Nuovi equilibri e futuri scenari

Osservatorio sul mondo che cambia, videointervista al prof. Orazio di Mauro.


La video intervista analizza diversi scenari geopolitici internazionali partendo da una tregua temporanea tra Libano (Hezbollah) e Israele. Gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni su Israele per accettare l’accordo, includendo anche il Libano nel processo di tregua. Viene evidenziato che Hezbollah, nonostante gli attacchi israeliani, mantiene capacità operative, continuando a lanciare razzi. Sul piano europeo, si sostiene che l’Italia, pur avendo sospeso il rinnovo automatico di un accordo militare con Israele, continui di fatto a collaborare militarmente. La discussione si sposta poi sul Golfo di Hormuz, area strategica per il traffico energetico globale, sottolineando il rischio di una sua chiusura e le possibili conseguenze, tra cui una crisi energetica e razionamenti, specialmente in paesi con scarse riserve come l’Italia. Successivamente, viene analizzata la situazione di Cuba, considerata vulnerabile a possibili pressioni o attacchi esterni, ma allo stesso tempo capace di una certa resistenza interna grazie alla popolazione armata. Tuttavia, il paese appare limitato militarmente e dipendente da forniture esterne. Nel complesso, si afferma che alcune aree di crisi, come Iran e Libano, risultano temporaneamente stabilizzate, mentre altre tensioni restano aperte, in particolare nello Stretto di Hormuz. Si sottolineano inoltre presunti limiti delle forze occidentali nel sostenere conflitti terrestri prolungati. Infine, viene trattato il conflitto in Ucraina, con l’espansione delle forze russe nella regione di Sumy. Questa avanzata viene interpretata come un tentativo di creare zone cuscinetto lungo il confine o come possibile leva per future negoziazioni territoriali.

17/04/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Redazione

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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