Recensioni

Proseguiamo nella recensione di questa ottima miniserie, che riesce a essere pienamente godibile dal punto di vista del godimento estetico, lasciando al contempo moltissimo su cui riflettere allo spettatore

Un’ottima miniserie, a giudicare dai primi tre episodi qui recensiti, che coniuga nel miglior modo realistico gli avvenimenti della storia universale – lo scontro fra chi si batte per l’emancipazione del genere umano e chi per la disemancipazione – con le vicende particolari dei tipici protagonisti.

Lo Stato nazionale non è scomparso, ma si sta riorganizzando in funzione dell'offensiva contro la classe lavoratrice. Le istituzioni europee hanno sostenuto quest'offensiva. Per una una ricomposizione di classe servirebbero analisi adeguate, un sindacato forte e conflittuale e un partito comunista.

L’affermazione dell’Ue e l’introduzione dell’euro hanno determinato la centralizzazione dei capitali, la riduzione dei salari e delle pensioni, i tagli ai servizi sociali e alla democrazia. I lavoratori devono battersi per la sovranità democratica.

Una significativa serie prodotta in Sud Africa da cui emerge come la mancanza di una formazione marxista renda, volenti o nolenti, anche gli spiriti più ribelli egemonizzati dal pensiero dominante, funzionale alla classe dominante

L’attivista ecosocialista Ian Angus individua la causa della degenerazione ambientale del pianeta nell’affermarsi del “capitalismo fossile”, che ha compromesso i fondamentali cicli naturali del Pianeta. Politica è l’analisi e politica è dunque la proposta di soluzione al problema: solo una svolta ecosocialista potrebbe invertire la marcia verso il disastro che l’umanità ha intrapreso.
Una serie che – pur riuscendo a innestare in un, a tratti, intrigante thriller tematiche sostanziali come l’antisemitismo e il maschilismo – non riesce né a garantire un adeguato godimento estetico, né a offrire sufficientemente da riflettere allo spettatore

La coraggiosa, ma velleitaria battaglia individuale di un europeista utopista contro le istituzioni ultra-liberiste dell’Unione europea reale

Il film “Cuties” ha destato scandalo per la rappresentazione di adolescenti in atteggiamenti sessualmente espliciti. In realtà il film è una denuncia contro gli stereotipi che rendono la donna vittima dell’oppressione patriarcale sia nelle culture integraliste che in quelle che apparentemente non lo sono.
Una serie che dietro un viaggio spaziale nasconde sottili messaggi politici che arrivano allo spettatore senza che neanche se ne accorga.
Miniserie tratta dall’omonimo romanzo fantapolitico di Philip Roth, affronta tematiche politiche sostanziali garantendo al contempo un significativo godimento estetico
Concludiamo la recensione della serie Snowpiercer e recensiamo, per sommi capi, alcuni film usciti recentemente e disponibili sul web
Una godibile serie Netflix, che lascia molto da riflettere al pubblico su questioni sostanziali del conflitto di classe.
Una serie statunitense tutta al femminile che ci parla dello sfruttamento e delle principali lotte in corso.
Nonostante il lungo blocco dovuto alla pandemia il cinema presentato nelle sale in Italia riparte in sordina.
Concludiamo la nostra analitica recensione alla grande e poco considerata opera di Domenico Losurdo: L’ipocondria dell’impolitico.
Il libro del sociologo Ricardo Antunes sui processi di precarizzazione in Brasile.
Nella sua forma più coerente e radicale la fede nella trascendenza religiosa rende impossibile l’edificazione di un’autentica comunità di citoyens, ed è a sua volta la mancanza di tale comunità a rendere inevitabile il ricorso all’evasione religiosa.
Proseguiamo nella recensione analitica di questo gioiello nascosto di Losurdo: L’ipocondria dell’impolitico
Un capolavoro del realismo poetico datato 1939, che non ferma la sua traiettoria tra i confini del noir.
Ben lungi dall’essere sinonimo di spirito attivo e innovativo, l’ipocondriaca incapacità di riconoscersi nel reale ovvero la saccenteria del dover essere sfociano nell’immobilismo e nell’impotenza politica

Nella visione di questo film si conferma che la gran parte della sinistra politica è inestricabilmente legata alla sorte delle classi medie, alle loro ansie, alla loro parabola o declino sociale.

A due anni dalla morte del più grande storico delle idee marxista pubblichiamo una analitica recensione a una sua grande opera poco conosciuta: L’ipocondria dell’impolitico.
Una magnifica mostra del più grande fra i pittori, in parte deturpata dalle modalità di fruizione imposte dalla pandemia.
Un documentario prodotto da Michael Moore e girato da Jeff Gibbs mette in discussione la possibilità che possa esistere un capitalismo verde.
Sorrentino, Spike Lee e i fratelli D’Innocenzo sono dei registi certamente dotati ma, essendo privi di una visione del mondo autonoma rispetto alla dominante, producono opere molto discutibili e certamente sopravvalutate
La Rivoluzione cubana raccontata dalle donne: cosa hanno fatto loro per la rivoluzione e cosa la rivoluzione ha fatto per loro.
La nuova serie di Sorrentino che accentua tanto le miserie, quanto lo splendore della prima.
Una serie con tutti i grandi pregi e i grandi difetti del cinema di Sorrentino, che coniuga una sacrosanta critica radicale dei vertici della chiesa cattolica con un secentismo programmatico

Un documentario ecosocialista che mette a nudo il complesso eco-industriale e la svendita del movimento ambientalista agli interessi delle grandi multinazionali.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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