Il governo venezuelano sventa un attentato golpista

Dopo le violenze scatenate dalla destra e il tentativo di colpo di stato dello scorso anno, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato giovedì scorso che è stato sventato un nuovo golpe contro la nazione sud-americana.


Il governo venezuelano sventa un attentato golpista

Dopo le violenze scatenate dalla destra e il tentativo di colpo di stato dello scorso anno, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato giovedì scorso che è stato sventato un nuovo golpe contro la nazione sud-americana. Nell’ultima pubblicazione di LCF avevamo riportato da TeleSUR la denuncia di Eva Golinger del tentativo in corso; ora pubblichiamo il discorso di Maduro in cui spiega tutti i passaggi con cui sarebbe dovuto avvenire il rovesciamento del governo bolivariano. 

di TeleSur 

Il presidente Nicolás Maduro ha denunciato questo giovedì che ufficiali dell’Aviazione dell’Esercito erano stati finanziati da funzionari del governo USA per portare a termine un Colpo di Stato in Venezuela, il quale si sarebbe sviluppato in diverse fasi:

  • 1. Pubblicazione del “Programma di Governo di Transizione” a mezzo stampa.
    Questo programma definiva i piani di governo dei golpisti.
  • 2. Attacchi con un aeroplano Tucano armato di artiglieria.
    Il bersaglio era il Palazzo di Miraflores (sede del governo venezuelano, ndr) o un spazio dove si fosse tenuto un atto del governo. L’attacco sarebbe stato realizzato con un aeroplano EMB 312 Tucano, il quale sarebbe dovuto essere portato dall’esterno perché gli aeroplani Tucano del Venezuela sono in riparazione e non possono volare”, ha spiegato Maduro. Gli attacchi miravano anche i mezzi di comunicazione, compresa teleSUR.
  • 3. Un video di un Generale colpevole.
    Sarebbe poi stato pubblicato un video di un generale colpevole e reo confesso del tentativo di colpo di Stato dello scorso anno, che avrebbe dato l’informazione che le forze militari si erano ribellate contro il presidente Nicolás Maduro che era stato rovesciato”.
    Il Generale al quale si fa riferimento è il Generale di Brigata Oswaldo Hernández Sánchez. Maduro sostiene che l’intenzione era che il video di Hernández fosse diffuso da CNN, Reuters, AP ed altre agenzie di notizie.
    Tuttavia, Maduro ha affermato che il video del generale non è stato registrato grazie a tutte le misure di sicurezza del Governo venezuelano. “Gli investigatori mi hanno informato di aver impedito la registrazione del video”.
    Questo fatto li ha obbligati a girare un altro video, ed anche di questo è stato a sua volta informato il leader venezuelano. “Hanno preso un appartamento a Maracay (centro venezuelano) due ufficiali insieme a due civili (mascherati da ufficiali), per registrare un altro video di 8 minuti e 42 secondi. Da quello stesso posto un ufficiale patriota ci ha mandato delle foto di quello che stava avvenendo”, ha detto Maduro ed ha aggiunto che il video aveva come obiettivo quello di “confondere la gente in Venezuela e nel mondo”.
    Anche la persona che ha girato questo videoè stata arrestata.

Gli ufficiali erano finanziati da Miami. 

“Era un gruppo finanziato da Miami, due di essi erano ricercati a livello internazionale”, ha assicurato il leader venezuelano. 

Egli ha inoltre spiegato che questo gruppo di ufficiali erano già stati catturati lo scorso anno ed erano detenuti con l’accusa di aver tentato di promuovere un colpo di Stato per instaurare un Governo di transizione. Tuttavia, uno di essi fu dimesso dal servizio e rimesso in libertà; ma a gennaio di quest’anno si è riattivato per tentare un nuovo piano golpista. 

“Quest’anno lo hanno prelevato, gli hanno pagato una somma importante in dollari, gli hanno dato una missione o più missioni, gli hanno fornito un visto nordamericano con data 3 febbraio. Gli hanno comunicato dall’Ambasciata (degli USA) che se avesse fallito con quello poteva entrare in una qualsiasi delle loro frontiere”, ha spiegato Maduro in merito all’ufficiale liberato lo scorso anno. 

“Svolgendo le nostre indagini, abbiamo scoperto che questo gruppo era stato riattivato ora, in gennaio, utilizzando questo ufficiale cui era stato permesso di tornare a casa. Abbiamo testimonianze di questo ufficiale già dal precedente colpo di stato, tra coloro che lo innescarono. E appena è stato riattivato e, praticamente il giorno seguente, noi ne eravamo già informati”. 

Il presidente ha ringraziato gli ufficiali che sono riusciti a impedire questo nuovo attacco contro la democrazia venezuelana. “Voglio dire grazie ai giovani ufficiali, agli organismi di intelligence perché sono stati in grado di tenere testa a questo complotto golpista contro il nostro paese”

Da tempo sostiene che “i gruppi fascisti che promuovono piani golpisti contro la Rivoluzione Bolivariana saranno sconfitti dalla coscienza e dalla mobilitazione popolare della nostra gente”

Ha sottolineato inoltre che la causa scatenante che avrebbe dovuto dare inizio alle azioni violente contro il Venezuela, sarebbe dovuta essere quella di generare, in questo 12 di febbraio, un clima ostile. “Volevano provocare molti morti a Caracas ed all’interno del paese durante le manifestazioni della destra”. 

La catena di eventi del colpo di Stato 

Attraverso il suo account Twitter @villegas_tlSUR la presidentessa di teleSUR, Patricia Villegas, ha spiegato in quattro punti le azioni violente che la destra venezuelana voleva provocare contro il Governo costituzionale di Nicolás Maduro (che ci illustra). 

  • 1. Guerra economica: “Pensavano che il popolo si sarebbe lasciato andare al saccheggio mentre io ero all’estero”.
  • 2. Generare un dibattito internazionale su una presunta crisi umanitaria in Venezuela.
  • 3. Golpe politico: “Stavano cercando un traditore” affinché partecipasse al rovesciamento del legittimo Governo Bolivariano.
  • 4. Golpe militare con l’attivazione del “Programma di Governo di Transizione”.

 

Il Ministro della Difesa condanna le azioni golpiste 

Il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, ha condannato attraverso il suo account Twitter @vladimirpadrino qualunque azione golpista contro il Governo costituzionale del Presidente Maduro. 

Precedentemente, il presidente dell’Assemblea Nazionale (AN) del Venezuela, Diosdado Cabello, aveva informato che i corpi di sicurezza avevano fermato un individuo che voleva mettere in atto un piano destabilizzatore contro il Governo di Nicolás Maduro

Cabello ha spiegato che il cittadino, identificato come Alvaro Jesús Carmona Rodríguez, voleva attivare il suo piano omicida durante un’attività alla quale il presidente venezuelano avrebbe partecipato nella città di Valencia, nello stato di Carabobo nel centro del paese. 

Ad un anno dai fatti violenti scatenati dalla destra golpista contro il Governo del Presidente Maduro, i venezuelani continuano ad appoggiare il progetto di paese disegnato dal Leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez. 

Il video del discorso di Nicolás Maduro:

 

15/02/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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TeleSur

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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