Recensioni di classe 73

Da L'Agente Segreto a Lo Straniero: una rassegna di alcune recenti uscite, tra conferme e delusioni.


Recensioni di classe 73 Credits: https://www.cinematografo.it/recensioni/o-agente-secreto-oo4zg0lo

L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, con Wagner Moura, thriller, Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania 2025, 4 candidature a Premi Oscar. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Cesar, a National Board, ha vinto un premio ai Lumiere Awards, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a Spirit Awards, voto: 9+. Film davvero molto bello, girato davvero bene, con ottime inquadrature, una solida sceneggiatura, degli ottimi attori, a partire dal protagonista e una significativa colonna sonora. Il film media contenuti avanzati, denunciando la dittatura militare fascistoide e il suo essere al servizio degli impresari, ai quali garantisce campo libero per imporre il proprio dominio sulla società civile. Avrebbe meritato decisamente, più che Sentimental Value, il premio Oscar come miglior film internazionale.

Black Mirror serie fantascientifica britannica del 2025, giunta alla settima stagione in sei episodi su Netflix, voto: 7. Ottimo prodotto dell’industria culturale. Ogni episodio è un mediometraggio indipendente dagli altri. Molto ben confezionata e abbastanza avvincente la serie sfiora argomenti sostanziali. Come al solito gli autori borghesi non riescono a immaginare un futuro non distopico. Per cui la maggior parte degli episodi sono tragedie senza catarsi. Alcune contraddizioni dello sviluppo tecnologico sono messe in evidenza, come alcune terribili distorsioni di una società ordoliberista in transizione verso un regime bonapartista regressivo. Perciò la serie ha tratti realistici e naturalistici. Peccato che al solito si ragiona in un’ottica solo individuale, dal cui punto di vista la prospettiva non può che essere o distopica o da commedia romantica incapace di toccare questioni sostanziali.

Sentimental Value di Joaquim Trier, con Elle Fanning, drammatico, Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia 2025, ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar fra cui miglior film, sceneggiatura, montaggio attrice, Gran premio della giuria al Festival di Cannes, 7 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 8 candidature e vinto un premio ai BAFTA per miglior film straniero, 8 candidature e vinto 7 European Film Awards fra cui miglior film, regia, sceneggiatura, attore e attrice, 1 candidatura a Cesar, a National Board, 1 candidatura a Lumiere Awards, 7 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Producers Guild, ha vinto come miglior film europeo ai Goya, voto: 7-. Decisamente il film europeo più premiato dell’anno. Certamente un buon film, anche se non è certo un capolavoro, principalmente perché il plot è appena sufficiente.

Father mother sister brother di Jim Jarmusch, con Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling, commedia, drammatico, Usa, Irlanda, Francia 2025, voto: 6.5. Leone d’oro al festival di Venezia, per impedire che fosse premiato un film che denunciava il genocidio in atto del popolo palestinese, è da questo punto di vista certamente un film sopravvalutato. Anche se nessun altro lo ha premiato, tranne il National Board, che lo ha considerato il miglior film indipendente. Come è un po’ tipico dei film di quest’autore, e più in generale del cinema indipendente, il film per quanto ben confezionato ha un plot davvero poco significativo. Nonostante tutto il formalismo postmoderno oggi dominante, come era chiaro già ad Aristotele, il plot è certamente l’aspetto più importante.

No Other Choice - Non c'è altra scelta di Park Chan-wook, commedia nera, drammatico, Corea del sud 2025, 3 candidature a Golden Globes, 2 candidature a Critics Choice Award, voto: 6,5. Si tratta di una ripresa del film di Costa-Gavras Cacciatore di teste. Affronta un tema sostanziale. Con un efficace sarcasmo appassionato mette in evidenza alcuni aspetti della logica del capitale, del neocorporativismo confuciano molto diffuso in Corea e di come i lavoratori, privi di coscienza di classe, tendano a scatenare una guerra fra poveri, non riuscendo a organizzarsi per contrastare il padronato che sfrutta la ristrutturazione per licenziare. Il limite fondamentale e che, non offrendo una alternativa al neocorporativismo masochistico, si finisce in qualche modo per naturalizzarlo. Se non si intravede nessuna prospettiva di superamento, la deriva in senso distopico delle società a capitalismo maturo appare in qualche modo necessaria.

Portobello di Marco Bellocchio, miniserie tv in sei episodi, con Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Barbora Bobulova, drammatica, Italia 2025, voto 6+. La serie italiana più attesa dell’anno è alquanto deludente. Certo la pochezza del tema scelto, la vicenda della ingiusta condanna di Enzo Tortora, non faceva presagire nulla di buono. Dall’altra parte le doti di Bellocchio, uno dei grandi classici ancora attivo del cinema internazionale, lasciavano sperare in qualcosa di più. Al contrario non solo l’autore non coglie nessun punto realmente critico, a eccezione dell’uso troppo disinvolto da parte della magistratura inquirente e, in parte, anche della giudicante delle testimonianze di pentite e dissociati. Ci si limita a un attacco alla magistratura che costringe a un calvario il protagonista, nonostante Tortora sia un facoltoso rappresentante della classe dominante. Per quanto riguarda la magistratura si contesta non un ordine quantomeno conservatore, ma il suo volere concorrere a condannare un esponente della classe dirigente, dando credito a dei criminali pentiti con un quoziente intellettivo davvero carente.

Lo straniero di François Ozon, drammatico, Francia 2025, il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, 4 candidature e vinto un premio ai Cesar, 6 candidature e vinto 3 Lumiere Awards. Voto 6+. Il plot. tratto dal romanzo omonimo di Camus, è sopravvalutato come la filosofia esistenzialista alla quale si ispira. Si tratta dell’ideologia nichilista della classe dominante borghese che si afferma dinanzi alla sconfitta del proprio tentativo di rilanciare il capitalismo attraverso il nazi-fascismo, sconfitto proprio da quel comunismo per combattere il quale era sorto. Il film è troppo lungo ripetitivo e ideologicamente didattico. Lo sviluppo, rispetto al romanzo, del personaggio femminile, se vuole offrire una alternativa al protagonista, rischia di essere anacronistico, apparendo una concessione troppo smaccata al mercato. Il film è ben confezionato. Buona, anche se un po’ troppo laccata, la fotografia.

Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao con Jessie Buckley, drammatico, Usa 2025, 8 candidature a Premi Oscar, 6 candidature e vinto 2 Golden Globes, 11 candidature e vinto 2 BAFTA, 11 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 3 candidature a The Actor Awards, voto: 6. Film indubbiamente sopravvalutato di una regista egualmente sopravvalutata. Il plot manca di motivi di reale interesse e a tratti appare irrealistico e troppo scontato. Ancora una volta si ricerca l’emancipazione della donna e, in sottofondo, dei popoli colonizzati non guardando al futuro, come era quando riadattavano al loro contesto la tradizione marxista, ma piuttosto guardando a un passato arcaico, ad aspetti sostanzialmente poco razionali e a una prospettiva ideologica ambientalista in cui tendenze progressiste si mescolano con il romanticismo reazionario di un Heidegger.

F1 – Il film, di Joseph Kosinski, sportivo, Usa 2025, con Brad Pitt, Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 7 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, 1 candidatura a ADG Awards, 1 candidatura a The Actor Awards, voto: 6-. Tipico guilty pleasure, il film è decisamente prevedibile anche se i meccanismi, sempre più rodati, di cui si serve funzionano. Peccato che non si impara dagli errori del protagonismo, che qui sono giustificati ideologicamente, con l’assurda pretesa che lo statunitense sia un totale outsider e, quindi, potrebbe permettersi di giocare sporco e di violare tutte le regole possibili, pur di provare a vincere. In tal modo si finisce indirettamente per giustificare le pretese dell’eccezionalismo statunitense, per cui il tipico underdog, per potersi imporre, non può che violare sistematicamente le regole del gioco.

Bugonia di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, commedia, fantascienza, Gran Bretagna 2025. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a Golden Globes, 5 candidature a BAFTA, 6 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, 3 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 2 candidature a The Actor Awards, voto: 4. Film assurdamente sopravvalutato, ha un’impostazione fondamentalmente rovescista e controrivoluzionaria. Il regista non ha un minimo di empatia nei confronti dei personaggi del suo film, decisamente unilaterali.

Sirāt regia di Óliver Laxe, drammatico, Spagna, Francia 2025, voto: 4-. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 9 candidature e vinto 4 European Film Awards, 1 candidatura a Cesar, a National Board, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Spirit Awards, 11 candidature e vinto 6 Goya. Il film potrà anche essere valido sotto qualche punto di vista tecnico-formale ma, nel complesso, è stoltamente sopravvalutato. Il regista non ha veramente niente di significativo da comunicare e ama rimestare nel torbido.



08/05/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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Renato Caputo

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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