Elezioni legislative in Portogallo del 4 ottobre: Uma Politica Patriotica e de Esquerda

Di fronte al prossimo appuntamento elettorale vengono al pettine i nodi della realtà sociale portoghese


Elezioni legislative in Portogallo del 4 ottobre: Uma Politica Patriotica e de Esquerda Credits: By Xesko (http://www.xesko.webs.com) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Di fronte al prossimo appuntamento elettorale vengono al pettine i nodi della realtà sociale portoghese, devastata dalle politiche liberiste cui ha attivamente collaborato lo stesso PS. L’unica alternativa è, ancora una volta, il PCP con il suo forte insediamento sociale e la sua linea politica anticapitalista.

di Annita Benassi

 

"Uma Politica Patriotica e de Esquerda" è lo slogan che in questi ultimi anni il PCP ripete e ripete, soprattutto ora che il partito è alle porte di elezioni legislative che sono, a mio parere, tra le più importanti della sua storia democratica che ha avuto inizio con il 25 Aprile del 1974, la cosiddetta "Rivoluzione dei Garofani".

La particolare importanza di questa tornata elettorale che si terrà il prossimo 4 ottobre risulta in tutta evidenza nel momento in cui si vuole fare un bilancio delle politiche poste in essere nei quattro anni di governo PSD e CDS. Il tratto costante di tali politiche sono state le misure antipopolari che hanno devastato la qualità della vita dei ceti meno abbienti, riducendo il livello di protezione sociale in tutti i settori di competenza dello stato: Scuola, Sistema Nazionale di Salute, Trasporti, Cultura, Ricerca ecc.

Questi hanno subito una vera e propria aggressione concretizzatasi attraverso sottrazione delle risorse del paese che sono state poi incanalate verso investimenti nei settori finanziari favorendo il lucro di banche e investitori stranieri. Dopo 4 anni l'attuale governo consegna al popolo portoghese un paese più disuguale, più povero, più dipendente dall'estero, un paese stremato.

In sintesi anche qui in Portogallo la Troika ha svolto un lavoro eccellente che già aveva dato i primi frutti ai tempi di Socrate, primo ministro di provenienza PS, che come accade in Italia relativamente al PD, viene recepito dal senso comune come partito di sinistra, ma che nella realtà dei fatti ha sempre praticato, nel corso delle sue numerosissime esperienze governative, politiche di destra.

L'esito di queste elezioni saprà dire molto circa il livello di consapevolezza dello stato delle cose in questo momento storico da parte di un popolo che dopo aver subito la più lunga dittatura fascista d'Europa, aver molto lottato e soprattutto sperato che i processi posti in atto dalla nuova costituzione del 1976 con le Nazionalizzazioni e la Riforma Agraria arrivassero a compimento facendo nascere, nello stesso seno della società portoghese gli anticorpi a difesa delle conquiste di Aprile, come qui usano dire le forze di opposizione, deve far fronte, giorno dopo giorno, legge dopo legge, agli attacchi che la minano nei suoi principi fondamentali. Responsabili di tutto ciò sono quelle forze politiche che bene hanno rappresentato gli interessi del grande capitale internazionale : PS, PSD, CDS. Queste considerazioni, pertanto, avvalorano la particolare importanza delle elezioni del 4 ottobre . 

Ne è ben consapevole il PCP che da sempre è l'unico partito di opposizione reale alle politiche delle destre. La sua campagna elettorale prende corpo da una azione di denuncia e di controinformazione puntuale e circostanziata in questi anni posta in essere contro leggi il cui vero obiettivo era ed è la distruzione del sistema produttivo portoghese. Il programma elettorale del PCP si basa su questo dato di fatto. Dietro queste politiche sciagurate c'è una filosofia politica che ricalca le orme di quella salazarista: costruire soggetti obbedienti perchè rassegnati ad una povertà inevitabile in quanto dovuta ad una scarsità di risorse a cui una natura matrigna ha condannato il Portogallo. 

Niente di più falso. Lo stato delle risorse umane, ad esempio, già influenzate negativamente dai bassi livelli di natalità, viene ulteriormente colpito da una emigrazione che sta diventando di massa. Negli ultimi 4 anni, mezzo milione di giovani portoghesi formati dal sistema di istruzione nazionale e qualificati sono andati a lavorare all'estero. Il settore minerario che vede la presenza di risorse quali ferro, rame e litio, per la mancanza di incentivi all'industria di trasformazione e estrattiva non incide sulla determinazione del reddito nazionale. Da sottolineare inoltre il primato portoghese nel settore del sughero.

Leggi che hanno colpito il settore della agricoltura e della pesca sono state varate al tempo in cui l'attuale presidente della repubblica, Cavaco Silva era primo ministro. Basti pensare ai contributi che l'Unione Europea dava agli agricoltori che eliminavano gli uliveti e che hanno fatto sì che il Portogallo da paese esportatore di olio d'oliva diventasse un paese importatore. O alla politica delle quote nelle attività peschiere che hanno limitato la possibilità di sfruttamento di questa importante risorsa che è stata l'unica fonte di sostentamento per un popolo di navigatori e pescatori nel corso di tanti secoli . Tutto ciò sempre a beneficio di flotte straniere.

Nel settore industriale la mancanza di un qualsiasi intervento di salvataggio serio da parte del governo portoghese ha fatto sì che industrie importanti come quelle elettromeccaniche, metallurgiche, chimiche e petrolchimiche di base, costruzione e riparazione navale, cadessero nelle mani di investitori stranieri. L'esempio più eclatante è quello dei cantieri navali di Viana del Castello . Il governo si è rifiutato di anticipare i soldi necessari per far fronte ad una commessa del Venezuela che avrebbe assicurato due anni di salario ai lavoratori che, venuti in corteo a Lisbona, non sono riusciti a salvare una delle industrie che ha fatto la storia della economia portoghese.

E infine il turismo che dovrebbe essere il fiore all'occhiello delle risorse portoghesi e che viene invece disincentivato sia da interventi distruttivi che da non interventi ugualmente distruttivi. L'antico mercato della Ribeira, di grande valore storico e architettonico , è stato trasformato in modo tale da apparire quasi come un centro commerciale. La  bellissima Avenida da Liberdade, cuore di Lisbona , vede oggi la crescita esponenziale di alberghi, ristoranti, grandi firme dei beni di lusso internazionali, gli stessi che i turisti possono trovare a Londra, Parigi, Roma ecc. Per non parlare della cementificazione dissennata avvenuta nelle coste dello Algarve , un tempo semplicemente meravigliose.

Il PCP è l'unico partito che ha nella sua campagna elettorale mirato soprattutto a denunciare l'attacco che il capitale straniero ha portato alle risorse portoghesi, un saccheggio avvenuto con la complicità dei vari governi di destra o che comunque praticano le politiche della destra come il PS, provocando il dominio del capitale straniero nei settori importanti e strategici dell'economia, quali quello finanziario, delle telecomunicazioni  ecc. E' certo pertanto che la mancata salvaguardia del patrimonio naturale, industriale e culturale, importanti fattori di dinamizzazione e coesione economica e sociale avrà in un futuro non lontano effetti negativi sulla Bilancia Commerciale del Paese. Una crescita dell'indebitamento che non troverà soluzione se non in politiche di cancellazione e riconversione del debito che solo un partito veramente di sinistra può porre in atto, come il caso greco insegna.

Il Portogallo non è un paese povero di risorse, rimasto immutato e fermo ad un senso comune che il testo di una canzone molto popolare cantata da Amalia Rodriguez veicolava con grande successo, la famosa " una casa portuguesa". Lo stereotipo del Portogallo come paese povero e felice, privo di risorse e quindi destinato alla povertà eterna, l'equivalente del nostro "Poveri ma Belli ", non regge più, perchè lontano dalla realtà e bene fa il PCP a costruire su questo il suo programma elettorale. Un programma di  Sinistra perchè in controtendenza con le politiche capitaliste e antipopolari della destra. Patriottico nel senso di difesa della sovranità nazionale duramente colpita dalle politiche della UE che per mano dei vari governi PS, PSD, CDS, sta concretamente realizzando negli ultimi 38 anni l'antico sogno dei grandi monopoli e oggi del capitale rappresentato dalla grande finanza sovranazionale: avere in mano i destini del mondo, progetto a cui da anni il club Bidelberg sta lavorando.

Il PCP, insieme ai Verdi e a Intervento Democratico, associazione politica che negli anni successivi al 25 aprile ha svolto un eccellente lavoro di democratizzazione in seno alla società civile, va alle elezioni con la sigla CDU (Collegazione Democratica Unitaria ), con i simboli ben in vista del PCP e dei Verdi. Le aspettative che lo sforzo compiuto dalle migliaia di militanti venga premiato da un buon successo elettorale che rafforzi la rappresentanza parlamentare sono alte e penso che non verranno deluse. I dati provenienti dal tesseramento  di nuovi iscritti (2000 nel corso del 2015, in prevalenza giovani), come nel discorso di chiusura della festa di Avante ha affermato il Segretario Generale del PCP Jeronimo de Susa, e il grande successo della campagna di raccolta di fondi per l'acquisto di nuovi terreni confinanti con quello in cui si tiene la festa di Avante, rafforzano tali aspettative. Per quanto riguarda i partiti di destra PSD e CDS hanno difeso gli interessi dei capitalisti come meglio non potevano, concedendo alla Troika più di quanto venisse loro richiesto. 

E il PS, maestro di ipocrisia, senza vergogna costituisce l'aspetto umoristico di questo ultimo stralcio di campagna elettorale. E' veramente comico sentire l'attuale sindaco di Lisbona Costa, aspirante primo ministro  nelle fila del PS, tuonare contro PSD e CDS perchè si dice certo che se dovessero riportare un buon successo alle prossime elezioni legislative, taglieranno salari e pensioni. Senza vergogna, dicevo, perchè il cammino verso la soluzione finale che devasterà per lungo tempo le vite del popolo portoghese è stato aperto proprio dal PS .

È l'alternanza pertanto che, finchè il governo del paese sarà nelle mani di questi tre partiti, caratterizzerà il suo futuro politico. La vera alternativa è nelle mani del PCP. Per quanto riguarda il Bloco de Esquerda, altra forza che si dice di sinistra, è in via di esaurimento, avendo sommato errori a errori, sia ideologici che nella sua pratica politica, nel corso degli ultimi 8 anni. Anche qui in Portogallo sono nati movimenti che giocano a fare gli antipartito, come il MAS (Movimento di alternativa socialista) o LIVRE che senza ombra di dubbio non si può annoverare tra le forze anticapitaliste, e perfino movimenti di difesa animalista . Anche questi saranno presenti alle prossime elezioni del 4 ottobre, con la segreta speranza di togliere voti al PCP. Tutti vorrebbero essere il Podemos o Syriza portoghese, ma le probabilità che riescano nella impresa sono assai limitate in quanto essi sono privi di radicamento sociale. Non hanno avuto il tempo materiale di costruirlo: l'istituto della rappresentanza, infatti, ha tempi lunghi, non bisogna mai dimenticarlo. 

26/09/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: By Xesko (http://www.xesko.webs.com) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

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L'Autore

Annita Benassi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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