Il 13 febbraio, circa 200 guide turistiche hanno manifestato in Piazza Esedra davanti all’ingresso del Parco Archeologico di Pompei perché il Direttore, Gabriel Zuchtriegel, il 7 gennaio, dopo averlo annunciato verbalmente il 23 dicembre agli interessati, ha definitivamente chiuso la postazione riservata alle guide, attiva da 15 anni a seguito di un accordo con la Soprintendenza archeologica dell’epoca.
A manifestare sono stati gli aderenti a Cgil-Agtc, Uil-Tucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, Agta, Confguide Campania, Confsal, Angt, che hanno contestato la procedura e le modalità che hanno portato all’eliminazione della postazione. Hanno inoltre evidenziato la prospettiva che le guide di Pompei possano restare senza lavoro: secondo quanto riportato da vari quotidiani, il servizio verrebbe internalizzato ma poi erogato dall’azienda che gestisce la biglietteria, con un passaggio dalle guide private a un’azienda privata. Sarebbe stata ignorata la legge 190/2023, che stabilisce che le guide turistiche sono professionisti.
Il Direttore del Parco ha dichiarato che si sarebbero moltiplicate lamentele legate al presidio delle guide private all’interno del sito per mancanza di trasparenza, scarsa qualità della visita, conoscenze linguistiche dichiarate non adeguate e mancanza di fatturazione fiscale. Non si spiega però perché non siano stati allontanati i responsabili e si sia preferito chiudere il presidio.
Copertura mediatica
Sulla manifestazione è stata realizzata una presentazione trasmessa nel telegiornale serale di Tele A Tv [1], andato in onda lo stesso giorno della protesta (dal minuto 11).
Chi scrive ha seguito quasi in diretta le fasi della manifestazione grazie ai video pubblicati su Facebook da Susy Martire, presidente dell’Associazione delle Guide di Pompei. In un video [2], la presidente ha chiesto un dialogo con il Direttore del Parco archeologico di Pompei. Nello stesso video, Paolo Mazzarella ha evidenziato che i beni culturali di Pompei hanno un forte impatto sull’economia del territorio vesuviano e che le scelte del Parco dovrebbero essere discusse con le parti sociali, poiché sono a rischio posti di lavoro.
La posizione del Parco
Il Direttore del Parco Archeologico non ha pubblicato dichiarazioni esplicite online sulle motivazioni della chiusura, ma in una nota stampa ufficiale del Parco [3] è stato illustrato il nuovo regolamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione nel 2025.
Tra i passaggi principali:
«Nel recepire le evoluzioni giuridiche e culturali del settore, non si prevede più il presidio all’interno del sito… Il Parco si è attrezzato per garantire un servizio didattico per il pubblico… Per i visitatori, ciò non si traduce in un’interruzione del servizio pubblico, bensì in una maggiore trasparenza».
Restano aperti problemi molto seri, soprattutto sul futuro di centinaia di guide che potrebbero restare fuori dal Parco oppure essere internalizzate solo in parte. Non è chiaro se verranno assunte dall’azienda che gestisce la biglietteria.
Il nodo delle leggi
La questione riguarda il futuro delle guide che operavano secondo la legge regionale Campania 11/1986 [4], che prevede presidi permanenti turistici negli Scavi archeologici di Pompei. La legge nazionale 190/2023 [5], in vigore dal 17 dicembre 2023, ha disciplinato organicamente la professione di guida turistica in Italia introducendo un elenco nazionale con requisiti uniformi, titolo di studio, competenze linguistiche e formazione continua.
Interventi politici
Sulla protesta si è registrato anche un intervento alla Camera del deputato Alessandro Caramiello [6], che ha chiesto un incontro con il Direttore del Parco. È previsto inoltre un incontro presso l’Aula consiliare del Comune di Pompei tra il Sindaco Andreina Esposito e il Direttore del Parco con le guide turistiche per un confronto pubblico.
Possibili scenari
Da parte del Ministero della Cultura e del Governo guidato da Giorgia Meloni non risultano dichiarazioni ufficiali. Secondo molti osservatori, non si prevede il ripristino del presidio interno delle guide; si attiverebbe invece un nuovo servizio, probabilmente legato alle audioguide (circa 9 euro, con biglietto d’ingresso a 22 euro).
Senza guide umane, la fruizione del Parco rischia di cambiare profondamente, soprattutto per chi visita Pompei per la prima volta, perché la spiegazione diretta resta fondamentale per comprendere la struttura urbana antica e il contesto archeologico.
Note
[1] https://www.youtube.com/watch?v=HUzKRes1cQ0
[2] https://www.facebook.com/reel/955724573452223
[3] https://pompeiisites.org/comunicati/nota-stampa-7/
[4] https://www.regione.campania.it
[5] https://www.normattiva.it
[6] https://www.metropolisweb.it/2026/02/15/la-protesta-delle-guide-agli-scavi-pompei-caso-approda-parlamento/
