Mentre il baricentro del potere mondiale si sposta verso l'Indo-Pacifico, il Vietnam sta delineando una strategia di difesa che sfida le logiche bipolari. L'acquisizione programmata del caccia stealth russo di quinta generazione, il Sukhoi Su-57, prevista per l'inizio degli anni 2030, non è solo una modernizzazione tattica: è un manifesto di autonomia strategica in un'epoca di crescente pressione geopolitica. Contemporaneamente il Vietnam ha firmato un contratto per la costruzione di una Trump tower ad Ho chi Minh city. Ciononostante, l’alleanza militare tra Federazione Russa e Repubblica popolare del Vietnam rimane indissolubile. Per comprendere la vendita del Su-57 in Vietnam, occorre guardare alla durata e la solidità delle fondamenta gettate rinsaldatesi negli ultimi decenni. La Russia non è solo un fornitore, ma il partner storico che ha permesso ad Hanoi di mantenere la propria sovranità. Una breve cronologia dei rapporti tra questi due paesi ci potrebbe aiutare:
-Anno 1978. Trattato di Amicizia e Cooperazione: Sancisce l'alleanza formale e l'uso sovietico della base strategica di Cam Ranh.
-Anno 1994. Trattato sui Fondamenti delle Relazioni Amichevoli: La Russia post-sovietica conferma il legame strategico.
-Anni 1995-1997. Consegna dei primi Su-27SK: Il Vietnam entra nell'era dei caccia moderni.
-Anno 2001. Dichiarazione di Partnership Strategica: Prima visita storica di Vladimir Putin ad Hanoi.
-Anno 2009. Contratto del Secolo: Accordo da 2 miliardi $ per 6 sottomarini classe Kilo (Progetto 636.3), che cambiano gli equilibri sottomarini nel Mar Cinese Meridionale.
-Anno 2012. Elevazione a Partnership Strategica Globale: Il massimo livello di riconoscimento diplomatico vietnamita.
-Anni 2013-2017. Consegna e messa in servizio della flotta di sottomarini classe Kilo e delle fregate Gepard 3.9.
-Anni 2017-2019. Rafforzamento delle forze di terra con la fornitura di 64 carri armati T-90S/SK.
-Anno 2030 (Est). Orizzonte Su-57M1: Previsto ingresso in servizio del primo caccia stealth per contrastare la superiorità aerea regionale.
In un sistema internazionale polarizzato tra USA e Cina, il Vietnam utilizza la Russia come terza via. Fornendo sistemi d'arma avanzati ad Hanoi, in questo modo la Russia impedisce che il Sud-Est asiatico diventi un dominio esclusivamente cinese. Per il Vietnam, questo legame permette di perseguire la dottrina dei "Quattro No" (no alle alleanze, no alle basi straniere, no allo schieramento pro/contro, no alla forza), mantenendo la capacità di difendersi senza dover scegliere formalmente tra i due blocchi contrapposti.
Il Su-57 crea una deterrenza credibile nel Mar Cinese Meridionale. Il Mar Cinese Meridionale è il teatro dove la geopolitica si fa estremamente dura. L'introduzione del Su-57 — specialmente nella versione avanzata M1 con motore AL-51F-1 — cambia l'equazione del rischio per Pechino. Un caccia stealth capace di proiezione a lunga distanza e permette ad Hanoi di negare l'accesso (A2/AD) alle proprie acque territoriali ad altri partner e competitor strategici. Consente ulteriormente di pareggiare il gap tecnologico con i caccia J-20 cinesi. L'acquisizione del Su-57 pone però Hanoi davanti alla sfida delle sanzioni statunitensi emesse secondo il CAATSA (Countering America's Adversaries Through Sanctions Act). L'applicazione da parte statunitense del CAATSA, in particolare la Sezione 231, rappresenta uno degli strumenti di politica estera più incisivi degli Stati Uniti. Sebbene l'obiettivo dichiarato sia colpire l'influenza russa, gli effetti economici collaterali ricadono pesantemente sui partner strategici di Washington, costringendoli a scelte finanziarie e industriali drastiche. Washington si trova davanti a un paradosso: sanzionare il Vietnam rischierebbe di indebolire l'unica nazione della regione capace di resistere autonomamente all'espansionismo cinese. Hanoi scommette sulla propria centralità geografica, confidando che gli USA accetteranno un Vietnam armato dai russi pur di non avere un Vietnam vulnerabile a Pechino.
Scelta la neutralità come modello, il Vietnam deve d’altra parte rafforzarsi sul piano militare per non divenire un paese irrilevante geopoliticamente. Appare chiaro che la scelta dei Su-57 rappresenta lo scudo tecnologico di una nazione che ha imparato dalla storia che la neutralità è rispettata solo se è costosa da violare. In questo scacchiere, la Russia rimane il partner insostituibile che permette ad Hanoi di guardare in faccia i giganti senza dover abbassare lo sguardo.
