Germania: lanciando l’Unione Militare Europea

Traduzione dalla rivista tedesca German-Foreing-Policy.com


Germania: lanciando l’Unione Militare Europea

Berlino / Bruxelles – Il governo tedesco ha annunciato il lancio ufficiale dell’Unione Militare Europea lo scorso lunedì, con la decisione formale da parte del Consiglio europeo di adottare diciassette progetti volti a creare strutture militari congiunte tra i vari paesi membri. La Germania si è assunta l’incarico di creare un Comando Medico Europeo, considerato un elemento indispensabile delle future operazione militari a guida UE, insieme al Comando per il Trasporto Aereo Europeo, quest’ultimo esistente dal 2010. Berlino si sta anche adoperando per creare strutture logistiche in grado di facilitare l’intervento rapido. Il Bundeswehr (Ministero della Difesa tedesco, ndt), con il consenso degli organi NATO, si sta anche attivando in altri campi. Le operazioni di preparazione dei futuri interventi militari sono influenzate da un’aspra lotta condotta tra i governi tedesco e francese. In accordo al Ministero della Difesa tedesco, l’unione militare non è solo volta al raggiungimento di una maggiore indipendenza nei confronti degli Stati Uniti, ma anche all’avanzamento dell’integrazione europea la quale non è possibile da realizzare con il solo impiego dei mezzi civili.

Riarmo obbligato

Il governo tedesco ha infine deciso per il lancio del programma militare a guida UE questo lunedì. Ad esso è stato dato l’acronimo PESCO (Cooperazione Strutturata Permanente). Il programma, la cui notifica è stata firmata il 13 novembre, sancisce la sistematica collaborazione militare tra i paesi membri dell’Unione Europea. Dei diciassette progetti iniziali adottati a partire da oggi quattro saranno a guida tedesca. I venticinque stati aderenti sono d’accordo nell’aumentare i rispettivi budget difensivi in termini reali, nell’aumentare le spese per gli investimenti difensivi del 20% e nel dedicare il 2% delle spese difensive totali alla ricerca in ambito tecnologico. Tutti i partecipanti devono provvedere al sostanziale supporto delle operazioni militari UE, con l’invio di personale, materiale, infrastrutture e altre forme d’aiuto. Dev’essere assicurata una “veloce” adesione politica al progetto, in accordo ai documenti del PESCO, altrimenti gli stati partecipanti sono tenuti a “rivedere le rispettive procedure di decision – making a livello nazionale”. Tutto ciò potrebbe avere effetti sulla riserva parlamentare tedesca. Il Ministero della Difesa Tedesco ha lodato gli organi del PESCO come “inizio dell’unione militare”.

Progetti chiave

I quattro progetti a guida tedesca includono i processi chiave della crescente militarizzazione dell’Unione Europea. In accordo agli esperti il Comando Medico Europeo, la cui elaborazione è coordinata dal Dipartimento della Guerra Tedesco, gioca un ruolo di primaria importanza, insieme al Comando per il Trasporto Aereo Europeo (EATC), nell’evoluzione dei futuri piani di guerra elaborati dagli organi militari UE. Il Comando Medico, per il quale dev’essere creato un quartier generale a livello europeo, può altresì armonizzare gli standard sanitari, coordinando le strutture mediche richieste per tali operazioni e ottimizzando le pratiche di salvataggio. Il Bundeswehr (il Ministero tedesco per la Difesa, ndt) sta già optando per un “rinforzo” delle proprie attività in tal senso, sempre sotto l’egida NATO: i suoi organi medici stanno operando per la creazione di un centro multinazionale di salvataggio e collaborano altresì con il Centro Medico Militare di Eccellenza.

Mobilità militare

Nell’insieme di poli logistici, da realizzare sotto l’egida tedesca, è riposta grande importanza. L’obiettivo è quello di rendere possibile per l’Unione Europea l’ottimizzazione del trasporto logistico degli effettivi impegnati nelle zone di guerra. Sarà inoltre di competenza del Dipartimento della Guerra Tedesco l’azione di provvedere al materiale, alle reti logistiche e ai mezzi necessari per il trasporto. Oltre a ciò è stata anche pianificata l’ottimizzazione del pre-stazionamento del materiale militare. Ciò permetterebbe lo “stanziamento” del materiale suddetto quanto più vicino possibile al luogo teatro delle operazioni militari. Sempre nell’ambito PESCO, i Paesi Bassi si stanno adoperando al fine di creare un progetto di standardizzazione della mobilità militare. Questo presuppone la standardizzazione dei regolamenti nazionali riguardanti lo spostamento delle truppe e il trasporto dell’equipaggiamento da combattimento, al fine di eliminarne per quanto più possibile i relativi impedimenti burocratici. Presumibilmente la Germania intende sviluppare anche progetti paralleli a quelli avviati in collaborazione con gli organi NATO sempre nell’ambito logistico. Questo è il motivo per cui Berlino – con il consenso del governo di Washington – intende stabilire il comando centrale delle operazioni logistiche sul proprio suolo nazionale. La Repubblica Federale Tedesca ha tuttora un ruolo di primo piano nella gestione delle relazioni militari con la Russia, come dichiarato lo scorso novembre dal generale Ben Hodges, Comandante Supremo dell’USAREUR (Esercito degli Stati Uniti in Europa).

Berlino vs Parigi

La già citata in precedenza rivalità Germania / Francia riguarda lo sviluppo del Centro Operativo Anticrisi – il terzo progetto a direzione tedesca – pensato per meglio individuare di volta in volta le minacce vere o presunte alla sicurezza UE e le relative modalità di intervento. Parigi guarda con molto interesse a questo progetto poiché esserne il paese dirigente significherebbe poter dettare la linea da seguire nel corso delle varie operazioni militari a guida UE. In “risposta” al prevalere finale della Germania nella diatriba sopracitata il governo di Parigi si è adoperato al fine di impedire la nomina del generale tedesco Erhard Buhler a direttore del Consiglio Militare Europeo. Costui, a partire dal 1 ottobre 2014, in qualità di capo del dipartimento di pianificazione del Ministero della Difesa Tedesco era stato tra i primi a sostenere la necessità dell’unione delle forze militari dei vari paesi membri dell’Unione Europea. In virtù del rifiuto da parte francese di accettare la sua nomina a ricoprire tale carica questa è stata affidata il 7 novembre dello stesso anno al Capo di Stato Maggiore Italiano, Claudio Graziano. La disputa franco-tedesca continuerà molto probabilmente anche riguardo al progetto del Centro Operativo Anticrisi. Berlino ha varato un quarto progetto PESCO – la creazione di un Centro di Competenza e di Addestramento per ottimizzare la capacità degli effettivi impegnati nelle future missioni a guida UE. Il materiale relativo al personale militare considerato idoneo all’addestramento in questo apposito centro sarà custodito in un’apposita banca dati.

Unificazione dell’Impero attraverso la guerra

La scorsa settimana il Ministro della Difesa Tedesco Ursula von der Leyen ha nuovamente reiterato che il lancio di un’unione delle forze militari di tutti i paesi UE è necessario se si vuole raggiungere una maggiore indipendenza dagli Stati Uniti dal punto di vista difensivo. Il ministro ha altresì affermato che questa operazione porta con sé un notevole significato anche a livello politico. Nella sua interpretazione infatti l’unione militare costituisce un passo importante per i futuri sviluppi del processo di integrazione europea. Presso la classe politica di Berlino prevale infatti l’idea che – nonostante la recente uscita dall’UE di un paese membro – sia doveroso procedere a un’unione di tipo militare tra i vari stati qualora non si riesca a rafforzare quella “civile”. L’allora Ministro degli Esteri Tedesco, Guido Westerwelle (FDP), ha dichiarato nel febbraio 2010 che tale processo unificatore avrà ripercussioni positive sulla più generale azione di integrazione europea. Subito dopo, un quotidiano tedesco di primo piano riportò: “La costituzione di un esercito comune europeo può diventare la spina dorsale del processo di unificazione”. Tutto ciò ci riporta per certi versi al 1871, quando la Prussia procedette all’unificazione dei vari principati dell’area germanica e alla creazione del Secondo Reich Tedesco attraverso la dichiarazione di guerra alla Francia.


www.german-foreign-policy.com - articolo tradotto da Fabio Martoccia

13/01/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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