Portogallo: una finanziaria di sinistra?

I due partiti di sinistra che sostengono dall'esterno il governo socialdemocratico hanno votato a favore della finanziaria proposta dal governo.


Portogallo: una finanziaria di sinistra? Credits: foto da http://www.eunews.it/

Le sinistre appoggiano la legge finanziaria portoghese: “Una finanziaria coraggiosa che, nonostante il governo abbia assecondato i criteri e le linee guida di Bruxelles, restituisce salari e diritti”, così è stata definita la finanziaria 2016 del Portogallo dal segretario del Partito Comunista Portoghese (PCP) Jeronimo de Sousa. Una finanziaria “per proteggere chi lavora” secondo Mariana Mortagua del Blocco di Sinistra.

di Paolo Rizzi

Una finanziaria di sinistra

I due partiti di sinistra che sostengono dall'esterno il governo socialdemocratico hanno votato a favore della finanziaria proposta dal governo. Uno dei punti fondamentali è che, a differenza degli anni passati in cui la legge di stabilità era imposta dal governo sotto dettatura della Troika, si è svolto un dibattito vero nel parlamento portoghese e le sinistre hanno potuto incidere sul testo finale, includendo alcuni dei punti contrattati nel novembre scorso per permettere la nascita del governo.

Tra le misure più significative della finanziaria c'è il mancato taglio delle pensioni concordato con l'UE dal precedente governo delle destre, le pensioni vengono invece sbloccate e adeguate all'inflazione. Si pone fine ai tagli ai salari dei dipendenti pubblici, si assegna a un milione di famiglie povere una tariffa agevolata per l'elettricità.

Il PCP sottolinea alcuni provvedimenti che sono stati inseriti in finanziaria su emendamento del gruppo parlamentare comunista: l'introduzione di un sussidio speciale dedicato ai disoccupati di lungo corso, la fornitura dei libri di testo gratuiti per il primo anno delle elementari, un sistema di tassazione più equo per i piccoli lavoratori autonomi, lo sblocco delle assunzioni nelle scuole superiori e il blocco dei minimi e dei massimi delle tasse universitarie.

Il Blocco si dice orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione di una finanziaria che “comincia a correggere delle grandi ingiustizie e porta un po' di sollievo a milioni di cittadini già puniti dall'austerità”.

I limiti della finanziaria

Che si arrivasse a una finanziaria del genere non era scontato. Fin dalla sua nascita il governo socialdemocratico ha avuto al suo interno elementi impossibili da definire “di sinistra”, come il ministro delle finanze Centeno. Ma non solo: di fronte a una crisi pesante come quella della Banca Banif il governo ha preferito accordarsi con il centrodestra per operare un “salvataggio” della banca con soldi pubblici per poi rivendere la banca risanata ai privati, piuttosto che dialogare con le sinistre che chiedevano la nazionalizzazione. Infine, le elezioni presidenziali in cui il Partito Socialista non ha presentato un candidato, lasciando di fatto la vittoria al conservatore Rebelo de Sousa, non hanno certo aiutato a costruire un clima istituzionale favorevole a proposte economiche innovative.

Sia il PCP, sia il Blocco si esprimono esplicitamente sui limiti della finanziaria e del governo. Per il Blocco, c'è bisogno di politica industriale, di investimenti pubblici e di una riforma delle tasse strutturale. Questo non è stato assicurato dalla finanziaria 2016 e, secondo la formazione di sinistra radicale, probabilmente non potrà mai essere assicurato fin quando il Portogallo dovrà riservare parti ingenti del suo budget per ripagare i debiti nei piani imposti dall'Unione Europea.

Anche per il Partito Comunista è necessario “andare più in là”. Il leader del gruppo parlamentare comunista Oliveira sottolinea come le proposta di aumentare le mensilità delle pensioni di 10 euro e di fare una riforma progressiva dalla tassazione universitaria siano state bocciate a causa del Partito Socialista. In particolare, i socialisti sono accusati di rifiutarsi di rompere con gli interessi del capitale e con i diktat imposti dall'Unione Europea.

24/03/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Paolo Rizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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