Recensioni di classe 48

Recensioni di classe all’ottimo film Anche io,  al sorprendente – in senso positivo – Le pupille, all’interessante Pinocchio di Guillermo Del Toro, ai godibili, ma non certo belli, Glass Onion - Knives Out e Il gatto con gli stivali 2 - L'ultimo desiderio, ai pessimi RRR, Top Gun – Maverick, Pinocchio di Zemeckis, agli insostenibili: Black Panther - Wakanda Forever, Red, Everything Everywhere all at Once e alle immeritate candidature ai premi Oscar.


Recensioni di classe 48

Anche io di Maria Schrader, drammatico, Usa 2022, in sala dal 19 gennaio, voto: 8,5; film molto bello, intenso, centrato su una questione di sostanziale importanza: lo sfruttamento sessuale essenzialmente delle donne nei luoghi di lavoro da parte, nella stragrande maggioranza dei casi, di padroni maschi. Finalmente si pone al centro del film un aspetto essenziale del conflitto sociale e si dimostra anche come sia possibile vincere, almeno una battaglia importante come questa, che porta alla condanna di un predatore sessuale e permette di far emergere il problema. Nel film ci sono diversi spunti per ampliare e rendere emblematica la vicenda trattata. Emerge, innanzitutto, che tutto il sistema è, o quanto meno era, organizzato per coprire, a tutti i livelli, anche legali, le violenze sessuali, soprattutto dei padroni maschi verso le loro dipendenti, quasi sempre donne. Si denuncia anche che tale sistema di sfruttamento anche sessuale è, di fatto, sistematicamente presente in moltissimi luoghi di lavoro. Inoltre, emerge che sui set del cinema, campo su cui si è deciso di indagare, si tratta di una prassi sistematica. A questo punto, però, il film non ci svela una serie di interrogativi che qualsiasi persona razionale e schierata per l’emancipazione del genere umano non può non domandarsi. Perché questo scandalo che potenzialmente doveva travolgere un intero sistema si è fermato con la sacrosanta condanna di un produttore ebreo di film progressisti? Perché al contrario Trump la ha fatta franca? Ma soprattutto, visto che si trattava di un problema sistematico sui set e, più in generale, nei luoghi di lavoro come mai non si è andati avanti nell’indagine e della denuncia. Inoltre, tutto il sistema costruito per coprire questi casi come mia non è stato più precisamente denunciato e, soprattutto, smantellato? Perché anche questo ottimo film di denuncia non è stato per niente pubblicizzato persino dall’unico quotidiano sedicente comunista italiano? Perché è uscito in pochissime e scomodissime sale? Perché sin dal titolo, dal momento che si anglicizza tutto, non si è scelto, per attirare l’attenzione sull’importanza del tema trattato, il titolo Me too, piuttosto che il del tutto anonimo Anche io. L’impressione che si ha, anche leggendo gli esiti dell’indagine alla fine del film, è che si è fatto di tutto per far apparire il predatore sessuale, ebreo produttore di film progressisti, come la mela marcia, eliminata la quale il sistema sarebbe stato in grado di autosanarsi. Tanto più che non solo non si individuano altri responsabili, ma il silenzio mafioso che nasconde questa forma estrema di sfruttamento nei luoghi di lavoro viene, ancora una volta, riaffermato.

Le pupille di Alice Rohrwacher, cortometraggio di 37 minuti, Italia, Usa 2022, disponibile su Disney+, nomination miglior cortometraggio ai premi Oscar 2023, voto: 7-; godibile e significativo film dal punto di vista formale e con una lodevole critica degli istituti per orfani della chiesa cattolica e, in particolare, del loro sostegno al fascismo anche durante la guerra mondiale. Molto efficaci anche le giovanissime interpreti. Meritata la nomination agli oscar, anche perché si evitano i tipici difetti del cinema italiano.

Pinocchio di Guillermo Del Toro, Mark Gustafson, animazione, per ragazzi, Francia, Usa 2022, distribuito da Netflix, premiato come miglior film di animazione a Golden Globe 2023 e Critics Choice Award 2023, valutazione: 6,5; attuale e geniale la riambientazione di Pinocchio in uno scenario di guerra e di affermazione in Italia del regime totalitario fascista. Efficace la satira del fascismo e la critica alla guerra, significativo il personaggio del Grillo parlante e, in parte, anche di Pinocchio. Significativa la catarsi finale in cui si fa i conti, serenamente e laicamente, con la conclusione della vita, naturalmente, con la morte. Di contro assume connotati ancora più di denuncia l’assassinio del bambino a causa dei bombardamenti terroristici. Nonostante questi spunti interessanti, il film resta più indicato per i bambini che per gli adulti. I suoi principali limiti sono il melodrammone e i personaggi troppo unilateralmente delineati. Anche la contraddittorietà di Pinocchio viene, di fatto, cancellata e solo Lucignolo diviene un personaggio più ricco e complesso rispetto a come era tratteggiato nel libro di Collodi. Anche dal punto di vista formale il film è discreto.

Glass Onion - Knives Out di Rian Johnson, commedia, Usa 2022, distribuito da Netflix, nomination miglior film brillante Golden Globe, premiato come miglior film brillante e miglior cast ai Critics Choice Award 2023, in cui ha ricevuto 8 nomination fra cui miglior film, nomination miglior sceneggiatura non originale agli Oscar e ai  Writers Guild Awards 2023, voto: 6. Film premiatissimo, anche se non particolarmente agli Oscar; per quanto possano essere di non grandi qualità gli attuali film brillanti, Glass Onion è certamente sopravvalutato. Resta una piacevole merce di evasione dell’industria culturale, che ha uno spunto interessante nel mostrare tutta la miseria morale e intellettuale di un “grande imprenditore” stile Steve Jobs.

Il gatto con gli stivali 2 - L'ultimo desiderio di Joel Crawford, Januel Mercado, animazione, Usa 2022, nomination miglior film di animazione a Oscar, Golden Globe, Bafta, Critics choice awards 2023, voto: 6. Film godibilissimo, anche per gli accompagnatori dei bambini. Molto curato dal punto di vista formale e senza cadute dal punto di vista del contenuto. Peccato che abbia troppo poco di sostanziale da offrire per lasciare qualcosa di significativo su cui riflettere allo spettatore adulto.

RRR di S. S. Rajamouli, azione, India 2022, nomination miglior film straniero ai Golden Globe, vince il premio di miglior straniero a Critics Choice Award 2023, dove riceva la nomination anche come miglior film e migliore regia, distribuito da Netflix, voto: 5. Film vergognosamente sopravvalutato, è un polpettone del tutto irrealistico e completamente inverosimile, merce prodotta dall’industria culturale indiana, dal punto di vista formale davvero insostenibile, si salva in parte solo per un aspetto centrale del contenuto, cioè la lotta di liberazione coloniale contro il Regno unito. Peccato che un contenuto così sostanziale, che cancella il mito non violento gandhiano – non a caso tanto caro all’imperialismo – sia improntato a un individualismo così estremo da far apparire moderata, in tal senso, persino la classica americanata stile Top Gun

Top Gun – Maverick di Joseph Kosinski, azione, Usa 2022, nomination miglior film, sceneggiatura, montaggio, etc. agli Oscar, nomination miglior film drammatico a Golden Globe, premiato per la migliore fotografia ai Critics Choice Award 2023, dove ha ricevuto anche la nomination a miglior film, film dell’anno all’American Film Institute Awards 2023, voto 4,5. Naturalmente, fra i film più sinistramente sopravvalutati, in quanto è l’apologia di un’aggressione imperialistica preventiva all’Iran. Ritroviamo tutti i peggiori aspetti delle merci dell’industria culturale statunitense. Tutto è scontato e prevedibile. Significativo il parallelo con RRR, l’equivalente indiano di Top Gun. Dal punto di vista formale l’industria culturale statunitense è decisamente più avanzata di quella indiana, ma dal punto di vista del contenuto mentre quella indiana racconta, sebbene nel modo peggiore, una epopea antimperialista del passato, Top Gun pretende di realizzare l’epopea di una aggressione imperialista, da anni in preparazione, verso un paese del terzo mondo.

Pinocchio di Robert Zemeckis, commedia, drammatico, family, Usa 2022, distribuito da Diseny+, voto: 4,5. Il film di Zemeckis parte anche meglio di quello di Del Toro, che lo ha completamente oscurato. Ma perde ben presto i motivi di interesse, divenendo un noioso film per bambini dell’industria culturale. In tal modo il film, dinanzi al ben più interessante Pinocchio di Del Toro, perde ogni ragione di essere. Tanto più che ha anche cadute decisamente reazionarie confondendo il regno dei balocchi con l’utopismo rivoluzionario. 

Black Panther - Wakanda Forever di Ryan Coogler, azione, avventura, fantascienza, Usa 2022 distribuito da Disney +, diverse nomination a premi secondari agli Oscar, voto: 4+. Insostenibile, come sostanzialmente tutti i film di supereroi, in quanto oltre a essere decisamente irrealistici e inverosimili non hanno nulla di sostanziale da trasmettere, sono prodotti di evasione, adatti al massimo a un pubblico infantile che non ha voglia di crescere. Gli unici aspetti significativi sono la denuncia delle potenze imperialiste nelle politiche estrattiviste. D’altra parte si esalta una società primitiva, chiusa in se stessa, con una monarchia assolutistica. Infine si propone un futuro involontariamente distopico in cui vi è un grande sviluppo tecnologico posto al servizio di società estremamente arcaiche, quantomeno, dal punto di vista politico-sociale.

Red di Domee Shi, animazione, Usa 2022, nomination miglior film di animazione agli Oscar, Golden Globes, Bafta e Critics Choice Award 2023, prodotto dalla Pixar e distribuito su Disney + voto: 4. Sotto il controllo della Disney la Pixar è stata sempre più normalizzata fino a perdere i propri tratti caratteristici. Il film, insostenibile per gli adulti, non è nemmeno troppo adatto ai bambini. Da una parte vi è la completa omologazione all’industria culturale, dall’altra una trovata metaforica che rende tutta la vicenda estremamente inverosimile e, di fatto, infantile

Everything Everywhere all at Once azione, Usa 2022, nomination miglior regia, film brillante, sceneggiatura e diversi altri riconoscimenti ai Golden globe, miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio e diversi altri riconoscimenti ai Critics Choice Award 2023, film dell’anno AFI - American Film Institute Awards 2023 e Mymovies e diversi altri riconoscimenti, voto: 3; sicuramente fra i film più assurdamente sopravvalutati dell’anno. I riconoscimenti ricevuti dimostrano quanto i sedicenti “critici” siano completamente accecati dall’ideologica irrazionalista dominante postmoderna e abbiano proprio per questo posizioni più apertamente reazionarie della stessa industria culturale statunitense. Si tratta di un film insostenibilmente demenziale, del tutto antirealistico, completamente inverosimile, realizzato alla maniera dei film da sala parrocchiale, pura droga per il popolo, per di più d’infima qualità. Anche il contenuto, oltre alla forma, riesce a essere il massimo del reazionario portando lo spettatore a impersonarsi nel piccolo borghese, che ha il suo principale nemico nel fisco, in quanto fa di tutto per evadere in modo truffaldino le tasse. Dunque il male nel multiverso è impersonato dall’impiegata dell’agenzia delle entrate.

Le nomination ai premi Oscar 2023

Everything everywhere all at once, un film assolutamente insostenibile, totalizza in maggior numero di nomination (11), dopo aver trionfato ai Critics Choice Award. Sostanzialmente ha vinto il peggiore. Al secondo posto come numero di nomination troviamo Niente di nuovo sul fronte occidentale e Gli spiriti dell’isola, cioè altri due film decisamente sopravvalutati, anche se sono, altrettanto decisamente, meno peggio del mattatore. Fuori luogo anche le 8 nomination vinte da Elvis. Decisamente più meritate le 7 nomination di The Fabelmans di Spilberg, anche perché si tratta di nomination in tutte le categorie più rilevanti. Decisamente inaccettabili le 6 candidature per il fascistissimo Top Gun e per il sopravvalutato Tàr, che merita esclusivamente la candidatura a migliore attrice per Cate Blanchet. Cinque nomination, sebbene tutte in categorie secondarie, sono comunque troppe per il Blockbuster Black Panther. Mentre decisamente maggiori riconoscimenti avrebbe meritato, soprattutto rispetto agli altri film più premiati,  Avatar: la via dell’acqua che, pur essendo migliore dei precedenti, prende solo 4 nomination, di cui solo una di peso e rischia così di vincere esclusivamente per i migliori effetti speciali. Fortunatamente Babylon prende solo 3 nomination minori, che appaiono decisamente anche troppe per, i davvero pessimi, Batman e Triangle of Sadness, quest’ultimo decisamente fra i film più assurdamente sopravvalutato, visto che si piazza in categorie di grande rilevanza, cosa molto rara per un film non statunitense. La cosa davvero impressionante è come la critica cinematografica sia arretrata rispetto persino al grande pubblico. Abbiamo così il grande pubblico che dà nettamente la sua preferenza ad Avatar: la via dell’acqua, il migliore fra i film con maggiori riconoscimenti, mentre la critica cinematografica dà altrettanto nettamente la sua preferenza ai film peggiori e maggiormente reazionari come Everything everywhere all at once negli Usa e Triangle of Sadness in Europa.

Fra i dieci migliori film – in cui sono inclusi solo quelli distribuiti negli Stati Uniti, evento molto raro per un film straniero – gli unici due che meritano il riconoscimento sono Avatar: la via dell’acqua, il migliore fra i candidati, e The Fabelmans di Spielberg. I peggiori e più ingiustamente sopravvalutati della top ten sono Everything Everywhere All at Once, Top Gun: Maverick e Triangle of Sadness. Decisamente sopravvalutati sono anche Niente di nuovo sul fronte occidentale, Gli spiriti dell’isola, Elvis e Tár.

Per quanto concerne le 5 migliori regie, l’unica nomination meritata è quella riconosciuta a Spielberg. Le più immeritate sono per gli insostenibili Everything Everywhere All at Once e Triangle of Sadness. Decisamente meno peggio, ma egualmente non meritate, anche le nomination a Gli Spiriti dell’Isola e Tár. Discorso analogo vale per la migliore sceneggiatura originale in cui sono candidati i medesimi film. Fra i 5 migliori film Internazionali candidati spicca Argentina 1985, il miglior film dell’anno. Il più assurdamente sopravvalutato è EO. Anche qui occorre segnalare un altro assurdo rovesciamento all’interno della stessa critica cinematografica. I critici del giornale più di sinistra in Italia si schierano decisamente con il film più reazionario, cioè EO, mentre il critico del giornale della grande borghesia conservatrice si schiera, altrettanto decisamente, con il film più radicale e progressista, cioè Argentina 1985. Decisamente, anche se in misura minore, sopravvalutati sono anche Niente di nuovo sul fronte occidentale e Close. Mentre un buon film, per quanto non eccezionale, è l’irlandese The quiet girl.

24/02/2023 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Renato Caputo

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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