Family day. Una giornata da farisei a piazza san Giovanni

Il mondo cattolico protesta contro i diritti civili delle coppie omosessuali. Contestata anche l’ideologia gender, come progetto educativo da inserire nel Pof delle scuole. Gli studi di John Money sulla teoria del genere. Le testimonianze di Adinolfi, direttore della testata “La Croce” e di Kiko Arguello, fondatore del percorso neocatecumenale. Le parole del Papa sul gender. Le proteste e contro proteste dei politici. Il ddl Cirinnà in votazione al Senato.


Family day. Una giornata da farisei a piazza san Giovanni

Il mondo cattolico protesta contro i diritti civili delle coppie omosessuali. Contestata anche l’ideologia gender, come progetto educativo da inserire nel Pof delle scuole. Gli studi di John Money sulla teoria del genere. Le testimonianze di Adinolfi, direttore della testata “La Croce” e di Kiko Arguello, fondatore del percorso neocatecumenale. Le parole del Papa sul gender. Le proteste e contro proteste dei politici. Il ddl Cirinnà in votazione al Senato.

di Alba Vastano

Una piazza importante della Capitale, quella di San Giovanni in Laterano. famosa anche per le manifestazioni del primo maggio. Da lì, nella rituale data, parte da sempre il coro unanime di chi e per chi è deprivato del primo diritto costituzionale, il lavoro. Una piazza che accoglie a suon di musica, con il suo mitico concertone, un popolo che si ribella ai soprusi delle politiche neoliberiste e che difende la Costituzione. Il 20 giugno quel luogo è stato svilito e profanato da manifestanti che dei diritti degli altri non ne vogliono sapere, difendendo solo i propri, una piazza che rifiuta l’emancipazione e il progresso, che calpesta i diritti umani e che ha violato profondamente il principio di uguaglianza e pari opportunità.

Anche la pioggia ha voluto lacrimare su questa piazza sprofondata nella barbarie più profonda. E lo hanno chiamato “Family day - Difendiamo i nostri figli”, per inneggiare ad una istituzione che di sano non ha poi molto, considerando l’alto numero di separazioni e di divorzi fra etero. Considerando quanto i figli generati da un uomo e da una donna, spesso, come si evince dalle inchieste, siano in gran parte figli a disagio scolastico e a disagio relazionale. Sono figli davvero indifesi. Esistono sicuramente, ma sono sempre più rare, le famiglie per cui la serenità dei figli è centrale. Una piazza ipocrita, quindi, da cui sventolavano striscioni ipocriti e banali. “La mamma senza il papà è come il pane senza nutella” e “Ogni bimbo ha una mamma e un papà’”. E ancora, per tenere il tema della manifestazione, “Gender is danger”.

Contestano i manifestanti, un popolo imprecisato di laici provvisti di passeggini e religiosi muniti di immagini sacre, contro l’ideologia del genere e i diritti delle unioni civili, contemplati nel ddl Cirinnà, in dirittura d’ arrivo al Senato. Con l’approvazione del ddl verranno riconosciuti i diritti civili, come la reversibilità della pensione e il diritto di permessi retribuiti per assistenza al malato ospedalizzato, a chi decidendo di convivere forma una coppia omosessuale o etero, senza il tradizionale vincolo del matrimonio. Si oppongono inoltre all’iniziativa del governo di inserire nel pof delle scuole il progetto di educazione alle diversità sessuali, in base alla teoria del gender. Contestano perché temono che i figli vengano indottrinati su un’ideologia che per loro è trasgressiva. La famiglia moderna, quel sistema aperto alle esperienze basata non sui dogmi della Chiesa ma sull’accoglienza e sull’amore, allora è un’utopia? E la Chiesa cattolica, con i suoi cupi e iniqui scandali dei preti pedofili e che condivide la rivolta delle famiglie contro le diversità di genere e le unioni civili, come può essere assunta a testimone di un credo e di una fede basata sul principio di eguaglianza e sull’amore fra gli uomini, arrivando a chiamarli fratelli? .Chi infine può asserire, senza possibilità di smentita che l’unica famiglia sana è quella etero?

Ideologia gender

Se n’è già parlato su questo giornale dell’ideologia gender e di quanto la proposta alle scuole da Roma capitale abbia fatto tremare la rigida etica di molte famiglie, tutta volta ad una tipologia di progetto educativo basata sul rigore e sui principi cattolici. No alla cultura per l’accettazione dell’omosessualità, no due papà, no due mamme, no gay quindi. No alle unioni civili che prevedono gli stessi diritti di un matrimonio etero. Le coppie che decidono di unirsi in una convivenza, se non sono regolarmente sposate, non possono godere degli stessi diritti civili delle etero, secondo i manifestanti. È un grido di contestazione univoco che si leva dalla piazza San Giovanni, un grido che fa tornare a qualche secolo fa, che rimanda alla notte dei tempi quando il potere era nelle mani dell’Inquisizione. E si dava la caccia alle streghe, bruciandole vive sul rogo, perché considerate pericolose dalla Chiesa.

Uno “schiaffo” dei manifestanti anche al dottor John Money che, già dagli anni 70, affermò che fra sesso e genere corre una certa differenza. “Nasciamo con un corpo sessuato, ma possiamo camminare in direzione diversa, maschile o femminile. Il genere lo decide la natura, la cultura e l’educazione” Per Money , lo studioso della teoria gender, è essenziale non essere ondivaghi fra i due sessi, ma avere un’identità sessuale ben definita. Il sesso, quindi, secondo Money, è un fatto biologico, il genere si sceglie nel percorso della crescita. Da qui a dare la caccia alle streghe, solo perché un giovane facendo coming out ha il coraggio di dichiararsi gay o perché due persone dello stesso sesso, scoprendo di amarsi decidono di convivere e di offrire il loro amore a un bambino, si piomba nel primo medioevo.

Ed è lì che i manifestanti contro le unioni civili e il gender sono tornati, dimenticando di vivere nel ventunesimo secolo, il tempo che dovrebbe essere quello delle aperture alle diversità e delle conquiste per le pari opportunità e i pari diritti. E non li ha salvati dall’abisso della grettezza l’avallo del papa, nel suo discorso del 14 giugno, fatto riascoltare durante la manifestazione “La teoria del gender è un’espressione di frustrazione che mira a cancellare la differenza sessuale, secondo cui a definire l’orientamento sessuale dell’individuo non è il corredo genetico, ma un insieme di elementi culturali” e afferma ancora il Pontefice“È in atto una colonizzazione ideologica, che avvelena le famiglie. Abbiamo bisogno di una vera rinascita morale e spirituale”. Nel Medioevo ci sono finiti comunque.

Le testimonianze dalla piazza

Da brivido le voci dal palco durante la manifestazione. Un Adinolfi ultracattolico, che dopo la pubblicazione del suo libro con un titolo alquanto emblematico “Voglio la mamma”, continua ad infierire contro il ddl Cirinnà e contro Saviano dalle pagine della sua testata online “La Croce”, anch’essa dal titolo alquanto significativo. È lui uno dei promotori del family day e fa un discorso sulle colpe di Elton John che vuole adottare un figlio, comprando ovuli fecondati di una povera donna. Ovuli che verranno impiantati nell’utero di altra donna a cui verrà poi sottratto il figlio. Un mercimonio a cui seguiranno le lacrime e la disperazione di un bambino, perché non ha la mamma, ma due papà a lui estranei. Davvero un discorso “toccante.

Ma ancora piú inquietante e farneticante il discorso di Kiko Arguello, pittore spagnolo, fondatore di un percorso di fede cristiana “ il cammino neocatecumenale”. Dal palco ha parlato in modo alquanto singolare, per non dire folle, dei femminicidi. Per lui il femminicidio sembra essere giustificato, infine, dall’indifferenza della donna verso l’uomo che in lei trova fonte d’amore. E se l’uomo non ha il conforto della fede in Dio si trova perso e può arrivare ad uccidere lei, i figli, e infine si toglie la vita “poiché un marito si nutre dell'amore della moglie. Quando la moglie lo abbandona il primo moto è quello di ucciderla perché sperimenta il non essere amato e il non amore è un inferno". L’incredibile è che dalla piazza c’è stata una lunga e fragorosa ovation, in particolare per Arguello. Un discorso che ha fatto reagire il Vaticano, per la gravità delle pubbliche dichiarazioni sul delicatissimo tema della violenza sulle donne. Ma non sembra preoccuparsi il Vaticano delle migliaia di persone che hanno applaudito a lungo, invece di lasciare indignati la piazza.

Ad infierire sulle unioni civili e sul gender, ha lanciato la sua invettiva dal palco della piazza anche l’Imam di Centocelle, Ben Mohamed, non bastava l’ira dei cattolici. “Siamo qui tutti insieme, musulmani e cristiani, per difendere la famiglia. Anche la comunità islamica è contro questo progetto pericoloso per l’esistenza dell’umanità che vuole inquinare i cervelli dei nostri figli”.

Le proteste, le contro-proteste e le indignazioni per la manifestazione dal mondo della politica

Tante però anche le voci contro. Si è fatta sentire forte e indignatissima la protesta di Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle riforme. Così dal “Milano Pride” “L’Italia deve fare ancora molta strada. Non si può pensare di modernizzare un paese se non si permette alle persone di costruire i propri progetti di vita”, smentito immediatamente da un inviperito Roberto Formigoni “Scalfarotto ha perso la testa di fronte a una piazza piena di gente, nonostante la pioggia”. Mentre Aurelio Mancuso, presidente di “Equality Italia” lancia la sua indignazione: “La kermesse di oggi alimenta paura e odio e propaganda palesi bugie sulla teoria del gender”. Protesta anche da Sel con la campagna #chiconoscenonhapaura e dal Gay center con l’hashtag #familygay.

Mentre da Pierferdinando Casini arriva l’invito ad ascoltare “…le voci delle famiglie riunite a Roma. Non rispettare Piazza San Giovanni, significa non rispettare una parte dell’Italia”. Controbatte Andrea Marcucci, primo firmatario del ddl per le unioni civili “Chi vuole guerre di religione, come gli organizzatori del family day, sbaglia secolo. Le unioni civili non sono contro qualcuno, ma a favore dei diritti e dell’equità”.

E mentre in molti stati europei si viaggia ad alta velocità riguardo i diritti delle unioni civili, (recente il referendum vinto in Irlanda), in Italia si sfornano ancora santini e pregiudizi che probabilmente neanche l’approvazione del ddl Cirinnà riuscirà a fermare.

26/06/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Alba Vastano

"La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re. Non si rende conto che in realtà è il re che è il Re, perché essi sono sudditi" (Karl Marx)


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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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