzionale sulla giustizia, queste elezioni amministrative del 24 e 25 maggio sono state le prime dopo quelle delle regionali nelle Marche del 28 e 29 settembre del 2025. Per eleggere il sindaco e il consiglio comunale si è votato nei due capoluoghi, Macerata che è stata guidata dalla Lega, Fermo che è stata guidata dai civici di area centrodestra, Senigallia guidata dal centrodestra e San Benedetto del Tronto guidata da un civico ma con due assessori di destra ed è stata commissariata a novembre 2025 a seguito delle dimissioni di 15 consiglieri nello studio di un notaio su 24. Si è votato in 27 comuni su 225, tra questi 23 sono sotto i 15mila abitanti, tra i Comuni che sono andati al voto si segnala Loreto e Cerreto d'Esi (Ancona), dove si trova lo stabilimento Electrolux di cappe da cucina che la multinazionale svedese vuole chiudere, oltre a Muccia e Ussita nel Maceratese, che sono stati colpiti dal sisma del 2016. In questo articolo si presentano i risultati elettorali di San Benedetto del Tronto.

Gli aventi diritto al voto sono stati 41.116. Dal sito del comune si legge che 38.121 sono stati i residenti e 2.925 sono stati gli iscritti all’AIRE [1], l’Anagrafe Italiana Residenti all’Estero. I cittadini residenti all’estero per votare alle elezioni amministrative debbono venire in Italia e presentarsi fisicamente nei seggi. I candidati al consiglio comunale sono stati 329, i votanti sono stati 24.474: il 59, 52%. Alle elezioni del 2 e 4 ottobre del 2021 i votanti furono 24.070 (maschi 11.559, femmine 12.511). Le liste del centrosinistra hanno ricevuto i seguenti voti:

Partito Democratico voti 3269, 14,20%;

Alleanza Verdi Sinistra - Psi - Reti civiche voti 1865, 8,10%;

Movimento 5 Stelle voti 1270, 5,52%;

Cambia San Benedetto voti 766, 3,33%:

Progetto civico sambenedettese - Giorgio Fede Sindaco 576, 2,50%.

Si segnala la lista della candidata Sindaca Maria Elisa D’Andrea “Merito di Più” voti 1534 e 6,66%.

Il programma del candidato sindaco Giorgio Fede del centrosinistra, bisogna riconoscere, per le  politiche sociali (p.15) si è presentato molto preciso e articolato per l’area della precarietà ed ha indicato:

“l’amministrazione comunale sia in prima linea nel garantire servizi sociali e pubblici adeguati, sostegni economici, salario minimo e integrazioni al reddito, assistenza alle persone con disabilità, agli anziani non autosufficienti, alle famiglie in condizioni di fragilità e povertà, ai giovani che non studiano e non lavorano e a tutte le persone che vivono situazioni di solitudine e bisogno, prevedendo anche luoghi di accoglienza per chi è senza tetto o fissa dimora, scelta ormai non più rinviabile, collocandoli in maniera uniforme nelle diverse zone della città, per evitare che si formino di fatto dei ghetti” [2]. 

Si mette in evidenza che questi temi non sono stati purtroppo trattati in maniera esaustiva nella campagna elettorale anche se nel confronto [3] di chiusura della campagna elettorale i temi caldi della sicurezza e ordine pubblico e della viabilità insieme ad altre tematiche importanti per la città sono stati dibattuti, ma purtroppo quello dei “sostegni economici, salario minimo e integrazioni al reddito” c’è da rilevare, con rammarico, a campagna elettorale conclusa e con la sconfitta subita, che obiettivamente non sono stati affrontati, dialetticamente in maniera adeguata e di conseguenza si sono collocati silenziosamente ai margini della maglia delle problematiche della città, ed invece sono estremamente importanti almeno in questa fase di recessione a livello nazionale grazie, come è noto, anche alle guerre un corso, in particolare a quella tra USA e Israele contro l’Iran che con la crisi dello stretto di Hormuz ha generato una crisi energetica e di conseguenza sta diventando economica tanto che in Italia le stime per la crescita del Pil dallo 0,8% sono ora allo 0,5% con un aumento di inflazione che accoppiata alla diminuzione della crescita sta generando processi di stagflazione. 

Chi viene a San Benedetto non può non osservare i non pochi negozi dismessi e con le serrande abbassate e quindi chiusi e questo è un indicatore socio-economico che il piccolo commercio è in crisi evidente ed è la conseguenza soprattutto della diminuzione del potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni con il quale i lavoratori e soprattutto i pensionati fanno meno acquisti e si generano progressivamente fenomeni progressivi di precarietà che in concreto significa che si lavora e non si lavora (il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto) ed è una situazione anche regionale delle Marche, una regione che ha un monte ore di Cassa Integrazione tra i più alti a livello nazionale. San Benedetto è una città turistica, ma smettiamola di presentare quadri socioeconomici irreali perché è tale soltanto tra luglio e agosto. San Benedetto è dipendente, oltre che politicamente, soprattutto istituzionalmente dal capoluogo di Ascoli Piceno e quindi non ha autonomia neanche a livello commerciale, al riguardo, al di là di osservazioni sulle vicende anche politiche evidenziatesi durante la campagna elettorale il candidato sindaco Giorgio Fede che è un deputato di M5S ha presentato una proposta di legge titolata: “Disciplina dello status di comune con capoluogo di provincia e disposizioni concernenti l’attribuzione di esso mediante criteri automatici su base demografica e la ridenominazione delle circoscrizioni provinciali” [4]. 

Il comune di Ascoli Piceno conta attualmente circa 45.166 abitanti, San Benedetto del Tronto sfiora i 47mila abitanti. Se questa legge venisse approvata San Benedetto diventerebbe capoluogo di provincia e con una maggiore autonomia istituzionale potrebbe meglio affrontare la destagionalizzazione ossia avviare nuovi processi turistici per allungare progressivamente il periodo della stagione estiva con presenze turistiche tutto l’anno mettendo in campo più servizi. In città la lotta per il lavoro è diventata una strada che si sta percorrendo anche se silenziosamente, al riguardo venerdì 9 maggio (ore 16) all’Hotel Progresso c’è un incontro pubblico sul tema “Senza lavoratori non c’è turismo- Una riflessione aperta sul turismo nel territorio” organizzato dalla Cgil di San Benedetto del Tronto [5], come dire, poco non è, vedremo cosa si dirà e soprattutto cosa si proporrà, comunque, un dato è triste davvero, i sambenedettesi che vivono all’estero sono circa il 7% dei residenti: 2925 come è stato già citato.  

Con queste elezioni amministrative sono andati alle urne oltre 6,6 milioni di elettori coinvolgendo quasi 750 municipalità. Tra queste, 18 sono i capoluoghi, con sfide cruciali in grandi città come Venezia, Reggio Calabria, Salerno e Avellino. Ci si chiede quale valore politico possono avere queste elezioni contro il governo di Giorgia Meloni? Intanto chi dice che il voto amministrativo non è politico perché ha come riferimento il territorio è un disonesto, politicamente s’intende, e bisogna tenere in conto che la Presidente del Consiglio dei ministri non è scesa in campo soprattutto nelle Marche perché sa bene che dopo il referendum costituzionale sulla giustizia la sua immagine politica si è fortemente inquinata, non è per caso che il nuovo sindaco di San Benedetto, circa quarant’anni, è sì di destra certo, ma non è legato alle vicende del passato anche se i personaggi storici della destra cittadina lo hanno seguito a distanza ravvicinata come abbiamo visto in alcune foto pubblicate dai media.  

Il mio commento su queste elezioni sambenedettesi è naturalmente negativo e ovviamente è analitico e come premessa c’è da evidenziare che in città oltre alla precarietà c’è in progressivo aumento di un mix di razzismo, sociale e soprattutto politico, alimentato in primis dalla borghesia cittadina, ma non soltanto. L’evidenza storica delle elezioni sambenedettesi è che gli albergatori hanno sempre eletto il loro sindaco, Nicola Mozzoni, nuovo sindaco di San Benedetto, è stato fino a qualche mese fa il Presidente degli albergatori oltre che che è proprietario dell’Hotel Relax e quindi come si vede: la storia è servita. Esiste, e si presenta in vario modo un anticomunismo, non storico, ma moderno, sociale e politico, in confezione dialettica, che dinamicamente genera processi di snobismo in relazione alle vicende nazionali e internazionali che provoca emarginazione strisciante che però, attenzione, viene controllata dalla destra ma non soltanto, in pratica nel centrosinistra non si vuole accettare che il comunismo e soprattutto Marx non sono politicamente morti ma sono invece politicamente di riferimento ma vengono tenuti come se fossero dei tratti politici clandestini perché, come dire, c’è la destra che è come è noto nemica giurata ed ha sposato il pensiero unico e assoluto, e quindi la sinistra che sappiamo bene che è un’altra cosa ma poi, nella pratica e dell'agire politico a livello istituzionale, la si zittisce, semplicemente perché non deve rompere il cazzo sulle scelte che si fanno in città e soprattutto a livello di urbanistica. 

Come uscire da questa situazione? Non si esce al momento da questa situazione ma passi importanti si stanno faticosamente compiendo, Francesco Cori ha intervistato Maurizio Acerbo [6] ed è sul sito “La Città futura” da martedì 26 maggio. La proposta di un Fronte per la Costituzione di Maurizio Acerbo, Segretario generale di Rifondazione comunista, propone la creazione di un fronte costituzionale che non si limiti soltanto ad aderire al cosiddetto “Campo Largo”, ma che si fondi su una piattaforma programmatica specifica basata sull'attuazione della Costituzione. L'intento è quello di segnare una netta discontinuità rispetto alle politiche dei precedenti governi di centro-sinistra e tecnici. Le elezioni politiche si terranno nel 2027 e il centrosinistra deve allearsi secondo Acerbo anche con i comunisti, però io spero che questa alleanza possa avvenire non soltanto con Rifondazione comunista. Cosa pensa Giorgio Fede, non eletto sindaco ma forse consigliere comunale di opposizione? Vedremo. Su queste prospettive politiche tra qualche mese lo dovremmo sapere sia se Fede sarà ancora un deputato e sia se avrà scelto di essere un consigliere comunale di opposizione, per questa scelta dovrà decidere lui, reputo importante che sul suo account Facebook abbia scritto: 

«Abbiamo riacceso una speranza. 

Da domani continueremo a costruire l’alternativa Grazie, San Benedetto. Il futuro che abbiamo immaginato insieme vale la pena di continuare a costruirlo».

Ottimo, alla sconfitta bisogna reagire, io gli ho scritto:

“Certo. Serve però organizzazione che è sorella della politica. La precarietà va analizzata e non ombreggiata. Il programma del centrosinistra è una ottima Base e va rilanciato ed è un quadro di riferimento non certo assoluto ma dinamico. Vivant sequenz.”

Non so se leggerà. Alle mail non risponde e spero che l’alternativa che ha in mente preveda che si assuma un comportamento diverso e che si facciano incontri online con i cittadini anche se il centrosinistra e il M5S preferiscono soltanto fare incontri in presenza che, secondo me, hanno contribuito a costruire la sconfitta elettorale. Non si vuole comprendere che la società è cambiata e i cittadini non sono soltanto dei votanti ma sono protagonisti del loro destino, siamo nel 2026 e siamo in un altro secolo. 

Note:

[1] (https://bum.comunesbt.it/2026/05/22/elezioni-comunali-2026-tutti-i-numeri-e-dove-votare/).

[2] (https://cloud.municipiumapp.it/s3/6115/allegati/sito-pnrr/sito-web/candidato-fede-programma.pdf).

[3] (https://veratv.it/trasmissioni/id-47419/polis---elezioni-comunali-a-san-benedetto-del-tronto-(21-maggio-2026)).

[4] (https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2844.19PDL0187910.pdf).

[5] (https://www.lanuovariviera.it/category/dal-territorio/san-benedetto-del-tronto-notizie/turismo-la-cgil-chiama-san-benedetto-senza-lavoratori-non-ce-futuro/).

[6] (https://www.youtube.com/watch?v=oAQExP7I0KI).

29/05/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Felice

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L'Autore

Felice di Maro

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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